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Il fantasma del campiello del Remèr a Venezia

Il fantasma del campiello del Remèr a Venezia

Fantasmi, streghe e creature della notte hanno sempre popolato i sogni, anzi gli incubi, degli uomini fin dall’antichità. Ma è possibile che davvero qualche spirito resti intrappolato in un piano dell’esistenza che non è più quello terreno?

Italia ricca di fantasmi e leggende

Se in America e in Europa sono molte le storie di fantasmi che stimolano l’attività di cacciatori di fantasmi più o meno professionisti, è in Italia ricca di castelli, chiese e palazzi di epoca medioevale o dell'antica Roma, che tali manifestazioni paranormali abbondano, forse in attesa solo di essere spiegate da un punto di vista scientifico.

Decine sono in effetti le leggende tramandate su luoghi stregati, apparizioni e presenze di spiriti che non appartengono più a questo mondo eppure non riescono a separarsene completamente.

In una delle più affascinanti città del mondo, Venezia, il numero di fantasmi sembra particolarmente elevato e data la storia dell’ex repubblica marinara e delle sue ricche e potenti famiglie la cosa non sorprende.

Il fantasma del campiello del Remèr a Venezia

Fosco Loredan, sposo geloso e violento

Si racconta, in particolare, che nel ‘600 un esponente della nobile famiglia Loredan (ancor oggi tra le più ricche della città), Fosco Loredan, si rese protagonista di una storia di passione, violenza e morte. Sposato a Elena, una delle figlie del fratello del doge Marino Grimani, ne divenne geloso sino alla follia.

Una sera proprio il doge, passando nei pressi del campiello del Remèr, vide donna Elena fuggire, urlando per la paura, inseguita dal marito Fosco che apostrofò così il doge: “Fatti da parte! Questa donna mi ha tradito!”

La povera Elena replicò: “Non è vero! Si rode dalla gelosia perché io conosco un giovane che potrebbe essere quasi mio figlio!” Il doge, che già aveva sguainato la spada, promise a Fosco di non ricorrere alle armi se lui avesse lasciato stare la bella moglie quando Fosco gli urlò: “Guardati alle spalle!”.

Il doge ebbe appena il tempo di voltare lo sguardo che Fosco mozzò di netto la testa alla nipote del Grimani il quale si trattenne a stento dal fare seduta stante la stessa cosa all’uxoricida, che lo implorava di lasciarlo in vita.

Il fantasma del campiello del Remèr a Venezia

Il papa non perdonò Fosco che si gettò nel Canal Grande

In compenso, il doge gli ordinò: “Prendi il corpo di Elena, caricatelo sulle spalle e la sua testa in mano, non lo abbandonerai né di giorno né di notte e lo porterai dal Papa a Roma. Sarà lui a stabilire il tuo destino”.

Fosco Loredan così fece: si caricò il cadavere della moglie sulle spalle e con la sua testa in mano partì per Roma, ma dopo cinque mesi di viaggio (durante i quali non sappiamo che fine fece il cadavere), giunto a Roma, non venne neppure ricevuto dal Papa, inorridito del’orrendo delitto.

Fosco non poté far altro che tornare a Venezia, recarsi al campiello del Remèr e gettarsi nel Canal Grande, là dove aveva ucciso la moglie, lasciandosi annegare.

Da allora più di un testimone ha affermato che nell’anniversario del violento fatto di sangue il fantasma senza pace di Fosco Loredan riappaia, levandosi dalle acque del Canal Grande, stringendo ancora in mano il capo della sventurata bionda consorte.

Solo leggende, fenomeni di allucinazione collettiva, o veramente il fantasma del nobile geloso ancora resta legato alla sua Venezia, quasi fosse una versione moderna, suo malgrado, di Otello?

Tags: Misteri irrisolti, Fantasmi, Venezia