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Wilhelm Kusterer, boia di Marzabotto, riceve una medaglia

Wilhelm Kusterer, boia di Marzabotto
Wilhelm Kusterer (a sinistra) col sindaco di Engelbrand

E’ possibile che un’intera nazione abbia rimosso il ricordo della Seconda Guerra Mondiale e dei suoi orrori? E’ possibile che la Germania si ostini a non sapere che la follia nazista ha prodotto una carneficina che ha causato la morte di oltre 71 milioni di persone tra il 1939 e il 1945, di cui oltre 48,5 milioni vittime civili? Che la stessa Germania con oltre 7,4 milioni di morti (ma “solo” 2,1 milioni di vittime civili) ha pagato un prezzo altissimo per la follia del regime nazista?

Sembrerebbe impossibile, come sembrerebbe impossibile tacere dell’Olocausto, che fece tra i 12,25 e i 17,37 milioni di morti a seconda delle stime non essendo tuttora possibile avere un numero esatto delle vittime. Se non altro perché dal 2005 il 27 gennaio è stato dichiarato Giorno della Memoria dall’Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite, in ricordo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe dell’Armata Rossa. Se non altro perché tra i 25.685 “giusti” riconosciuti dallo Yad Vashem esistono 569 nomi tedeschi (il più famoso dei quali è probabilmente Oskar Schindler, alle cui vicende si riferisce il film Schindler’s List, che ebbe un notevole successo anche in Germania).

Come è possibile allora che il consiglio comunale di Engelsbrand abbia premiato per meriti legati alla sua attività politica Wilhelm Kusterer, riconosciuto come uno dei boia della strage di Marzabotto, attuata dalle truppe naziste in Italia tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 in provincia di Bologna, che vide l’uccisione in totale di 955 civili (cui si sommano altri 721 morti per cause legate alla guerra)? L’elenco dei condannati per tale strage è noto ed è composto di undici nomi: Paul Albers; Josef Baumann; Hubert Bichler; Max Roithmeier; Adolf Schneider; Max Schneider; Kurt Spieler; Heinz Fritz Traeger; Georg Wache; Helmut Wulf; Wilhelm Kusterer.

Wilhelm Kusterer, boia di Marzabotto

Tutti sono stati condannati, in contumacia, all’ergastolo ma nessuno di questi criminali nazisti ha mai subito alcun danno, a differenza delle loro vittime, tanto che Kusterer, che oggi ha 94 anni, ha potuto tranquillamente svolgere l’attività di consigliere comunale di Engelsbrand per decenni. Ora il sindaco del comune tedesco, Bastian Rosenau, è visibilmente imbarazzato ma dichiara di non voler dare condanne in anticipo e di voler attendere gli esiti di un’indagine che “naturalmente” è stata aperta dopo la denuncia, partita dopo le rimostranze arrivate dall’Italia.

Secondo alcuni, del resto, l’Olocausto e i crimini contro l’umanità compiuti dalla Germania sono stati un tabù rimosso dalla coscienza dell’intero popolo tedesco per oltre sessant’anni. La generazione che partecipò alla follia nazista non rimosse la sua memoria, ma ne ebbe sempre una consapevolezza marginale e distaccata, e non ha mai parlato dello sterminio degli ebrei e di altre decine di milioni di persone. I loro figli, pur essendone venuti a conoscenza, hanno sempre dichiarato che fosse opera delle istituzioni ma non del popolo tedesco. I loro nipoti hanno iniziato ad ammettere qualche responsabilità anche da parte del popolo tedesco, facendo sempre il distinguo “ma non di mio padre o di mio nonno”.

Una vera e propria rimozione collettiva di colpa, che potrebbe spiegare come a distanza di 72 anni un criminale nazista possa essere insignito di una medaglia d’oro per il “valore” dimostrato, anche se anni dopo la strage di Marzabotto. Certo, occorre saper perdonare e superare le ragioni dell’odio, così da non ripetere gli stessi orrori. Ma per perdonare occorre che vi sia pentimento, per superare l’odio occorre che vi sia reciproca comprensione. In questo caso sembra che si sia voluto unicamente, in modo consapevole o inconsapevole, dimenticare una delle pagine più orrende della storia umana, magari per riproporsi come gli insegnanti alle cui regole l’Europa intera dovrebbe sentirsi obbligata a rispondere.

Tags: Nazismo