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Il Purgatorio di San Patrizio

Il Purgatorio di San Patrizio
Station Island, Lough Derg (Donegal)

Il Purgatorio esiste o è solo un luogo metafisico, se non una pura invenzione della religione? Secondo una leggenda medioevale non solo esiste ma ha anche un passaggio di comunicazione col mondo reale, in Irlanda. Si tratta del “Purgatorio di San Patrizio”, una profonda caverna posta a Station Island, Lough Derg (Donegal), indicata nel quinto secolo da Cristo in persona apparso al santo patrono dell’Irlanda.

Un accesso diretto al Purgatorio

Lo scopo della caverna era quello di mostrare ai più increduli le pene del Purgatorio, letteralmente. In cambio coloro i quali avessero avuto il coraggio di arrivare fino al fondo della caverna affrontando tutte le prove lungo l’impervio cammino avrebbero ottenuto il perdono di tutti i peccati e avrebbe così ottenuto l’accesso sicuro al Paradiso.

La caverna del Purgatorio di San Patrizio viene menzionata più volte nei codici miniati medioevali fin dal 1185, per poi essere riportata in molte mappe europee sin dal 1400, ma improvvisamente, nel 1497, Papa Alessandro VI impose di far chiudere la grotta e abbattere tutti gli edifici costruiti su Station Island. Perché questa dura decisione? E perché pochi anni dopo, nonostante il divieto papale, l’accesso alla grotta venne ripristinato e i pellegrinaggi ripresero incessanti, fino a una seconda chiusura, questa volta disposta dal governo irlandese, il 25 ottobre 1632, quando vennero anche distrutti tutti i documenti relativi?

Il Purgatorio di San Patrizio
Pellegrini in visita nei luoghi dell'apparizione

Come è fatta la caverna del Purgatorio di San Patrizio?

Riaperta una terza volta, durante il regno di Giacomo II, la caverna del Purgatorio di San Patrizio venne definitivamente chiusa nel 1780 e da allora è rimasta inesplorata. Nonostante tutto almeno 33 famosi pellegrini l’hanno esplorata nel corso dei secoli (era usanza che venissero chiusi all’interno della grotta per 24 ore, in preghiera) e proprio le loro descrizioni sono le uniche rimaste della misteriosa località. L’entrata era piuttosto stretta, larga 60 centimetri e alta 90 centimetri, e dava accesso a una breve discesa di circa sei passi, prima di arrivare alla caverna vera e propria, divisa in due parti.

La prima era alta circa lunga circa 3 metri e di un’altezza imprecisata ma tale che si poteva passare solo inginocchiandosi; dopo una svolta si entrava in una seconda nicchia più piccola, lunga circa un metro e mezzo, sempre di altezza incerta. Secondo alcuni studiosi più che un accesso ad un’altra dimensione che i pellegrini medioevali potevano identificare col Purgatorio cattolico, questa caverna potrebbe essere in realtà una delle “sweathouses” in cui anticamente gli irlandesi entravano per inalare sostanze allucinogene (probabilmente dei funghi) in grado di alterare la percezione della realtà.

Si tratterebbe dunque dell’ennesimo caso in cui la religione cattolica ha steso una mano di “vernice ideologica” su una tradizione ben più antica, o il passaggio dimensionale è esistito ma è andato perso (o è visibile solo a pochi iniziati ancora in grado di ritrovarlo)? Sino a quando non saranno intrapresi nuovi scavi archeologici ogni ipotesi è lecita, nessuna potendo essere provata o smentita con certezza assoluta.

Tags: Misteri irrisolti