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Avvistamenti Ufo, il caso Teheran

Avvistamenti Ufo, il caso Teheran

Avvistamenti Ufo: non passa settimana senza che qualche nuovo caso non venga riferito, ma nella maggior parte dei casi si scopre che si tratta di bufale, volontarie o involontarie. Eppure alcuni episodi restano tuttora privi di una spiegazione ufficiale convincente, come nel caso dell’avvistamento avvenuto nei pressi di Teheran nel 1976, documentato da un rapporto ufficiale della Dia (la Defence intelligence agency, il servizio di spionaggio militare Usa).

Avvistamenti Ufo: quella notte del 1976 a Teheran

Secondo questo rapporto nelle prime ore del 19 settembre 1976 due jet militari decollarono su allarme a breve distanza di tempo per intercettare una luce lampeggiante che sembrava cambiar forma avvistata dal controllore di volo Houssain Perouzi, dell’aeroporto di Mehrabad, sopra i cieli di Teheran.

Il primo caccia, un Phantom F-4D dell’Imperial Iranian Air Force pilotato dal capitano Mohammad Reza Azizkhani assistito dal navigatore Hossein Shokri (morto nel 1980 durante la rivoluzione iraniana), decollò attorno alle ore 1.30 del mattino dalla Shahrokhi Air Force Base di Hamadan, a circa 282 km a ovest di Tehran e si diresse verso un punto a circa 74 km a nord della capitale iraniana.

L’oggetto era così luminoso che poteva essere visto a 110 km di distanza; pochi minuti dopo il decollo, quando il jet era a circa 46 km di distanza dall’obiettivo, vi fu un black-out di tutta la strumentazione radio e il capitano Azikhani decise di rientrare alla base prima di poter identificare con certezza l’ufo.

Alle ore 1.40 venne pertanto fatto decollare un secondo F-4D Phantom pilotato dal colonnello Parviz Jafari assistito dal navigatore tenente Jalal Damirian. Essi osservarono, come ebbe modo di ribadire più volte negli anni seguenti Jafari (congedatosi col grado di generale), un oggetto multicolore, a forma di diamante, con luci rosse, verdi, arancioni e azzurre lampeggianti.

Avvistamenti Ufo, il caso Teheran
Un F-4D Phantom II dell'Air Force imperiale iraniana.
i malfunzionamenti dei jet iraniani

Alla distanza di 50 km dall’oggetto il jet di Jafari rilevò la traccia radar dell’oggetto volente non identificato, compatibile con quella di un Boeing 707 (o della sua variante militare, l’aerocisterna KC-135), ma qualche secondo dopo il disco volante iniziò a spostarsi ad una velocità pari a quella del jet militare (circa 280 km orari) mantenendo una distanza costante di 46 km.

A un certo punto, raccontò Jafari, dall’Ufo si separò un secondo oggetto di piccole dimensioni che si avvicinò rapidamente al jet militare: pensando di essere sotto attacco Jafari tentò di lanciare un missile AIM-9 Sidewinder, ma anche i suoi controlli arma e comunicazioni entrarono in avaria.

Seguirono alcune virate d’emergenza per tentare di eludere il presunto missile che per qualche secondo continuò a seguire il jet militare ad una distanza di circa 7,5 km, prima di invertire la rotta e apparentemente ricongiungersi all’Ufo.

Gli strumenti del jet erano tornati a funzionare e l’equipaggio poté osservare un ulteriore oggetto di piccole dimensioni staccarsi dall’oggetto volante non identificato e puntare verso il terreno, senza però esplodere ma posandosi su di esso “gentilmente” vicino alla raffineria Rey Oil (poi Pars Oil).

la versione del generale Jafari

Jafari tornò a sua volta indietro atterrando a Mehrabad, notando che ogni volta che sorvolavano un campo magnetico a 150 gradi da Mehrabad gli strumenti sembravano andare in panne e le comunicazioni si interrompevano. Un jet civile che in quegli stessi minuti stava avvicinandosi a Mehrabad rilevò gli stessi disturbi.

Successive investigazioni svolte presso l’area dove sembrava essersi posato il secondo oggetto staccatosi dall’Ufo non portarono ad alcun risultato se non a testimonianze che confermarono la presenza di luci lampeggianti e di un forte rumore la sera prima presso l’area.

Cos’era il misterioso oggetto volante sopra Teheran? Jafari da allora ha continuato a escludere che potesse trattarsi di un veicolo di origine terrestre, il capitano Nazeri pure riferì che l’oggetto sembrava viaggiare a una velocità superiore a quella del proprio jet e di aver pensato che dovesse essere un Ufo proveniente da un altro pianeta.

Il giornalista e ufologo Philip Klass sostenne invece che la luce potesse essere semplicemente Giove e che i problemi registrati dai due jet militari fossero dovuti a difetti di manutenzione e all’inesperienza dei piloti, spiegazione poi rigettata dalle analisi di altri ufologi come Jerome Clark e Bruce Maccabee.

l'incidente di teheran fu solo una copertura?

Quanto agli ambienti militari e spionistici, venne fatto notare in seguito come anche il satellite spia DSP-1 osservò quella notte un’anomala emissione di raggi infrarossi nell’area dell’incidente, ma anche che l’Iran era in quel momento coinvolto nel Progetto Dark Gene che prevedeva missioni di spionaggio aeree lanciate da basi militari iraniane verso l’Unione Sovietica.

L’intera storia dell’avvistamento di un disco volante sopra Teheran di quella notte del 1976 potrebbe dunque essere stata una copertura di una qualche attività di intelligence, ma forse non lo sapremo mai. Con la rivoluzione iraniana, pochi anni dopo, tutti i documenti relativi potrebbero essere andati perduti, o essere stati fatti uscire dal paese dalla Dia prima della caduta dello Scia.

Tags: Ufo, Misteri irrisolti, Avvistamenti