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Ibernazione: un gelido sogno di immortalità

Ibernazione
Contenitori criogenici della Alcor

Chi di noi non ha pensato almeno una volta quanto sarebbe bello poter vivere in eterno, o almeno qualche secolo? La scienza medica non ha ancora scoperto l’elisir di lunga vita, anche se ci sta provando: di fatto ogni anno secondo una recente ricerca della compagnia assicuratrice olandese Aegon le speranze di vita si allungano (in Inghilterra) mediamente di circa un mese, quindi in qualche modo ci stiamo già incamminando verso una vita sempre più lunga e, almeno per alcuni, sempre più prospera.

Ma ad alcuni questi progressi “passo passo” non bastano: chi ha abbastanza soldi e magari viene colpito da una malattia ad oggi incurabile non esita a tentare anche un “trattamento” estremo, quello dell’ibernazione. La tecnica si è andata sviluppando in America dagli anni Cinquanta, su impulso iniziale nientemeno che della Nasa che pensava di ibernare i suoi astronauti destinati a missioni di durata pluriennale anche per proteggerli dalla lunga esposizione ai raggi cosmici. Non se ne fece niente ma già nel 1967 un professore di psicologia, l’allora 73enne James Bedford, divenne il primo uomo a farsi ibernare.

Ibernazione
Laboratori Alcor

Per essere più precisi Bedford divenne il primo cadavere ad essere stato conservato (inizialmente dalla Cryonics Society of California, attualmente dalla Alcor) venendo immerso pochi minuti dopo il decesso in una vasca di ghiaccio la cui temperatura è stata poi abbassata gradualmente, mentre il sangue gli veniva sostituito con un liquido congelato per evitare la formazione di ghiaccio nelle vene. In pochi giorni la temperatura corporea venne portata a -196 gradi celsius e da allora Bedford “dorme”, come alcune altre decine di cadaveri in tutto il mondo (300 in tutto, tra cui l’italiano Aldo Fusciardi, imprenditore di Cassino che venne ibernato nel 2012 dopo aver subito un infarto), il suo sonno gelato.

Per i sostenitori della criogenia questo stadio è solo un passaggio in attesa di una tecnologia medica in grado di risvegliare i pazienti dal proprio sonno, ma i medici convenzionali scuotono la testa: visto che non si può ibernare una persona ancora viva (si verrebbe denunciati per omicidio) dal momento della dichiarazione legale di morte a quando inizia la procedura intervengono almeno alcuni minuti di ischemia, ossia di totale assenza di circolazione sanguinea. Per l’attuale scienza medica questa condizione è sostanzialmente irreversibile con danni permanenti al cervello ove si protragga per più di 4-6 minuti, quindi per avere speranza di potersi mai risvegliare l’ibernazione dovrebbe essere pressoché immediata.

Ibernazione
Medici della Alcor durante la procedura d'ibernazione

In futuro tuttavia la tecnologia medica potrebbe consentirci di rianimare un cervello anche dopo diversi minuti di ischemia senza che permangano danni elevati. Per i “dormienti” attuali e futuri non è tuttavia il solo problema: anzitutto l’ibernazione non è una tecnologia alla portata di tutti, né tanto meno mutuabile. Ogni processo costa al momento attorno ai 150 mila euro. Inoltre le società che propongono questa procedura (sono tre al momento in tutto il mondo: le statunitensi Alcor e il Cryonics Institute e la russa Kryorus) potrebbero fallire prima che sia mai stata trovato alcun rimedio per rendere reversibile lo stato di morte dei soggetti. Se anche fossero risvegliabili, non è infine detto che si riesca a trovare nei prossimi decenni o secoli una cura per tutte le patologie di cui soffrivano e che ne hanno causato la morte prima dell’ibernazione.

Tutto sommato al momento l’ibernazione sembra più i gelido sogno di chi non vuole arrendersi alla condizione mortale e prova, grazie ai suoi soldi, a darsi una ulteriore possibilità. Ma come direbbe Totò, la morte è una livella che ci rende tutti uguali e finora non c’è soldo che sia riuscito a comprarsi l’elisir di lunga vita o una pozione per resuscitare i morti. E forse è meglio così, per quanto doloroso possa apparirci: ve lo immaginate un mondo in cui i ricchi e potenti possono vivere millenni e tutti gli altri debbono rassegnarsi a morire magari dopo una vita di ristrettezze e privazioni? Noi preferiamo non immaginarlo neppure.

Tags: Medicina, Morte