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Tutankhamon testa trafugata o no?

Tutankhamon, una vendita all’asta che fa discutere

Non è facile vedere sul mercato antiquario mondiale apparire un reperto di grandi dimensioni della XVIII dinastia dell’antico Egitto.

Così quando la celebre casa d’aste britannica Christie’s ha battuto all’asta per 4,7 milioni di sterline (5,2 milioni di euro) una testa di Tutankhamon, grande è stato lo stupore degli esperti.

Egitto contro Christie’s

In pochi giorni ne è nata una controversia: le autorità egiziane hanno infatti annunciato che faranno causa a Christie’s, perché il reperto, un frammento alto 28 cm di statua in quarzite marrone vecchio di 3.300 anni raffigurante il faraone Tutankhamon nelle vesti del dio Amon, sarebbe in realtà stata trafugata dal tempio di Karnak negli anni Settanta e l’Egitto ne pretende ora la restituzione.

Non ci hanno lasciato altra alternativa che far valere le nostre ragioni di fronte a un tribunale”, ha dichiarato alla Bbc il ministro egiziano delle antichità, Khaled el-Enany, aggiungendo: “faremo di tutto affinché la testa di Tutankhamon torni in Egitto”.

tutankhamon testa bis

Testa di Tutankhamon, un reperto trafugato?

Secondo la ricostruzione di Christie’s, la testa sarebbe appartenuta fin dal 1960 al principe Wilhelm von Thurn und Taxis, che nel 1973 (o 1974, la data non è certa) la vendette al mercante austriaco Joseph Messina.

Questi la cedette a sua volta tra il 1982 e il 1983 al collega tedesco Heinz Herzer il quale nel 1985 la cedette alla Resandro Collection (una coppia di collezionisti tedeschi che negli anni ha raccolto una delle più importanti collezioni d’arte egiziana in Europa), che a sua volta ha ora rivenduto tramite Christie’s l’antico reperto egiziano.

Passaggi di proprietà dubbi

Peccato, nota l’Association for research into crimes against art (Arca), che Herzer non sia nuovo a trattare opera trafugate, come nel caso dell’Atleta di Fano, che l’Italia richiede indietro da tempo al Getty Museum di Los Angeles il quale lo ha acquistato proprio da Herzer (il quale avrebbe comprato il reperto trafugato nel 1971).

All’Arca pare anche strano che la statua possa essere stata acquistata in precedenza da Messina, proprietario di una piccola galleria, mentre non vi sarebbero prove certe del suo precedente possesso da parte del principe Wilhelm von Thurn und Taxis.

Christie’s ribadisce: provenienza legittima

Christie’s rimanda al mittente accuse e dubbi e sottolinea le ricerche effettuate sui precedenti passaggi di proprietà sono state “accurate” e che mai avrebbe accettato di trattare un’opera di cui si potesse anche solo sospettare fosse stata trafugata.

La testa di Tutankhamon, aggiunge Christie’s (che non ha reso noto l’identità dell’acquirente) negli ultimi 30 anni è stata più volte esposta in mostre e pubblicata nei relativi cataloghi senza che mai l’Egitto ne abbia reclamato la restituzione.

In attesa di vedere chi avrà ragione il rischio ora è che il misterioso acquirente possa decidere che sia meglio chiudere la testa dell’antico faraone egiziano in qualche deposito blindato finché le acque non si saranno calmate.

Tags: Archeologia, Antico Egitto, storia