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Il mistero della mappa di Piri Re’ìs

La mappa di Piri Re’ìs

E’ una delle mappe antiche più misteriose del mondo, perché rappresenterebbe le coste dell’Antartico che da millenni sono ormai coperte dal ghiaccio in modo sorprendentemente fedele e dunque chi l’ha disegnata avrebbe attinto a conoscenze di una civiltà ormai perduta, antecedente all’ultima glaciazione, o forse a qualche testimonianza cartografica di antichi astronauti entrati in contatto con l’umanità millenni addietro.

Questo almeno a dar retta alla leggenda che circola da anni sul web e che periodicamente viene riproposta in trasmissioni di docu-fiction come Mistero Adventure attualmente in onda su Italia 1, ispirata ad analoghe trasmissioni americane dedicate al mondo del paranormale, alla para-archeologia e ai presunti contatti alieni. Cosa c’è di vero in tutto questo? Proviamo a scoprirlo procedendo per gradi. Anzitutto, la mappa di Piri Re’ìs, perché di questo documento si tratta, rinvenuta nella biblioteca del Palazzo di Topkapi a Instambul, originariamente palazzo del Sultano ottomano e poi museo archeologico, nel 1929.

La mappa di Piri Re’ìs
La mappa di Piri Re’ìs

Essa è la parte conservata di un documento originale più ampio, realizzato nell’anno 919 del calendario islamico (il 1513 del calendario gregoriano) dall’umile Pìr figlio di Hajji Mehmet, noto come nipote per parte di padre di Kemàl Re’ìs per essere poi offerta al Sultano Solimano il Magnifico nel 1517 dell’era moderna. La mappa venne realizzata da Piri basandosi su informazioni ricavate da carte nautiche, mappamondi, portolani portoghesi e dalla “mappa di Colombo” come autografato dal cartografo ottomano sulla mappa stessa. Mappa ottenuta a seguito della cattura di sette navi spagnole da parte degli ottomani al largo di Valencia.

Al di là delle fonti storiche utilizzate da Piri, è possibile che queste fonti inglobassero a loro volta informazioni risalenti ad Atlantide o a carte utilizzate millenni prima da antichi astronauti? Sì secondo autori come Charles Hapgood e Graham Hancock, che sostengono come la mappa rappresenti fedelmente il continente antartico come sarebbe apparso circa 15 mila anni fa. In realtà osservando la carta si nota come l’unica area realmente particolareggiata delle coste del Sud America sia la costa dell’attuale Brasile. Anche così il Rio delle Amazzoni appare disegnato in due diverse posizioni, mentre altre zone che all’epoca della realizzazione della mappa già erano state esplorate appaiono rappresentate in modo grossolano e con evidenti errori di proporzioni e orientamento.

Tutto questo è in realtà del tutto coerente con le rappresentazioni, parziali e non sempre corrette, delle mappe che lo stesso Piri ricorda di aver utilizzato come fonti. All’epoca, va ricordato, non c’era ancora la piena consapevolezza che l’America (in particolare quella del Nord) fosse un continente separato dall’Asia, e infatti la mappa rappresenta le coste asiatiche e il “Cipango”, ossia il moderno Giappone, là dove in realtà dovrebbe venire disegnata l’America del Nord.

E le coste dell’Antartico, in particolare della “Terra della Regina Maud”, all’epoca ancora da esplorare? Un qualsiasi cartografo vi svelerà il mistero: la carta rappresenta in realtà, coi limiti già detti, l’estremità meridionale del continente sudamericano, tanto che non vi è alcun riscontro di circa 2 mila chilometri di costa tra il Brasile e la Terra del Fuoco (in Argentina), mentre il presunto Antartico appare attaccato alla costa brasiliana (che si trova 4 mila chilometri più a Nord).

Si nota inoltre una deformazione verso destra della costa rappresentata, forse per adattarsi alla forma della pergamena o perché le fonti originarie avevano subito qualche “ritocco” per motivazioni geopolitiche, cosa molto frequente in un’epoca in cui il mondo si divideva in zone di influenza, in particolare con Spagna e Portogallo che si contendevano il dominio del “nuovo mondo”. Tenendo conto di tutti questi indizi, la mappa di Piri Re’ìs appare un documento storico di grande fascino e interesse, ma difficilmente la testimonianza di un’antica civiltà pre-glaciale o persino di una cartina realizzata dall’equipaggio di un’antica astronave.

Tags: Misteri irrisolti, Misteri risolti