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Coronavirus, c’è la mano dell’uomo dietro la pandemia?

L’origine della pandemia di Covid-19 che in tutto il mondo ha già contagiato quasi mezzo milione di persone è dipesa dal caso o dall’uomo?

Un discusso esperimento cinese

E in quest’ultimo caso, per ora non dimostrato ma che alcuni indizi porterebbero a ritenere quanto meno possibile, è stato un atto involontario o deliberato? Andiamo con ordine.

Un articolo della rivista Nature Medicine del 9 novembre 2015 segnalò un esperimento condotto in collaborazione dall’Accademia delle scienze cinese e dall’Università della North Carolina, cui partecipò anche l’Università di Wuhan, città che sarebbe poi dievntata il centro dell'epidemia di Covid-19 e dove è operativo il solo laboratorio di bioingegneria esistente in Cina di livello BSL-4, già al centro di polemiche e sospetti.

Da SHC014 e SARS un virus “chimera”

Scopo dell’esperimento: creare un virus “chimera” partendo da una proteina di superficie del virus SHC014 (che si trova nei pipistrelli “a ferro di cavallo” in Cina) e dalla spina dorsale di un virus SARS ingegnerizzato per crescere nei topi e imitare le malattie umane.

La chimera ha infettato le cellule delle vie aeree umane, dimostrando che la proteina di superficie di SHC014 ha la struttura necessaria per legarsi a un recettore chiave sulle cellule e infettarle. Inoltre ha causato malattie nei topi, ma non li ha uccisi” scriveva Nature Medicine.

coronavirus china conspiracy

A diffondere il virus sono stati gli Usa?

In tanti hanno pensato a quell’esperimento come all’antenato del Sars-Cov-2 (il coronavirus responsabile della sindrome Covid-19) e all’intervento dell’uomo, per alcuni volontario, come causa della sua diffusione.

Chi crede nella "teoria del complotto" parla di una manovra degli Stati Uniti per colpire la Cina (dopo due anni di guerra commerciale dagli scarsi risultati) e quei paesi europei (come l’Italia) avvicinatisi troppo a Pechino e non disposti a ergere barriere in settori ad elevata tecnologia (ad esempio le reti 5G) come vorrebbe l’amministrazione Trump.

Col coronavirus imprenditori cinesi ancora più ricchi

Due piccioni con una fava, insomma. Peccato che la reazione di banche centrali e governi (a partire proprio dalla Federal Reserve e dal governo americano), per limitare i danni di una recessione mondiale che le “serrate” scattate in queste settimane rischiano di ampliare, abbiano fatto già recuperare terreno ai mercati finanziari e agli uomini più ricchi e  potenti del pianeta e non solo negli Usa.

Sono infatti riusciti a guadagnare oltre 3 miliardi di dollari a testa, da inizio anno al 25 marzo, imprenditori americani come Elon Musk (fondatore di Tesla e SpaceX, in buoni rapporti con Barack Obama ma non con Donald Trump) e Eric Yuan (fondatore di Zoom Video Communications), ma anche imprenditori cinesi come Li Xiting e Xu Han, cofondatori del produttore cinese di apparecchiature mediche Mindray Medical International, piuttosto che Qin Yinglin, fondatore del gruppo alimentare Muyuan Foodstuff, e Leng Youbin, a capo di China Feihe (latte per bambini).

Musk Yonghao

Dalio (Bridgewaters) ha perso la scommessa

Scorrendo il Bloomberg Billionaire Index, tra i primi 20 che hanno registrato un aumento della propria ricchezza se ne notano 14; cinesi e solo 4 americani, con l'uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos (fondatore di Amazon, patrimonio di oltre 116 miliardi di dollari, come Musk inviso a Trump) che ha visto aumentare il suo patrimonio "solo" di 1,5 miliardi.

Ray Dalio, gestore del fondo Bridgewaters al centro dei sosptti dei complottisti per aver “scommesso” fin da fine 2019 sui ribassi dei mercati e di singoli titoli sino a 14 miliardi di dollari (ma a fronte di oltre 150 miliardi di investimenti in essere), ha invece visto ridursi di 1,25 miliardi la propria ricchezza. Altri miliardari americani come Warren Buffett, Bill Gates e Mark Zuckerberg hanno incassato decine di miliardi di dollari di minusvalenze a testa (per un totale di oltre 53 miliardi di perdite potenziali).

Umano è dare la colpa agli altri, non il coronavisus

Se la tesi che la crisi sia stata deliberatamente causata per arricchire gli Usa non regge, anche quella che il Sars-Cov-2 sia il risultato di una manipolazione umana come il SHC014 è stata seccamente smentita dagli scienziati. In uno studio condotto dalla ricercatrice Kristian Andersen, dello Scripps Research Institute di La Jolla, si legge: “Confrontando i dati genetici ad oggi disponibili per diversi tipi di coronavirus, possiamo risolutamente determinare che il Sars-CoV-2 si è originato attraverso processi naturali”.

Nonostante tutte queste evidenze di "non complotto", al professor Francis Boyle, padre del Biological Weapons Act firmato nel 1989 dall’allora presidente George Bush (senior), l’idea del complotto continua a piacere. Boyle, sicuramente autorevole nell'ambito della ricerca biomedica, è putroppo anche un noto antisionista e complottista americano, essendo tra l’altro uno storico collaboratore di Infowars, sito di estrema destra bandito dai social media di mezzo mondo per incitazione all’odio.

Francis Boyle coronavirus

Questo fatto non è casuale: è stato dimostrato che la teoria del complotto tende infatti ad essere apprezzata soprattutto da chi concepisce i rapporti tra nazioni e persone come uno scontro di potere e non una forma di collaborazione. E, in ogni epoca, tende a dare la colpa "all'altro" di qualsiasi male del mondo, basti pensare a come venne denominata in ogni paese la sifilide (in Italia nota come "male francese", in Francia denominata "male italiano" o "male napoletano", in Polonia "mal dei tedeschi", in Russia "male dei polacchi" e così via).

Tags: Salute, Cospirazioni, Misteri risolti, segreti