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Raid Area 51 fake news

Facebook e il raid nell’Area 51: una fake news di successo

Parlare di Area 51 in epoca di fake news e di continui cambiamenti degli algoritmi di Facebook nel tentativo di promuovere solo contenuti di qualità di può sembrare un paradosso.

Di certo è singolare che la proposta di un “raid” nella celebre area militare, che secondo i teorici della cospirazione dovrebbe custodire i resti di un Ufo schiantatosi nei pressi di Roswell mezzo secolo fa e forse anche il cadavere del suo pilota alieno, abbia riscosso un così grande successo.

Fake news troppo di successo

Un successo cresciuto ben oltre le previsioni di Jackson Barnes, che ha ammesso: “no, non era un evento reale”, declinando ogni responsabilità in merito e precisando, scanso equivoci “buongiorno governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo, e in realtà non intendo andare avanti con questo piano. Avevo solo pensato che sarebbe stato divertente e che mi avrebbe fatto avere qualche like su internet. Non sono responsabile per quanti decideranno realmente di occupare l’Area 51”.

In pochi giorni, infatti, complice il rilancio della notizia da parte dei maggiori siti di informazione al mondo (che ancora una volta per “stare sul pezzo” si sono fatti prendere per il naso, alla faccia della verifica delle fonti), oltre 1 milione di persone aveva segnalato l’intenzione di “partecipare” all’evento segnalato su Facebook per il prossimo 20 settembre 2019, mentre altre 900 mila circa ci stavano “pensando”.

area 51

L’Us Air Force sembra averci creduto

L’idea-burla sarebbe stata quella di avvicinarsi alla base militare correndo “come Naruto”, con le braccia all’indietro per “schivare” i proiettili dell’esercito. Se ci pensate l’idea è talmente bislacca che puzzava di fake già così, ma poi è giunta una dichiarazione dell’Us Air Force che, tramite la sua portavoce, Laura McAndrews, ha precisato sul Washington Post, per “scoraggiare chiunque voglia tentare di entrarci”, che l’Area 51 è in effetti un’area militare dove si addestrano le forze armate americane.

Dopo decenni di smentite, l’esistenza dell’Area 51 era stata ammessa solo a partire dal 2009 da vari ex funzionari che vi avevano lavorato e che precisarono come l’area servisse per lo sviluppo e i test di apparecchiature “top secret” tecnologicamente all’avanguardia. Nel 2013 un documento redatto nel 1992 da due storici della Cia è stato declassificato e per la prima volta oltre a nominare esplicitamente l’area la stessa è stata indicata su una mappa.

area 51 esterno

Entrare nell’Area 51 può costare caro

Nel 2017, poi, il Pentagono ha confermato l’esistenza di un programma da 22 milioni di dollari per analizzare “anomali minacce aerospaziali” (ossia gli Ufo). Come sanno i lettori di Fanwave.it, al di là del fatto che custodisca o meno segreti legati agli Ufo l’Area 51 non è comunque accessibile al pubblico. Attorno all’area stessa numerosi cartelli ricordano che fare fotografie dell’area può comportare multe e addirittura la prigione.

Non è dunque il caso di provare a fare dei raid all’interno dell’area militare, salvo effettivamente riuscire a essere presenti in un milione di “incursori”. Ma voi avete mai saputo di un evento organizzato su Facebook che abbia ottenuto una simile adesione?

Tags: Ufo, Misteri risolti, Bufale