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Italia Centrale tra leggende e terremoti

Italia Centrale tra leggende e terremoti

Italia Centrale devastata da un sisma che per intensità non si era registrato fin dal 1980 (quando una scossa di analoga intensità, 6,5 gradi della scala Richter, devastò l’Irpinia causando quasi 3 mila vittime) e che pare essere il proseguo dell’evento partito lo scorso agosto. Pensate che il Cnr e l’Ingv hanno rilevato, tramite le immagini radar dei sensori della costellazione Sentinel-1 del programma Europeo di osservazione terrestre Copernicus, una deformazione del suolo causata dall’evento sismico del 30 ottobre di massimi 70 cm su un’area che si estende per circa 130 chilometri quadrati.

Italia Centrale tra leggende e terremoti

La grotta delle fate

L’Italia Centrale è da sempre una terra ricca di misteri e leggende, alcune delle quali piuttosto oscure. Subito sotto la cima del Monte Sibilla, a 2.150 metri sul livello del mare, esiste una grotta nota anche come “grotta delle fate” che fin dal Medioevo era talmente conosciuta da essere rappresentata persino in alcuni affreschi all’interno dei Musei Vaticani.

Italia Centrale tra leggende e terremoti

Secondo una leggenda, resa famosa dal romanzo cavalleresco “Il Guerin Meschino”, scritto intorno al 1.410 da Andrea da Barberino, essa costituiva l’accesso al regno sotterraneo della regina Sibilla. Si trattava di un regno fatato, in cui creature meravigliose vivevano in una sorta di festino perenne, salvo trasformarsi per un giorno a settimana in orribili mostri.

Il lago di Pilato

Poco distante, sulla sommità del monte Vettore, a circa 2.000 metri di quota, il “lago di Pilato” (che alcuni chiamano “il lago con gli occhiali”) è a sua volta considerato un luogo magico e misterioso le cui acque celerebbero il corpo di Ponzio Pilato, condannato a morte dall’imperatore Tiberio. Una volta ucciso, il suo corpo chiuso in un sacco sarebbe stato caricato su un carro di bufali lasciati liberi di vagare senza meta e sarebbe infine precipitato nel lago cadendo dalla vicina Cima del Redentore.

Italia Centrale tra leggende e terremoti

Considerato per questo motivo un luogo propizio per riunioni di streghe e negromanti, l’accesso al lago venne inibito nel Medioevo dalle autorità religiose che fecero innalzare muri a secco per evitare il raggiungimento delle sue acque e istallare una forca all’inizio della valle, come monito perenne. Per alcuni, inoltre, sarebbe stato questo lago il “lago Averno”, la porta di comunicazione tra il regno dei vivi e quello dei defunti (che altre leggende collocano in Campania, vicino a Pozzuoli, nelle vicinanze del cosiddetto “antro della Sibilla cumana”).

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