Fanwave.it
Fanwave.it

Geoglifi: il respiro del deserto

Gli antichi geoglifi come le linee di Nazca, (Il mistero delle linee di Nazca, cosa c’è sotto?) o le misteriose figure geometriche scoperte nel Kazahkastan sulle sponde di un lago grazie a Google Earth otto anni fa dall’archeologo russo Dmitry Dey, possono essere considerati gli antenati dei moderni cerchi nel grano? Nell’uno come nell’altro caso l’origine di tali figure geometriche rimane sconosciuta, così come il loro significato: furono e sono opere di origini aliena o terrestre, tracce di antiche civiltà o strani fenomeni naturali?

Di certo geoglifi e cerchi nel grano hanno eccitato la fantasia di molti e soprattutto di alcuni artisti, che si sono ispirarti ai motivi e ai simboli presenti nell’uno come nell’altro caso per creare a loro volta delle opere d’arte visibili solo da grande altezza, dimostrando che quanto meno l’uomo moderno è in grado di realizzare autonomamente meraviglie analoghe a quelle che nel corso dei millenni sono apparse (e continuano ad apparire) su tutto il pianeta.


Una delle opere più belle e significative è visibile a El Gouna, nel deserto egiziano del Sahara vicino al Mar Rosso e nonostante vada lentamene degradandosi a causa dell’azione degli agenti atmosferici è ammirabile in tutto il suo splendore dal marzo 1997 anche su Google Earth (coordinate: 27°22'54.59"N, 33°37'48.46"E). L’istallazione in questione si chiama Desert Breath (il Respiro del Deserto), occupa una superficie di 100 mila metri quadrati ed è stata realizzata da tre artisti greci, Danae Stratou (moglie dell’ex ministro delle Finanze di Atene, Yanis Varoufakis), Alexandra Stratou e Stella Constantinides, membri del D.A.S. Arteam, dislocando 8 mila metri cubi di sabbia.


Ha la forma di una doppia spirale, con al centro un laghetto artificiale rotondo che si è nel frattempo prosciugato; una delle due spirali è stata realizzata creando dei coni perfetti di sabbia, la seconda creando delle buche altrettanto perfette e del tutto speculari. Col passare del tempo i coni si stanno abbassando e le buche riempiendo, ma anche questo è un fatto previsto e voluto dai creatori di Desert Breath, in quando consente di registrare lo scorrere del tempo.

Sebbene non sia misterioso come i cerchi nel grano, le linee di Nazca o i geoglifi del Kazahkastan, anche Desert Breath ha un percepibile fascino esoterico: ammirate le foto e ve ne renderete conto voi stessi.

Tags: Cerchi nel grano, Misteri irrisolti