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Bildeberg, una società segreta ci governa?

Gli italiani
Mario Monti, John Elkann e Lilli Gruber

Se vuoi nascondere qualcosa, mettila in bella mostra: il popolare detto sembra attagliarsi alla perfezione al gruppo Bildeberg, un’organizzazione di politici, finanzieri e industriali che dal 1954 ogni anno riunisce in un incontro a inviti, non ufficiale, un gruppo di 130 partecipanti in hotel e resort di lusso sparsi per il mondo.

L’associazione, che molti paragonano a una società segreta a tutti gli effetti, prende il nome dal castello olandese che ne vide la nascita, ma quali sono i suoi scopi?

Incentivare il dialog tra leader del vecchio e nuovo mondo

Ufficialmente il gruppo venne fondato per “incentivare il dialogo tra i “leading citizens” degli Stati Uniti e dell’Europa Occidentale” al fine di “creare una migliore comprensione delle forze complesse e delle principali tendenze che influenzavano le nazioni occidentali nel periodo postbellico”.

Sui nomi dei partecipanti agli incontri annuali viene fatta notevole pubblicità (nel 2015 tra gli invitati all’evento, svoltosi tra l’11 e il 14 giugno figuravano bilderbergmeetings.org nuovamente l’ex premier italiano, il senatore a vita Mario Monti, l’ex presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, il presidente di Fca, John Elkann, l’imprenditore Gianfelice Rocca e la giornalista Lilli Gruber, che già era stata tra gli invitati del 2013).

Franco Bernabè
Franco Bernabè
Rocca Gianfelice
Rocca Gianfelice

Le Misteriose riunioni a porte chiuse

Ma su ciò che succede nelle riunioni a porte chiuse, non filtra mai nulla, cosa che ha alimentato molti sospetti circa le reali finalità di tali riunioni e come minimo indica una scarsa attenzione alla trasparenza nei confronti dell’opinione pubblica mondiale (in oltre 50 anni d’incontri la stampa non è mai stata ammessa, né sono state rilasciate dichiarazioni a conclusioni degli interventi, come pure non è mai stato svelato l’ordine del giorno).

Ma davvero il gruppo Bildeberg trama, come sostengono alcuni, per costruire “l’era del post-nazionalismo: quando non avremo più paesi, ma piuttosto regioni della terra circondate da valori universali”, come scrisse una volta Vincent Shannon, redattore del New York Times poi ambasciatore degli Usa in Irlanda durante la presidenza Carter (1977-1981)?

Visto come sta evolvendo l’economia mondiale e i segnali apparentemente evidenti degli sforzi tesi a costituire un Nuovo Ordine Mondiale, la risposta potrebbe essere affermativa, sta di fatto che anche il quotidiano britannico The Times, non esattamente un giornaletto “complottista”, già nel 1977 descriveva il gruppo Bildeberg come “una congrega dei più ricchi, dei più economicamente e politicamente potenti e influenti uomini nel mondo occidentale, che si incontrano segretamente per pianificare eventi che poi sembrano accadere per caso”.

Chi frequente il gruppo Bildeberg fa parlare di sè

Qualche esempio di quella che parrebbe essere la longa manus del Bildeberg? Nel 1991 l’allora semisconosciuto governatore Democratico dell’Arkansas, Bill Clinton, partecipa alla riunione; di lì a poco vince le primarie del partito e l’anno successivo diventa Presidente degli Stati Uniti.

L’ancora giovane deputato laburista Tony Blair partecipa alla riunione del 1993 e nel luglio 1994 è già diventato il leader del partito, per essere poi nominato premier nel maggio del 1997. Romano Prodi partecipa alla riunione del 1999, riceve nel settembre di quello stesso anno la nomina a presidente della Commissione Ue, ricoprendo l’incarico fino al gennaio 2005. L’anno successivo viene nominato premier italiano.

Tre coincidenze, dicono, costituiscono una prova: ma allora del Bildeberg c’è da aver paura o ci si può augurare che agisca sempre per il meglio? A ciascuino di voi la risposta a questo interrogativo.

Tags: Top secret, Nuovo Ordine Mondiale, Società segrete