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Hachiko Fido cani fedeli cover

Hachiko e Fido, due cani fedeli per tutta la vita

Molti conoscono il film Hachiko - Il tuo migliore amico (Hachi: A Dog’s Tale), diretto nel 2009 dal regista svedese Lasse Hallström ed interpretato, tra gli altri, da Richard Gere.

La vera storia di Hachiko

La pellicola in tutto il mondo ha incassato quasi 47 milioni di dollari al botteghino. Ma non tutti conoscono la vera storia di Hachi (“otto” in giapponese, un numero considerato benaugurante), un cane di razza Akita che nella realtà nacque in Giappone nel novembre del 1923 e morì l’8 marzo di 85 anni fa, nel 1935.

Gli Akita sono cani da lavoro solitamente utilizzati sia per la guardia che per la caccia che vivono in media 10-12 anni, dal temperamento docile, ricettivo e fedele. Hachiko fedele lo fu sicuramente: adottato a soli 2 mesi di vita da Hidesaburo Ueno, professore del dipartimento agricolo dell’Università Imperiale di Tokyo, per due anni accompagnò il suo padrone a prendere il treno alla stazione del quartiere Shibuya, attendendo il suo ritorno fino a sera.

hachiko Gere

Ma il 21 maggio 1925 Ueno, stroncato improvvisamente da un ictus durante una sua lezione, non fece più ritorno. Hachi non poteva saperlo e continuò a recarsi ogni mattina alla stazione attendendo sino alle 17, ora del rientro del professore. Col passare degli anni Hachiko divenne il simbolo stesso della fedeltà che un cane può provare nei confronti del suo umano di riferimento.

Un simbolo di fedeltà per tutta la vita

Gli venne tributata una statua in bronzo nel 1934, posizionata nella stazione dove il cane ogni mattina si recava. Un’altra statua fu poi istallata a Odate, sua città natale, nel corso di una cerimonia a cui presenziò anche Hachiko che morì l’anno seguente, colpito da filariosi, all’età di 15 anni, ben oltre la media per la sua razza.

La notizia della morte di Hachi venne ripresa sulle prime pagine di tutti i quotidiani e fece piangere una generazione di giapponesi, tanto che il giorno della sua morte venne dichiarato il lutto nazionale e ancora oggi l’8 marzo viene organizzata una cerimonia davanti alla sua statua in stazione per ricordare il cane, in omaggio alla sua lealtà e alla sua devozione.

Hachiko

La sua statua in bronzo, fusa durante la seconda guerra mondiale, è stata reinstallata nel 1948, inoltre, una delle cinque uscite della stazione di Shibuya è stata denominata “Hachikō-guchi” (“ingresso Hachiko”) in suo onore. Il corpo del fedele cane venne impagliato ed esposto al Museo Nazionale di Natura e Scienza di Tokyo, mentre alcune ossa furono sepolte nel cimitero di Aoyama, accanto alla tomba del suo padrone.

In Italia è noto il caso di Fido

Cinque anni fa, infine, l’Università di Tokyo ha realizzato una seconda statua di Hachi assieme, finalmente, al suo padrone. Ma quella di Hachi non è la sola storia di fedeltà di un cane nei confronti del suo umano. In Italia, ad esempio, vi fu un cagnolino, Fido, che per 14 anni fino alla sua morte (avvenuta nel 1958) andò ad aspettare alla fermata del bus di Borgo San Lorenzo (FI) il ritorno del suo padrone, Carlo Soriani.

Carlo era purtroppo morto durante un bombardamento nel 1943 ma anche in questo caso il suo fedele amico non poteva saperlo e ha continuato ad attenderlo fiducioso ogni giorno della sua vita. Colpito dalla sua fedeltà, nel 1957 l’allora sindaco del paese conferì a Fido una medaglia d’oro, mentre l’anno successivo, dopo la sua morte, venne realizzata davanti al comune una statua in bronzo, con la dedica “A Fido, esempio di fedeltà”.

Fido cane fedele

Per Fido come per Hachi, come per tutti gli altri nostri fedeli amici animali, non possiamo che sperare che la leggenda del ponte dell’arcobaleno, di cui vi abbiamo già parlato, sia vera e che loro l’abbiano percorso sino in fondo, ritrovando il loro padrone ad attenderli.

Tags: Cani, storia