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Cthulhu e il Punto Nemo

Misteri: il mostro di Cthulhu vive davvero vicino al Punto Nemo?

Howard Phillips Lovecraft è stato con Edgar Allan Poe il più celebre scrittore horror americano di tutti i tempi e nei racconti del ciclo di Cthulhu ha descritto una “deità blasfema”.

Cthulhu, descritto nel racconto “Il richiamo di Cthulu” come un “viscido e verde uovo cosmico” con “tenaglie molli” e una “orribile testa di calamaro con antenne che si contorcono” delle dimensioni di “una montagna che cammina e incespica”, sarebbe un kraken, un gigantesco mostro tentacolare di origini aliene che da millenni riposa nella città sommersa di R’lyeh in un sonno simile alla morte.

Cthulu, R’lyeh e il Punto Nemo

cthulhu

Lovecraft diede anche le coordinate di R’lyeh: 47°09’S 126°43’W nell’Oceano Pacifico meridionale. Fin qui siamo nel regno della fantasia più che dei misteri, ma la cosa curiosa è che R’lyeh e Cthulhu secondo Lovercraft si troverebbero in mezzo al nulla, nel punto più lontano da qualsiasi terra emersa.

Questo punto, il Punto Nemo o polo oceanico dell’inaccessibilità, esiste realmente ma fu calcolato con precisione solo nel 1992, mentre “Il richiamo di Cthulhu” venne pubblicato nel 1926. Il Punto Nemo è in effetti poco distante da dove lo immaginò Lovercraft, alle coordinate 48°52.6’S 123°23.6’W.

Un misterioso suono sottomarino

Solo una coincidenza? Forse, ma nel 1997 alcuni oceanografi registrarono un suono misterioso proveniente dalle profondità dell’oceano nei pressi di dove Lovecraft aveva posto R’lyeh e a circa 2000 chilometri ad Est dal Punto Nemo.

Era forse Cthulhu che si stava risvegliando dal suo sonno millenario? Di certo il suono a bassa frequenza (denominato “Bloop”) era così forte da superare quello che viene emesso da una balenottera azzurra. Alla fine gli scienziati risolsero il mistero, spiegando che non si trattava di alcun mostro marino ma del rumore prodotto dal crollo di pareti di ghiaccio in Antartide.

Un cimitero di rottami spaziali

punto nemo

Nessun mistero è invece legato alla scelta di utilizzare il Punto Nemo (così chiamato in onore del Capitano Nemo del romanzo di Jules VerneVentimila leghe sotto i mari”) in una sorta di cimitero per i detriti di veivoli spaziali che rientrano sulla terra. In quell’ampio tratto di oceano giacciono ad esempio i resti della stazione spaziale russa Mir e di quella cinese Tiangong 1.

La decisione di pilotare i veivoli spaziali morenti in quell’area è dovuta sia alla distanza dalla terra emersa, sia alla presenza di poche forme di vita marina conosciute, dato che il Punto Nemo si trova all’interno di una corrente oceanica rotante che respinge e allontana l’acqua più ricca di sostanze nutritive. Se Cthulhu dovesse mai essere esistito, dunque, avrebbe avuto seri problemi a procurarsi il cibo.

Tags: Alieni, Misteri risolti, Miti