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Gli alieni siamo noi

Gli alieni siamo noi

E se gli alieni fossimo noi? Secondo alcuni un recente studio teorico svolto da un team di ricercatori della Nasa guidato dal professor Peter Behroozi, quando il nostro sistema solare è nato, circa 4,6 miliardi di anni fa, era già apparso appena l’8% dei pianeti simili alla Terra, e quindi potenzialmente abitabili, che si formeranno mai in questo universo. Il che non significa che necessariamente la civiltà umana sia la sola nell’universo attualmente o che non ne siano mai esistite altre, ma che l’umanità potrebbe godere di alcuni vantaggi.

SOLO L’8% DI STELLE E PIANETI SI E’ FORMATO

La cosa interessante è che, secondo gli ultimi calcoli elaborati dai dati raccolti di telescopi spaziali Hubble e Kepler, quando il Sole si sarà consumato, tra altri 6 miliardi di anni circa, il grosso dei pianeti potenzialmente abitabili che ancora dovranno formarsi sarà di poco sceso sotto il 92% del totale stimato. Se i calcoli di Behroozi sono corretti la civiltà umana potrebbe essere una delle prime, se non la prima, ad essersi formata nell’universo e quindi potrebbe avere davanti a sé molti miliardi di anni per evolvere ulteriormente ed esplorare l’universo (se non si autodistruggerà prima). Gli alieni in questo caso saremmo noi.

Non solo: i dati dimostrano come l’universo stesse producendo nuove stelle e pianeti ad un ritmo veloce 10 miliardi di anni fa, ma con una percentuale dell’idrogeno e dell’elio presente nell’universo coinvolta in questo processo molto bassa, mentre oggi la nascita stella e pianeti avviene a un ritmo molto più lento di allora ma resta così tanto gas residuo a disposizione che l’universo continuerà a creare stelle e pianeti per molto tempo a venire. In effetti l’ultima stella dell’universo attuale dovrebbe spegnersi tra circa 100 mila miliardi di anni.

Gli alieni siamo noi

UMANITA’ TRA I PRIMI “ALIENI” DI QUESTO UNIVERSO

Questo vuole anche dire che la civiltà umana, avendo già sviluppato telescopi e radiotelescopi, è stata in grado di studiare e comprendere l’origine dell’universo, mentre in un lontano futuro, diciamo tra mille miliardi di anni, un’eventuale nuova civiltà non sarebbe più in grado di farlo, perché ogni traccia sarebbe ormai svanita da tempo. Essere una delle prime civiltà e una delle poche a poter comprendere esattamente come si è formato e come funziona l’universo consentirà alla razza umana di espandersi infine tra le stelle e riuscire a trovare nuove civiltà su pianeti lontanissimi dalla Terra?

Potrebbe sembrare il sogno di Star Treek che si avvera, ma gli scienziati della Nasa ora sembrano meno scettici al riguardo: in fondo potremmo davvero avere un grande vantaggio sulle civiltà che dovessero sorgere tra qualche miliardo di anni nella Via Lattea, dove le ultime stime dicono possano trovarsi un miliardo di pianeti simili alla Terra, in buona parte rocciosi, o in qualcuna delle altre 100 miliardi di galassie sparse per l’universo osservabile. Dobbiamo solo da trovare il modo di viaggiare nello spazio e magari nel tempo.

Tags: Scienze, Nasa, Teorie scientifiche