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Altri 2 pianeti come la Terra per far sopravvivere l’umanità

Sovrappopolazione

La domanda su quante persone sia in grado di sostenere il pianeta Terra torna periodicamente. Lo scorso anno, quando eravamo 7,3 miliardi di persone, già ne parlammo [link] spiegando come il limite potrebbe essere tra i 9 e i 10 miliardi di esseri umani, cifra che potrebbe essere raggiunta tra il 2050 e il 2100. Ora siamo oltre i 7,4 miliardi e continuiamo ad aumentare (se volete sapere di quanto seguite questo link), oltre alla sovrappopolazione dobbiamo tener presenti altri problemi come i cambiamenti climatici e il crescente inquinamento.

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Nasa: un solo pianeta non basta

Per questo gli scienziati della Nasa sono arrivati alla conclusione che un solo pianeta per la razza umana non potrà bastare e occorre accelerare gli sforzi per riuscire a colonizzare nuovi mondi e “terra formarne” almeno altri due. Dennis Bushnell, capo scienziato del Langley Research Center della agenzia spaziale americana, è perentorio: “Essenzialmente siamo troppi. Come animale l’uomo ha avuto troppo successo” e se già ora avremmo bisogno di un 40%-50% di spazio in più, nei prossimi decenni l’ingresso sulla scena di miliardi di asiatici e africani potrebbe moltiplicare questa esigenza.

Sovrappopolazione
Tre pianeti o una guerra mondiale

Se vorremo mantenere il nostro stile di vita “ci serviranno tre pianeti” per sostenere l’intera razza umana, o una guerra mondiale che la dimezzi brutalmente, soluzione questa che nessuno può certamente augurarsi. Resta dunque l’unica alternativa di trovare almeno un paio di pianeti simili alla Terra: il primo candidato sembra essere Marte, ma resta la necessità di trovare almeno un altro corpo celeste colonizzabile di qui a 50-100 anni.

In attesa di trovarlo, iniziare a terraformare Marte e a sviluppare tecnologie che ci permettano di estrarre risorse da comete e asteroidi potrebbe essere un’ipotesi più realistica di quanto generalmente si pensi. Lo stesso Bushnell tuttavia suggerisce di non puntare subito ad altri pianeti, ma di imparare a gestire al meglio la Terra in modo che si conformi alle nostre esigenze, modificando al tempo stesso comportamenti ed abitudini per renderle più compatibili col pianeta.

Gestire meglio il pianeta Terra

Una soluzione potrebbe essere impiantare allevamenti d’acqua marina di piante alofite, in grado di vivere senza problemi in ambienti salini, che potrebbero poi essere trasformata in biocarburante da utilizzare al posto delle fonti energetiche fossili. Questo secondo Bushnell consentirebbe di risolvere i problemi legati alla disponibilità di terreni, di acqua, di energia e dei cambiamenti climatici e darebbe alla razza umana il tempo per prepararsi ad una colonizzazione dello spazio di cui Marte potrebbe comunque rappresentare il primo passo.

Tags: Scienze, Sovrappopolazione