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Armi italiane all’Isis, non c’è crisi che tenga

C'è al mondo un settore che non conosce crisi e nel quale l'Italia recita un ruolo da protagonista: le esportazioni di armi, aumentate nel quinquennio 2010-2014 del 16% rispetto al quinquennio precedente secondo i dati del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute). I maggiori esportatori mondiali sono Stati Uniti (31% di tutto l'export mondiale di armi) e Russia (il 27%); la Cina (poco più del 5%), la Germania (5%) e la Francia (poco meno del 5%) superano di poco l'Italia, ottava con una quota del 3%.

Armi italiane all’Isis

Ma mentre Germania (-54% nell'ultimo quinquennio rispetto ai 5 anni precedenti) e Francia (-37,5%) stanno perdendo colpi, l'Italia, che ha i suoi migliori clienti in Emirati arabi uniti, Turchia e India, ha aumentato del 48% il proprio export. Se poi si guarda solo alle "armi comuni" (pistole e fucili destinati alla caccia, all'uso sportivo o alle forze armate), l'Italia non ha rivali: tra il 2003 e il 2012, secondo l'Opal (Osservatorio permanente sulle armi leggere) di Brescia, abbiamo esportato armi leggere per oltre 3,17 miliardi di dollari, quasi un quinto del totale mondiale, mentre la Germania si è fermata a poco più del 14% e gli Usa a meno del 13%.

Con la ripresa mondiale in corso e un euro più debole le nostre aziende potrebbero tornare a fare affari d'oro, anche a costo di qualche imbarazzo, come quando, un paio d'anni fa, venne fuori che proprio l'Italia era il principale partner europeo per le spese militari del regime siriano di Bashar al Assad (che dal dal 2001 al 2013 ha acquistato armi europee per poco meno di 28 milioni di euro, di cui quasi 17 milioni dall'Italia). Armi che nel frattempo sono finite in molti casi in mano ai guerriglieri dell'Isis.

Guarda caso proprio l'Isis è stato indicato come rapitore di Greta e Vanessa, catturate ad Aleppo nel luglio dello scorso anno e liberate a gennaio dopo lunghe trattative condotte dai nostri servizi segreti che avrebbero comportato il pagamento, secondo la stampa araba, di una dozzina di milioni di euro. Il sospetto venuto a molti esperti è che questi soldi siano comunque destinati a tornare in Italia, magari per acquistare armi più o meno "leggere" attraverso il mercato nero o canali paralleli a quelli ufficiali.

Tags: Terrorismo, Top secret, ISIS, Armi