Fanwave.it
Fanwave.it

Juno pronto a svelare i segreti di Giove

Juno pronto a svelare i segreti di Giove

Per il momento la Nasa non ha incontrato alcun monolite nero, né altro avvertimento in orbita attorno a Giove, pianeta raggiunto negli scorsi giorni dalla sonda Juno, ma per gli scienziati il bello sta per cominciare, con l’avvio delle procedure per attivare tutti gli strumenti che la sonda ha trasportato nel suo viaggio durato cinque anni.

JUNO SI PREPARA IN ORBITA A GIOVE

Secondo l’amministratore delegato dell’ente spaziale americano, Charlie Bolden, “con Juno investigheremo i misteri della massiccia cintura radioattiva di Giove, scoprendo informazioni non solo sull’interno del pianeta ma anche su come Giove sia nato e il nostro intero sistema solare si sia evoluto”. Ora il team di scienziati che segue la missione avrà a disposizione alcuni mesi di tempo per testare i sottosistemi della navicella e calibrare i nove sistemi scientifici principali, prima che il lavoro di raccolta ed esame dei dati cominci, da ottobre.

Juno pronto a svelare i segreti di Giove
Animazione di Juno, orbite di 14 giorni a partire dalla fine del 2016.
Credits: NASA/JPL-Caltech

Scopo della missione è riuscire a capire la formazione e l’evoluzione di Giove, il maggior corpo stellare appartenente al sistema solare, ma anche verificare l’esistenza di un nucleo planetario solido, mappare il campo magnetico, misurare la percentuale di acqua e di ammoniaca presente nella parte interna dell’atmosfera e di osservare le aurore del pianeta. Se poi da questi dati saremo in grado di capire di più sull’evoluzione del sistema solare dalla sua nascita ad oggi la missione avrà pienamente raggiunto i suoi scopi.

LA RICERCA DI VITA PROSEGUE ANCHE ALTROVE

Nel frattempo altre missioni spaziali continuano a cercare la presenza di elementi alla base della vita all’interno del nostro sistema solare. Sarebbe meraviglioso se anche da Giove giungessero nei prossimi mesi ulteriori sorprese in tal senso, ma non c’è da farsi molta illusione: la missione è dedicata in modo specifico allo studio del pianeta gigante e non prevede alcun esame delle sue lune, tra cui Europa, il cui oceano sotto la superficie ghiacciata sembra in grado di ospitare forme di vita.

Si dovrà dunque attendere ancora almeno un decennio prima che Juice, sonda dell’Esa che dovrebbe partire negli anni ’20, arrivi a studiare le lune ghiacciate di Giove e che, negli stessi anni, una nuova missione della Nasa faccia rotta proprio verso Europa. Prima di allora la missione ExoMars, attesa in arrivo su Marte entro fine anno, potrebbe aver trovato tracce di vita sul pianeta rosso: in ogni caso la sensazione che non dovremo attendere 1.500 anni per incontrare un’altra forma di vita, come sostengono alcuni astronomi, è sempre più forte. A quando il “primo incontro”?

Tags: Scienze, Nasa, Sistema solare