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Il papiro erotico di Torino

Il papiro erotico di Torino

Siamo abituati a pensare all’antico Egitto come a una civiltà piena di misteri, forse entrata in contatto con antichi astronauti alieni, dai costumi austeri e morigerati a differenza dei dissoluti abitanti di Pompei.

Ma se l’interesse per la morte e il culto dell’oltretomba sono noti, altrettanto potente era la passione per la vita degli antichi egiziani. Una prova in tal senso è fornita dal Papiro Erotico di Torino.

Il papiro erotico di Torino
Il papiro erotico completo conservato al Museo egizio di Torino.
Il papiro erotico

Questo papiro è tra i più famosi reperti del Museo Egizio di Torino, recentemente restaurato e riallestito. Il papiro si compone di due parti: la prima più satirica, la seconda decisamente erotica, con una commistione di immagini e testo che lo fa apparire una sorta di Kama Sutra egiziano.

In questa seconda parte lo spettatore osserva come si svolgeva la vita reale di una donna egiziana oltre 3.200 anni fa (il papiro risale alla XX dinastia, quella dei Ramses che tanti monumenti colossali ci hanno lasciato), potendone ammirare capelli, trucco e altri aspetti legati alla sfera dell’eros tra cui, ovviamente, le posizioni amorose.

Rappresentazioni rupestri

Queste ultime sono rappresentate come vere e proprie acrobazie sessuali, un tipo di rappresentazione che siamo abituati a collegare più a Pompei o all’antica Grecia che non all’Egitto, ma è sbagliato: anche nella Valle dei Re una incisione rupestre mostra un’antica regina presa da dietro dal proprio focoso amante.

Non proprio un’immagine che ci si aspetta da una civiltà ossessionata dall’idea della morte e dal timore di doversi presentare al cospetto di dei che sembravano essere degli alieni scesi sulla Terra per giudicare gli uomini in base a rigorosi codici di condotta.

Il papiro erotico di Torino
Ricostruzione del papiro erotico con i suoi colori originali.
Le posizioni dell’amore

Come facevano l’amore le donne egiziane? Pare in modo molto più libero delle loro attuali discendenti: nascondevano spesso l’amante sotto il letto, si facevano prendere sulla propria biga, amavano la posizione del missionario non meno della pecorina.

Gli antichi Egiziani già facevano uso di preservativi, ricavati da intestini di animali, oliati e profumati, o “cappucci” di lino ricamato, dimostrando di saper apprezzare il sesso in modo del tutto distinto dalla volontà di generare una discendenza.

Insomma, l’antico Egitto continua a stupire noi uomini moderni, a distanza di migliaia di anni, e non solo per i tanti misteri che circondano ancora le sue opere colossali e i suoi riti esoterici.

Tags: Torino, Antico Egitto