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Lettera del diavolo

Lettera del diavolo, svelato il mistero

Il 2017 è stato un anno ricco di curiosità e misteri, ma ha anche portato la soluzione ad alcuni enigmi irrisolti da decenni, come quello della “lettera di Satana”, o "lettera del diavolo". Era l’11 agosto 1676 quando suor Maria Crocefissa della Concezione, al secolo Isabella Tomasi (antica ava di Giuseppe Tomasi, autore de Il Gattopardo), veniva ritrovata nella propria cella nel monastero di Palma di Montechiaro, seduta per terra, con la faccia sporca d’inchiostro.

L’incomprensibile lettera del diavolo

In mano aveva una lettera che appariva scritta in una lingua incomprensibile e che secondo la suora le sarebbe stata consegnata da Satana in persona. Esaminando la lettera (tuttora esposta nel duomo di Agrigento), le consorelle di Maria Crocefissa prima e decine di studiosi dopo riscontrarono la presenza della data, di una parola “Ohimè” e della firma che la monaca avrebbe apposto, come lei stessa dichiarò, dietro ordine del diavolo.

Il resto dei simboli e il loro significato è rimasto senza alcuna spiegazione per oltre 340 anni, dato che la suora dichiarò unicamente che il diavolo aveva scritto le 11 righe che compongono la lettera con l’intento di allontanarla da Dio e avvicinarla al male, affidandole inoltre due messaggi che la monaca non rivelò neppure in punto di morte, perché, dichiarò una volta, “non posso in verun modo dirlo, e nemmeno occorre dirlo, che verrà tempo che il tutto udirete e vedrete”. lettera del diavolo

Gli studiosi hanno decifrato il testo

Pochi mesi fa, tuttavia, gli studiosi del Museo della Scienza di Catania, diretto da Daniele Abate, sono riusciti a decifrare il messaggio misterioso: si è partiti dal confrontare tutte le lettere e simboli dei diversi alfabeti che la Tomasi avrebbe potuto conoscere (italiano, greco, cirillico, latino, runico e yazidi), combinandole tra loro per cercarne una corrispondenza nel testo della lettera. Il metodo sembra avere alla fine funzionato, almeno in parte.

Secondo gli studiosi, infatti, nel testo si potrebbero legger brani come “Forse ormai è certo Stige” (il fiume dell’inferno, ndr) “Poiché Dio, Cristo e Zoroastro seguono le vie antiche e sante cucite dagli uomini, ohimè” e “un dio che pensa di poter liberare i mortali”. Frasi che sembrerebbero indicare che suor Maria Crocefissa soffrisse di schizofrenia o disturbo bipolare, patologie che l’avrebbero convinta che stesse lottando contro Satana in persona. lettera del diavolo bis

Beata o solo schizofrenica?

Proprio per la sua lotta contro il diavolo e la sua capacità di resistergli, descritta anche da un verbale redatto dalla badessa, Maria Serafica, la Tomasi venne persino beatificata, ma secondo gli studiosi la lettera è stata scritta di suo pugno e secondo un alfabeto preciso, da lei stessa inventato mescolando con cura simboli che conosceva, tanto che nella lettera i segni si ripetono e le scritte sono chiaramente distinguibili, secondo uno schema preciso.

Cosa abbia spinto Isabella Tomasi a scrivere la lettera, intenzionalmente o meno, non lo sapremo mai, visto che è morta a soli 45 anni nel 1690 pronunciando come ultime parole “santo, santo, santo”, portando nella tomba il mistero della sua lettera. Ma almeno finalmente siamo stati in grado di decifrarne il mistero per nulla ultraterreno.

Tags: Paranormale, Misteri risolti