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Hitler e l’ufo: il Gotha 229

Hitler e l’ufo: il Gotha 229

Che Adolf Hitler ed altri massimi esponenti nazisti confidassero in pratiche esoteriche è noto, che ne abbiano adottato simbologia e ritualità anche, meno chiaro è quale rapporto potesse esistere tra la Germania nazista e tecnologie aliene che secondo alcuni sarebbero state alla base dell’accelerazione tecnologica verificatasi soprattutto in campo aeronautico e missilistico negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale.

Tutto iniziò a Shambhala

Ancor prima della salita al potere di Adolf Hitler i seguaci del nazismo provarono a trovare Shambhala, una terra nascosta al cui centro si troverebbe la capitale Kalepa, dove dimorerebbero uomini e donne perfetti e lo stesso “re del mondo”. Un luogo che secondo alcuni ufologi potrebbe essere la trasfigurazione leggendaria di una base aliena. I nazisti ufficialmente non trovarono mai Shambhala, ma per alcuni avrebbero trovato nel corso delle loro spedizioni reperti di tecnologie aliene.

Le testimonianze dei piloti alleati

Una serie di testimonianze rese dai piloti alleati nel corso del conflitto contribuì negli anni successivi alla conclusione della Seconda Guerra Mondiale a rafforzare l’ipotesi che il regime nazista di Adolf Hitler avrebbe effettivamente ricostruito degli ufo, o almeno realizzato progetti di veivoli sperimentali che ne sfruttavano alcune tecnologie. Il pilota americano Kenneth Arnold, ad esempio, riferì per primo di “dischi volanti supersonici” e precisò che “sparare a questi cosi non li danneggia affatto”. Anche altri piloti americani e britannici riferirono di aver visto “grandi dischi luminosi” o “strane sfere mai viste prime”. Erano gli ufo di Hitler?

Hitler e l’ufo: il Gotha 229

I fratelli Horten

Anche ammettendo che si sia trattato solo di errori di identificazione, che i nazisti avessero sviluppato una serie di aerei a dir poco inusuali per l’epoca è innegabile. Uno, in particolare, ha sempre destato molta curiosità, l’ala volante Gotha 229, originariamente noto come Horten IX. Sviluppato inizialmente dai fratelli Walter e Reimar Horten, questo aereo, un esemplare del quale, il prototipo V3, è tuttora esposto alla Paul E. Garber Preservation, Restoration, and Storage Facility del National Air and Space Museum della Smithsonian Institution, avrebbe dovuto rispondere alla specifica “1.000x1.000x1.000” della Luftwaffe, ossia di essere un aereo capace di trasportare 1.000 Kg di bombe a 1.000 Km/h ad una distanza di 1.000 Km dalla sua base.

Hitler e l’ufo: il primo stealth della storia

L’aereo venne realizzato accoppiando a un telaio di tubi di acciaio saldati a superfici in legno, lavorate in modo che lo strato più esterno assorbisse le onde radar e le diffondesse in direzioni diverse da quelle di provenienza, riuscendo così ad eludere il più possibile i radar nemici. Se non un ufo, il Gotha 229 sarebbe stato certamente il primo aereo stealth della storia. Purtroppo per i fratelli Horten le cose non andarono nel verso giusto sia per le difficoltà di progetto sia per il poco tempo a disposizione. Il secondo prototipo (il V2) si schiantò al suolo il 18 dicembre 1944 (altre fonti parlano del 26 febbraio 1945), il pilota morì, la produzione passata dalla Horten alla Gothaer Waggonfabrik AG non superò mai la fase dei prototipi. A distanza di alcuni decenni, tuttavia, alcune delle soluzioni del Gotha 229 vennero utilizzate per sviluppare il caccia stealth Lockheed F-117A NightHawk.

Hitler e l’ufo: il Gotha 229

Tags: Ufo, Nazismo