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Le cinque porte principali per l’Inferno

lago di Averno
Lago di Averno, Campania

Da sempre l’uomo è attratto dal mistero e dal sovrannaturale e in qualche caso entrambi sembrano unirsi in qualcosa di decisamente oscuro.

L’Inferno in particolare ha sollecitato la fantasia di milioni di uomini e donne, tanto che in tutto il mondo sono nate leggende su luoghi che per le loro misteriose caratteristiche sono stati identificati come possibili porte dell’Inferno.

Lago di Averno (Italia)

Se in Italia il lago di Averno, un bacino di origine vulcanica situato in Campania, è stato considerato sin dall’antica Roma uno degli accessi all’Ade, regno oscuro e misterioso, salvo rari casi precluso ai viventi, dove soggiornano in eterno le ombre degli uomini, in epoca moderna sono state identificate non meno di cinque altre possibili “porte per l’Inferno”.

Devil s Hole
Devil’s Hole, Nevada (Usa)

Devil's Hole (Stati Uniti)

Alcune hanno un nome chiaramente evocativo, come Devil’s Hole (il Buco del Diavolo), una grotta presente nella Death Valley, in Nevada, profonda circa 300 metri che se non porta fisicamente all’Inferno di certo ha fatto un elevato numero di vittime tra i suoi visitatori, molti dei cui corpi non sono più stati ritrovati dopo la scomparsa.

Devil s Sinkhole
Devil’s Sinkhole, Texas (Usa)

Devil's Sinkhole e manastash ridge (Stati Uniti)

Il diavolo ha anche un altro ingresso per casa sua negli Stati Uniti, il Devil’s Sinkhole, in Texas, meno profonda (non supera i 120 metri) ma ricca di pipistrelli messicani senza coda (si stima che la colonia arrivi a circa 3 milioni di esemplari), la cui presenza ha probabilmente ispirato il nome della località.

Sempre negli States, a Manastash Ridge, nello stato di Washington, al sovrannaturale sembra aggiungersi una strana attività di occultamento. Secondo un ascoltatore intervenuto a una trasmissione radiofonica, Mel Waters, dichiaratosi proprietario del terreno dove sarebbe sorto questo pozzo, il luogo sarebbe stato usato sin dai tempi dei nativi americani per gettarvi dentro qualsiasi rifiuto.

Gli animali evitavano il luogo, gli uccelli stessi non lo sorvolavano. Waters spiegò poi che alcuni agenti del governo (gli “uomini in nero”?) avevano sequestrato l’area inibendone l’accesso a chiunque. Mistero nel mistero: da ricerca effettuate successivamente, nessun signor “Mel Waters” risulta aver avuto proprietà nella zona.

 In verità, anzi, il pozzo stesso non è mai stato visto, anzi la proprietà privata in cui dovrebbe sorgere sembra essere letteralmente svanita nel nulla, non risultando in alcun documento ufficiale. Si è trattato di una semplice burla o effettivamente il governo americano sta nascondendo l’area per qualche motivo tuttora ignoto?

Derweze
Derweze, Turkmenistan

Il cratere di Derweze

Dall’altra parte del mondo, in Turkmenistan esiste invece un cratere, nei pressi della cittadina di Derweze, che dal 1971 sta bruciando con forti esalazioni di zolfo. Dato che Derweze in lingua turkmena significa “porta”, associarlo alla porta per l’Inferno è stato naturale.

A non essere naturale è il cratere, dovuto a sondaggi nel terreno fatti in epoca sovietica: il terreno cedette facendo fuoriuscire gas naturale che venne incendiato, pensando che si sarebbe esaurito nel giro di alcuni giorni. Peccato che da allora continui ancora a bruciare.

Houska
Il castello di Houska, Repubblica Ceca

Il castello di Houska

In Europa il castello di Houska, nella Repubblica Ceca, si è guadagnato una fama sinistra: sarebbe sorto per occultare un pozzo che la leggenda vuole senza fondo, chiamato ancora una volta “la porta dell’Inferno”. Il castello, che assomiglia più a un antico casale non avendo fortificazioni, non pare aver mai avuto cucina o riserve d’acqua, cosa insolita se il luogo fosse stato destinato a essere abitato. Potrebbe essere un altro caso di “occultamento” di una porta per l’Inferno?

Di certo secondo le leggende locali dal pozzo, prima che fosse costruito il castello, uscivano in alcune notti creature alate mostruose e tale era il terrore che esso incuteva che quando durante la costruzione del castello fu promessa la grazia a qualsiasi prigioniero che fosse sceso volontariamente a esplorare il pozzo, solo una persona accettò. Calato con una fune, fu sentito urlare di terrore dopo pochi minuti e una volta tornato in superficie sarebbe apparso come invecchiato di una trentina d’anni, per lo spavento.

Tags: Magia, Misteri irrisolti, Paranormale