Fanwave.it
Fanwave.it
base aliena antartide

Antartide nasconde una base aliena

Vi siete mai chiesti perché nazioni che non si sono mai fatte scrupolo di distruggere l’ambiente per sfruttarne le risorse minerarie o energetiche abbiano sottoscritto senza alcun problema nel 1959 il Trattato Antartico?

Con tale trattato i firmatari (tra cui Francia, Giappone, Stati Uniti, Regno Unito e l’allora Urss, oltre all’Italia, che vi aderì nel 1981) hanno ufficialmente rinunciato allo sfruttamento economico, all’utilizzo per scopi bellici e ad ogni attività di tipo militare o che implichi esplosioni nucleari o depositi di materiale radioattivo nell’Artico?

Trattato Antartico è solo un paravento?

Per amore dell’ambiente? Sul serio? Non sarà perché i paesi firmatari avevano ed hanno qualcosa da nascondere da occhi indiscreti? Sarà un caso, ma ogni tanto affiorano storie, ovviamente difficilmente o impossibili da verificare puntualmente, riguardo a istallazioni che nell’Artico semplicemente non dovrebbero esistere.

ufo base antartica

Parla un ex sottufficiale della Us Navy

Su Medium, piattaforma di pubblicazione online creata nel 2012 dal cofondatore di Twitter, Evan Williams, è apparsa poco tempo fa la storia di un ex sottufficiale ingegnere di volo di prima classe della Us Navy, “Brian”, che ha riferito di aver volato più volte per spedizioni cargo e di soccorso in Antartide tra il 1983 e il 1997. Nel corso di quegli anni Brian avrebbe visto più volte “dischi d’argento” sfrecciare intorno alle Montagne Transantartiche, ma non solo.

Ufo e complesso di ricerca sotterraneo

Oltre agli Ufo, Brian ha riferito di aver visto, durante un volo d’emergenza sopra una “no fly zone”, l’ingresso di quello che ritiene essere un complesso di ricerca sotterranea gestito da umani e alieni, che dunque avrebbero avviato da tempo una qualche forma di collaborazione, tenuta segreta all’opinione pubblica mondiale.

antartica south pole station

Gli scienziati scomparsi

E ancora: una volta lui e il suo equipaggio raccolse una dozzina di scienziati che erano scomparsi da due settimane da un campo vicino a Marie Byrd Land. Gli scienziati non parlavano e i loro volti sembravano spaventati. In realtà la storia di Brian era stata raccontata già una volta dalla giornalista investigativa e saggista statunitense Linda Moulton Howe, che ha realizzato anche una serie di filmati, pubblicati su Youtube, con l’audio della sua intervista all’ex sottufficiale, ormai in pensione.

La misteriosa no fly zone

Tra gli episodi riferiti da Brian anche il curioso divieto di sorvolo di un’area a cinque miglia dalla base statunitense di South Pole, ufficialmente per via della presenza di un campo di campionamento dell'aria in quella zona. “La cosa non aveva alcun senso per nessuno di noi dell’equipaggio, perché in due diverse occasioni dovemmo sorvolare quest’area” ha ricordato Brian.

Insomma, là dove nessuno dovrebbe svolgere attività di tipo militare o di sfruttamento, sembra esserci molto più traffico e aree “riservate” di quanto ci si aspetterebbe. Solo coincidenze e racconti di fantasia o c’è qualcosa di vero? Per ora la domanda resta senza una risposta ufficiale, nonostante tutto.

Tags: Alieni, Misteri irrisolti, Basi aliene