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LSD: depressione e ansia, la cura sarà psichedelica

Uno studio in Svizzera prima, poi una ulteriore ricerca in Inghilterra, hanno avviato la sperimentazione in tempo reale degli effetti dell'Lsd.

Un partecipante all'esperimento viene preparato per la magnetoencefalografia
Un partecipante all'esperimento viene preparato per la magnetoencefalografia

Che il Lysergsäurediethylamid o Lsd (il termine chimico è dietilammide-25 dell'acido lisergico) sia tra le sostanze psichedeliche più potenti al mondo è noto, dato che una dose di appena 25 microgrammi può causare alterazioni della percezione e dell'umore per oltre 10 ore. Quello che però dal 1966 non era più stato sperimentato era la verifica, per di più in tempo reale, di cosa provochi l'assunzione di sostanze psichedeliche come proprio Lsd sul cervello (fino a quell'anno il gruppo farmaceutico Sandoz forniva Lsd gratuitamente agli scienziati interessati a sperimentarlo, ma a partire dal 1967 la produzione e l'uso del Lsd per qualsivoglia scopo venne vietata negli Stati Uniti).

Professor David Nutt
Professor David Nutt

Alcuni mesi or sono, invece, un gruppo di 20 volontari, 15 uomini e 5 donne (già tutti con precedenti esperienze di Lsd), è stato sottoposto da una equipe coordinata dal professor David Nutt, responsabile di Neuropsicofarmacologia presso l'Imperial College London, a due diversi tipi di scansioni cerebrali dopo una somministrazione controllata di Lsd (un'iniezione di 75 microgrammi) curata all'interno di un laboratorio dell'Università di Cardiff. Nessuno dei soggetti, a quanto pare, ha riportato esperienze psico-fisiche negative anche se alcuni (tre) avrebbero riferito episodi di ansia e paranoia temporanea, che ha comunque indotto Robin Carhart-Harris, altro ricercatore coinvolto nell'esperimento, a dichiarare che nonostante si fosse trattato di "una dose moderata di Lsd", questa "può comunque produrre un impatto sulla coscienza".

Il soggetto viene sottoposto alla risonanza magnetica per monitorare l'effetto dell'LSD sulle varie aree del cervello
Il soggetto viene sottoposto alla risonanza magnetica per monitorare l'effetto dell'LSD sulle varie aree del cervello

Tipicamente l'assunzione di Lsd non causa "allucinazioni" vere e proprie, ma l'amplificazioni dei sensi e alcune distorsioni della percezione della realtà. La sperimentazione, che si propone di studiare le immagini del cervello mentre è sotto l'effetto del Lsd, in tempo reale, è tuttora in corso avendo gli studiosi raccolto tramite crowdfunding su http://www.walacea.com/campaigns/lsd oltre 50.600 sterline a fronte di una richiesta minima di 25 mila sterline. Ma perché interessa così tanto sperimentare l'impatto sul cervello del Lsd? Perché come ha dimostrato un altro studio condotto in Svizzera l'anno passato dallo psichiatra Peter Gasser, soprattutto in soggetti sottoposti a stress estremi come i malati di cancro in uno stadio avanzato, l'assunzione di Lsd sembra ridurre l'ansia, la depressione e la propensione al suicidio.

Dopo le proposte, che stanno prendendo sempre più piede, per liberalizzare la cannabis, avremo a breve anche la proposta di (re)introdurre l'acido lisergico, sia pure a bassissimo dosaggio, come farmaco antidepressivo?

Tags: Salute, Scienze, Droghe, Cannabis