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I misteriosi teschi allungati di Paracas (Perù)

Teschi di Paracas
Teschio di Paracas a confronto con un teschio normale

Gli esseri umani derivano dai primati e di sono evoluti per selezione naturale fino all’Homo Sapiens che tuttora popola il pianeta Terra, come ci insegna la scienza? O possono essere il risultato di manipolazioni e ibridazioni genetiche guidate da una mano aliena, più o meno divina che fosse?

I meno giovani ricorderanno come nel 1976 Jack Kirby creò per la casa editrice a fumetti Marvel (fondata dal compianto Stan Lee e da alcuni anni entrata a far parte del gruppo Disney) i personaggi noti come Celestiali. Queste entità fizionali vagano per il cosmo visitando pianeti e compiendo esperimenti genetici, tornando poi nel corso dei millenni (o dei milioni di anni) a visitare il pianeta per verificare l’evolversi della situazione.

I teschi allungati hanno affascinato scrittori e sceneggiatori

L’idea in sé è affascinante, senza dubbio, al punto che ogni tanto anche qualche ricercatore “scientifico” sembra volerne trovare conferma fattuale, come nel caso dei famosi teschi allungati di Paracas. I teschi, che hanno ispirato anche l'ultimo episodio della saga di Indiana Jones (Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo), per la verità esistono.

Furono scoperti alla fine degli anni Venti del secolo scorso dall’archeologo Julio Tello e sono davvero antichi (risalgono a una civiltà fiorita tra il sesto e il primo secolo avanti Cristo) e allungati, ma questo perché la cultura Paracas praticava regolarmente la trapanazione e la deformazione artificiale della forma dei crani, intrappolando teste di bambini dei primi anni di vita, dunque ancora in crescita, tramite elaborate fasciature.

Teschi di Paracas
Tre teschi esposti al Museo di Paracas

Ma perché venivano deformati i crani dei neonati? Perché come in molte altre culture primitive la deformazione del cranio o di altre parti del corpo aveva un valore simbolico-culturale. Ebbene: secondo un non meglio identificato “esperto biologo”, Brien Foester, almeno un 5% dei crani di Paracas sembrerebbe “avere una forma naturale e sono quelli con la classica testa a cono”.

Per Foester il 5% dei taschi è allungato per cause naturali

Insomma, mentre il 95% dei teschi presenterebbe deformazioni artificiali, il 5% non le presenterebbe: si tratterebbe dunque per Foester di individui con caratteristiche molto curiose, come un volume della testa più ampio di un normale cranio umano, anche del 25%-30%, ossa più sottili, mascelle più prominenti ed orbite oculari più larghe.

Siamo di fronte a una nuova specie umana? Forse più aliena che umana, visto che Foester citando un non meglio precisato “genetista” anonimo spiega che il Dna mitocondriale (ossia quello che viene trasmesso per linea materna, ndr) presenta “mutazioni sconosciute in ogni essere umano, primate o animale finora noto”.

Tracce di intervento alieno nell'evoluzione umana?

Anche ammettendo che “i dati sono molto lacunosi e c’è ancora bisogno di fare molte sequenze per recuperare l’intero Dna”, se ulteriori indagini dovessero confermare i primi risultati avremmo “a che fare con un nuovo tipo di creatura umanoide, assai distante dall’Homo Sapiens, dai Neanderthal e dai Denisova”, forse neppure in grado di accoppiarsi con altri esseri umani.

Se Foester avesse ragione chi sostiene che l’umanità attuale è il prodotto di un intervento alieno nella genetica dell’ominide terrestre avrebbe di che gioire, probabilmente.

Teschi di Paracas
Pratica dell'allungamento del cranio presso i Mangbetu, Congo (1930). Sulla sinistra la mamma fascia la testa della figlia con un panno

L’idea, come detto, affascina e genera ulteriori seguaci, come le immagini di teschi allungati e dalle evidenti caratteristiche aliene di Takeshi Yamada [link], che si vorrebbero appartenuti a una ulteriore specie umanoide i cui resti sarebbero stati scoperti in Sud Africa nel 2010.

In realtà Yamada [link]è un artista specializzato proprio nel riprodurre finte creature utilizzando materiali organici e inorganici. Ma se quelli di Takeshi sono dei “fake” palesi, quelli di cui parla Foester possono essere davvero credibili, ammesso che esistano?

Al momento non esistono prove della teoria di Foester

Una risposta certa al momento non esiste, non esistendo prove né dei quanto dichiara Foester (non sono mai stati pubblicati i risultati delle analisi, né sono apparsi articoli sull’argomento su riviste scientifiche) né sugli stessi titoli accademici dell’ “esperto biologo”.

L’unica cosa che sembra di potersi dire con certezza è che a distanza di oltre un secolo dalle riflessioni di Charles Darwin, divenute la base della moderna biologia grazie all’introduzione del concetto di evoluzione per selezione naturale (poi ulteriormente completate dalla scoperta dei meccanismi dell’eredità genetica grazie agli studi condotti da Gregor Mendel) la sua opera risulta ancora indigesta a milioni esseri umani, che preferiscono darsi altre spiegazioni sull’origine e l’evoluzione della specie a seguito di interventi divini o alieni, oltre che sulla eventuale presenza di altri specie umanoidi nell’universo.

Teschi di Paracas
Popolo dei Mangbetu, Congo (1930). Mamma con figlio

Tags: Misteri irrisolti, Antichi alieni, Evoluzione