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Emergenza coronavirus: come fare da sè amuchina e mascherine filtranti

Chi in questi giorni di emergenza da Coronavirus si reca in farmacia noterà come ormai siano pressoché introvabili l’Amuchina e le maschere filtranti. L'Oms ha spiegato come farle da sè.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dato delle semplici istruzioni per chi in questi giorni di emergenza da Coronavirus (qui i numeri aggiornati) volesse fare da sé disinfettanti come l’Amuchina o mascherine filtranti.

Amuchina, un disinfettante tra i più efficaci

Il procedimento non è difficile, tanto che molte farmacie stanno già realizzando e distribuendo l’Amuchina in attesa di nuove forniture. Ecco come fare per realizzarla voi stessi in caso di necessità.

L’Amuchina è un disinfettante nato negli anni ‘30 del Novecento per combattere la tubercolosi e che è poi stata utilizzata fin dalla seconda guerra mondiale per disinfettare l’acqua da bere, quindi dagli anni ‘70 negli ospedali per disinfettare macchine per dialisi e per la dialisi peritoneale e, dopo l’epidemia di colera del Sud Italia degli anni ‘80, per disinfettare l’acqua da bere oltre ma anche frutta e verdura.

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La formula per un litro di Amuchina

Per fare da sé l’Amuchina secondo le regole dell’Oms, per ogni litro di prodotto dovrete versare in acqua distillata (o bollita e poi raffreddata), in quest’ordine: 833 ml di alcol etilico al 96%, 42 ml di acqua ossigenata al 3% e 15 ml di glicerina (glicerolo) al 98%. Quest’ultimo ha il compito di rendere la soluzione più viscosa.

Il contenitore potrà essere di plastica o vetro e la soluzione potrà essere mescolata con attrezzi di plastica, metallo o legno. Una volta preparata, occorre mettere i contenitori contenenti la soluzione in quarantena, lontano da fonti di calore, per almeno 72 ore prima dell’uso, così da eliminare ogni spora presente nell’alcol o nei recipienti.

Tre classi di mascherine filtranti

Per quanto riguarda le mascherine filtranti, anche note come dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie, esse si dividono in tre classi: FFP1, FFP2 e FFP3, dove FFP sta per “filtering face piece” letteralmente filtro facciale.

Nessuna mascherina purtroppo offre una protezione al 100% (ottenibile solo da maschere sigillate con apposita riserva d’ossigeno), dato che il coronavirus ha una dimensione molto ridotta, tra 80 e 160 nanometri (millionesimi di millimetri), e “passa” anche le mascherine filtranti.

starnuto 

Coronavirus, un problema di dimensioni

Una mascherina filtrante infatti può bloccare solo particelle con dimensioni di almeno 0,6 micrometri (millesimi di millimetri), ossia da 3,75 a 7 volte più grandi del coronavirus. Tuttavia la mascherina riduce gettata del nostro respiro e dunque la possibilità di trasmissione del virus. Le tre classi indicano la protezione offerta da diverse concentrazioni di sostanze nocive.

Le mascherine FFP1 servono a proteggersi da polveri atossiche e non fibrogene e filtrano almeno l’80% delle particelle che si trovano nell’aria. Sono utili in generale nel settore alimentare e dell’edilizia, ma non servono a prevenire infezioni virali. Le mascherine FFP2 sono utilizzate nell’industria metallurgica e in quella mineraria, dato che proteggono da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi dannosi per la salute.

Infine le mascherine FFP3, utilizzate nell’industria chimica e nei laboratori di analisi, filtrano anche sostanze nocive cancerogene e radioattive e alcuni microrganismi patogeni quali virus, batteri e funghi. Per questo sono raccomandate dall’Oms per cercare di prevenire la trasmissione involontaria del coronavirus.

Fare da sé una mascherina filtrante

Realizzare una mascherina filtrante in casa seguendo le istruzioni dell’Oms non è difficile. Serve della stoffa (o carta da forno), un righello, delle forbici, due elastici e una pinzatrice. Si inizia ritagliando la stoffa o carta da forno per 20-25 cm di lunghezza (la larghezza potrà di 33-35 cm, come nei normali rulli di carta da forno).

Quindi si piega “a ventaglio” il rettangolo di stoffa o carta per la lunghezza mantenendo una distanza di un paio di centimetri tra ogni piega, infine si inserisce un elastico ad ogni estremità piegando la carta o stoffa e fermandola con la pinzatrice. A questo punto si può aprire delicatamente la mascherina che è pronta per essere applicata al volto (facendo passare gli elastici dietro le orecchie).

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Video tutorial e istruzioni per l’uso

Se volete, potete guardare un video tutorial molto ben fatto su Youtube a questo link: https://youtu.be/yP36UhrqF4Q. Perché la mascherina sia efficace, dovrà aderire perfettamente al volto (sono quindi sconsigliati barba e baffi), la stoffa o la carta dovrà essere permeabile ai gas e il più possibile impermeabile all’acqua.

Ogni mascherina, che va indossata in modo che copra da sopra il naso a sotto il mento, va comunque cambiata dopo 6-8 ore di utilizzo e comunque una volta diventata umida. Prima di indossarla occorrerà disinfettarsi le mani, evitando di toccarla una volta applicata (per rimuoverla dovrete sganciare gli elastici da dietro le orecchie non toccando la parte anteriore).

Una volta esaurita, la mascherina va buttata in un contenitore chiuso, disinfettandosi le mani. Al di là dell’uso di Amuchina e mascherine filtranti, si raccomanda di seguire le usuali regole d’igiene, in particolare lavarsi spesso le mani, usare solo fazzoletti monouso ed evitare di toccare con le mani naso e occhi.

Si suggerisce inoltre di mantenere una distanza di almeno un metro tra ogni persona, evitando assembramenti in luoghi pubblici o privati finché l’epidemia da coronavirus (rispetto al quale come noto i vaccini sono ancora in fase di studio) non sarà passata.

Tags: Salute