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Deep Space Gateway verso Marte cover

Deep Space Gateway per svelare il mistero dei mirtilli marziani

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C’è stata o c’è ancora vita su Marte? L’interrogativo si riaffaccia periodicamente da decenni e forse sarà risolto dalle missioni umane che partiranno dalla nuova stazione spaziale in orbita attorno alla Luna, la "Deep Space Gateway", che la Nasa vorrebbe costruire nei prossimi anni. Le esplorazioni compiute dai rover della Nasa non sono infatti riuscite a fugare ogni dubbio. Nel 2004, in particolare, il rover Opportunity iniziò la sua esplorazione del Meridiani Planum, una regione prossima all’equatore di Marte che già altre sonde automatiche avevano segnalato poter ospitare acqua allo stato ghiacciato.

Acqua che un tempo doveva essere liquida, a giudicare dalle tipiche forme di erosione del suolo e da alcune particolari strutture geologiche fotografate da Opportunity che gli scienziati hanno battezzate “mirtilli marziani”. Nonostante la somiglianza, non sembra possa trattarsi di frutti di una pianta anche solo lontanamente parente di quella terrestre (ipotesi che avrebbe aperto molte domande su come fosse possibile tale somiglianza e se non vi fosse stata una sorta di “impollinazione” della Terra da parte di Marte, naturale o artificiale che fosse).

Marte mirtilli

Opportunity fotografa mirtilli marziani

Si tratterebbe, secondo la Nasa, di sferule di ossidi di ferro, ossia di ematite, di dimensioni da pochi millimetri ad alcuni centimetri, la cui formazione sulla Terra è il risultato dell’interazione fra l’acqua, il terreno e l’attività di microorganismi viventi. Molto vicino ai “mirtilli” Opportunity fotografò anche sedimenti a struttura laminare, che si pensa possano essere i fossili di antiche alghe marziane.

Sulla Terra simili fossili risalgono a circa 3-3,5 miliardi di anni fa: è possibile che la vita sia iniziata contemporaneamente su entrambi i pianeti? Molti studiosi tra cui ricercatori del Cnr Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano e il professor Bianciardi dell’Università di Siena ritengono di sì e che almeno alcune aree del “pianeta rosso” come i Meridiani Planum o il lago Gillespie (esplorato dal gemello di Opportunity, il rover Curiosity) dovessero all’epoca essere ricoperte da colonie di microorganismi unicellulari.

Marte astronauta

Da Deep Space Gateway a Marte

Quello che né Opportunity né Curiosity ci hanno saputo svelare è cosa possa essere successo a Marte per renderlo un pianeta sostanzialmente inospitale come è ora. Si è trattato di un cataclisma su scala cosmica che ha interrotto lo sviluppo della vita su Marte? O c’è stato il tempo per vedere l’evoluzione di una antica civiltà che si è poi autodistrutta a causa di una guerra nucleare?

O ancora gli antichi microorganismi marziani, estintisi sul proprio pianeta, sono riusciti in qualche modo (forse a seguito di un impatto di Marte con un altro corpo celeste) a viaggiare nello spazio, arrivare sulla Terra e riavviare il processo che ha portato allo sviluppo della vita sul nostro pianeta? Domande a cui, forse, potrà rispondere una esplorazione umana che la Nasa punta a far partire nel 2030 dalla nuova stazione spaziale “Deep Space Gateway” che dovrebbe essere costruita tra il 2018 e il 2026 in orbita attorno alla Luna.

Tags: Misteri irrisolti, Marte, Viaggi spaziali