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Il Buran non è andato del tutto perduto

Buran
Aleksander Markin ha ritrovato e fotografato un modello in legno in scala 1:3 del Buran

Vi abbiamo già parlato (leggete qui) di come la navetta spaziale Buran, sviluppata negli anni Ottanta dall’Unione Sovietica come risposta allo Space Shuttle, potrebbe avere infine un erede, dal costo contenuto (12,5 miliardi di rubli, pari a circa 185 milioni di dollari, per quanto riguarda i costi di sviluppo) ed in grado di essere almeno parzialmente riutilizzabile.

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OK-1K1 distrutto durante il crollo dell'hangar

Buran OK-1K1 è andato distrutto

Quello che tutti credevano finora era che l’unico modello del Buran esistente (l’OK-1K1) fosse andato distrutto nel 2002 a causa del crollo dell’hangar in cui era custodito, nel cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan. In realtà non è del tutto esatto e se è certo che l’ex navetta spaziale non potrà mai tornare nello spazio (che sfiorò solo una volta nel corso di un volo suborbitale senza equipaggio, nel 1988), approfondendo la nostra ricerca abbiamo scoperto che alcuni esemplari del Buran ancora esistono.

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OK-1K2 abbandonato

Due Buran a Baikonur e Ramenskoye

Un secondo esemplare (l’OK-1K2) venne sorpreso dalla cancellazione del programma nel 1993, per mancanza di fondi, quando era stato completato al 97%. Tuttora è conservato sempre presso Baikonur ed è distinguibile dal primo esemplare, ormai perduto, per una struttura rossa fissata sulla parte superiore dei portelloni del vano cargo.

Un terzo Buran (l’OK-2K1) rimase invece bloccato al 30%-50% di lavori e dopo essere stato esposto in varie località dovrebbe tuttora essere ospitato presso l’aeroporto Ramenskoye - Zhukovsky, già sede dei test di volo del programma Buran (oltre che, ogni due anni, del Maks Airshow).

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Prototipo OK-TVA, esposto come attrazione a Gorky Park

I prototipi esposti a Mosca e in Germania

Un prototipo del Buran, l’OK-TVA, utilizzato unicamente per i test meccanici, termici e acustici, dopo essere stato ridipinto per somigliare all’OK-1K1 è stato esposto dal 1997 al 2014 al Gorky Park a Mosca come attrazione, prima di venire smontato per essere trasferito (tra giugno e luglio 2014) al All-Russian Exhibition Center (o VDNKh), sempre a Mosca, dove è stato trasformato in un museo aerospaziale interattivo.

Mentre l’OK-TVA non ha mai effettuato alcun volo, un altro prototipo, l’OK-GLI venne invece usato per voli di prova subsonici e per lo sviluppo dei sistemi di volo e atterraggio automatico. Dopo aver trascorso quattro anni in Bahrain (dal 2004 al 2008) venne venduto al museo tedesco Sinsheim/Speyer Technik Museum.

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Buran OK-MT, ridotto come ferraglia arrugginita, trasportato su una chiatta

Destini diversi per due Buran "gemelli"

Il modello OK-M (poi OK-ML1) costruito per test termici e meccanici è invece rimasto parcheggiato per anni a Baikonur nell’area 254, divenendo un’attrazione per i bambini delle scuole locali, per poi essere trasferito nell’area 2, ossia la zona museale del complesso di Baikonur. Sono allo studio numerosi progetti per il suo restauro integrale.

Il suo “gemello”, OK-MT (poi OK-ML2), dopo essere stato usato per test sui serbatoi di gas, sicurezza dei sistemi di chiusura ermetica, procedure di ingresso e uscita dell’equipaggio e lo sviluppo di operazioni militari, da alcuni anni è stato trasferito sempre a Baikonur, dove però è tuttora abbandonato presso l’hangar MKZ, insieme all’OK-1K2, come è riuscito a scoprire e fotografare il fotografo Ralph Mirebs.

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Buran OK-KS3

Il prototipo trasformato in monumento

L'OK-KS, prototipo usato per una serie di test di aero trasporto, oltre che per test statici e per testare elettronici di bordo, sistemi computerizzati e attrezzature di radio telecomunicazioni, ha fatto una diversa fine: è stato trasformato in un monumento presso l’impianto del gruppo Energia a Korolev.

Degli altri modelli non rimane nulla o quasi: la costruzione dell’OK-2K2 venne interrotta al 10%-20% del lavoro e rimase incompiuto per anni all’interno degli impianti di Energia, prima di essere smantellato, con numerose delle sue mattonelle termiche asportate e vendute su internet, l’OK-2K3 venne immediatamente smantellato e non ne resta traccia, il prototipo OK-TVI, venne costruito parzialmente solo per test termici e di pressione e dovrebbe trovarsi ancora presso il centro sperimentale di NIIKhimMash.

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Aleksander Markin ha ritrovato e fotografato un modello in legno in scala 1:3 del Buran destinato alle prove nella galleria del vento

Scoperto il mock up del Buran

In compenso qualche tempo fa un fotografo russo, Aleksander Markin ha ritrovato e fotografato un modello in legno in scala 1:3 del Buran (in gergo un “mock up”), abbandonato in un angolo dell’aeroporto di Ramenskoye - Zhukovsky, che come detto già ospita il terzo Buran, l’OK-2K1.

Perché sia stato (e da chi) costruito questo modello in legno non è certo, forse come prototipo del modello a suo tempo esposto al Museo della cosmonautica di Mosca, o forse come modello usato per test in galleria del vento. Anche come sia finito a Ramenskoye – Zhukovsky non è chiaro, quello che è chiaro è che la storia del Buran è molto più vasta e complessa di come solitamente viene narrata. Chissà se avrà un seguito?

Tags: Russia, Viaggi spaziali, Buran