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7 bombe nucleari attendono di essere recuperate

bombe nucleari

La Guerra Fredda appartiene ormai al passato, ma la proliferazione nucleare andata avanti per decenni ha lasciato una difficile eredità, legata alla facilità con cui sempre più stati, anche quelli ritenuti più vicini a gruppi terroristici internazionali, sono in grado di procurarsi o realizzare ordigni nucleari, col rischio di avere un giorno un attacco militare o un attentato terroristico con utilizzo di bombe atomiche. Quello che è peggio è che durante la Guerra Fredda solo negli Usa vennero perse almeno 7 bombe nucleari che nessuno ha mai ritrovato e che sono ancora da qualche parte, là fuori, col rischio che finiscano nelle mani sbagliate.

La bomba atomica persa vicino a Goldsboro

La prima bomba atomica venne persa il 14 febbraio 1950, quando un Convair B-36, in volo dall’Alaska al Texas per una missione che doveva simulare un attacco nucleare a San Francisco e con a bordo una bomba atomica Mark 4 si schiantò nel nord della British Columbia. A causa di seri problemi ai motori, la bomba atomica venne sganciata e l’equipaggio si paracadutò fuori dall’aereo, ormai in caduta.

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Mark IV

Morirono 5 dei 17 membri dell’equipaggio, mentre l’ordigno nucleare si frantumò al contatto con la superficie dell’oceano, con l’uranio della bomba perso sul fondo dell’oceano e mai recuperato. L’Us Air Force dichiarò comunque che la testata al plutonio non era presente in questa simulazione e c’è da sperare che sia vero.

Gli incidenti del 10 marzo 1956

Il 10 marzo 1956 fu una data nera per l’Us Air Force: un B-52 che durante un volo di routine lungo la costa est entrò in avvitamento perse due bombe all’idrogeno da 4 megatoni nei pressi della città di Goldsboro, in North Carolina. I due ordigni non esplosero ma secondo alcuni documenti declassificati anni dopo, una delle due bombe ci andò vicino mentre l’altra fu recuperata solo in parte: mentre la coda della bomba fu scoperta a circa 20 piedi sotto terra, la carica nucleare non è mai stato recuperato a causa di continue inondazioni che fecero abbandonare ogni ricerca.

In quello stesso giorno un B-47 Stratojet decollò dalla base di MacDill, in Florida, per un volo non-stop verso la base di Ben Guerir, in Marocco, ma scomparve letteralmente nel nulla. Il veicolo, disarmato, stava trasportando due capsule contenenti testate nucleari in contenitori da trasporto. Estese ricerche non riuscirono a trovare alcun rottame dell’aereo né ad identificare un punto di impatto preciso, anche se l’Us Air Force parlò di un probabile incidente sopra il Mar Mediterraneo. Le due testate non potevano esplodere e dunque sono probabilmente ancora intatte da qualche parte sul fondo del Mediterraneo.

Bombe atomiche in fondo all’oceano

Non sono solo gli aerei in volo ad aver perso bombe atomiche durante la Guerra Fredda: il 5 dicembre 1965 la portaerei Uss Ticonderoga (CV-14), salpata 31 giorni prima dalla base navale di Subic Bay, nelle Filippine, vide un caccia A-4E Skyhawk scivolare dal ponte di volo in mare. L’aereo, che trasportava una bomba all’idrogeno, si inabissò in un punto dove la profondità dell’oceano Pacifico è di 16 mila piedi, la testata nucleare dovrebbe ancora trovarsi là non essendo mai stata ufficialmente recuperata.

Infine, il 5 giugno 1968, il sottomarino nucleare Uss Scorpion (Ssn-589) venne dichiarato “presumibilmente perso”, dopo un ultimo contatto radio alla mezzanotte del 21 maggio con la stazione di comunicazione della Us Navy di Nea Marki, in Grecia. Secondo documenti desecretati, il 2 giugno 1968 la marina militare americana aveva effettuato in segreto una estesa ricerca del sottomarino, a circa 400 miglia a sud est delle Azzorre, nell’Atlantico, trovando infine sezioni dello scafo del sottomarino nell’ottobre di quell’anno.

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Mark 45 - Nuclear Torpedo

Oltre a 99 uomini di equipaggio a bordo dell’Uss Scorpion c’erano due siluri Mark 45 armati con testate nucleari. Periodicamente la Us Navy pattuglia il luogo del disastro per vedere se vi sia traccia di contaminazione nucleare, per ora non è mai emerso nulla, se non che i resti del sottomarino dovrebbero essere adagiati sul fondo dell’oceano a circa 9.800 piedi di profondità (3 mila metri). Una profondità inferiore a quella (12.500 piedi) dove riposa Titanic, da cui negli anni sono stati recuperati di alcuni degli oggetti di bordo. Come dire che, almeno in questo caso, il rischio che qualcuno possa volere recuperare l’armamento nucleare non è così remoto.

Tags: Armi, Guerra