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Susan Schneider: gli alieni sono supercomputer

Alieni supercomputer

L’universo è talmente grande e vecchio e bizzarro che se un giorno la razza umana dovesse entrare in contatto con una civiltà extraterrestre avanzata, potrebbe pensare di trovarsi di fronte a dei o maghi, talmente la loro tecnologia potrebbe essere di migliaia o anche milioni di anni più sviluppata della nostra. Susan Schneider della University of Pennsylvania è tra i dei pochi ricercatori universitari che hanno considerato l’idea che forme di intelligenza artificiale, non biologica o meglio post-biologica, esistano già da qualche parte là fuori, forse da eoni.

In un suo recente studio intitolato “Alien Minds” (Menti Aliene) la Schneider si è chiesta come penserebbero gli alieni? Avrebbero esperienze coscienti? Si sentirebbero in un certo modo di essere alieni?” Avere la prova che non siamo soli nell'universo sarebbe un risultato eccezionale e dal contatto con una civiltà aliena potrebbero prodursi incredibili innovazioni tecnologiche e approfondimenti culturali. Finora programmi come il Seti hanno cercato tracce di intelligenza biologica, in sostanza di “omini verdi”, senza successo. Ma secondo la Schneider gli alieni potrebbero essere da tempo evoluti ad una sorta di supercomputer dotati di una propria autocoscienza.

Susan Schneider
Susan Schneider

Potrebbe sembrare inverosimili, ma l’ipotesi di una super intelligenza artificiale aliena avanzata dalla Schneider ha è sostenuta da tre osservazioni. La prima è “la breve finestra di osservazione”. In sostanza una volta che una società creasse la tecnologia necessaria a entrare in contatto col cosmo, sarebbe solo a poche centinaia di anni di distanza dal cambiare il proprio paradigma dalla biologia all’intelligenza artificiale. Quindi sarebbe più facile entrare in contatto con intelligenze artificiali aliene che non con civiltà (ancora) a livello biologico. Se poi fossero civiltà vecchie di milioni di anni la loro tecnologia ci apparirebbe semplicemente una magia o un miracolo.

Questa riflessione ha condotto la Schneider alla sua seconda osservazione: “la maggiore età delle civiltà aliene”. Già i sostenitori del Seti hanno spesso concluso che civiltà aliene sarebbero molto più vecchie rispetto alla nostra e tutti gli indizi sembrano portare alla conclusione che l’età massima di una civiltà extraterrestre potrebbe variare da 1,7 miliardi a 8 miliardi di anni. Per gli uomini un arco di tempo inimmaginabile, ma a quel punto le civiltà aliene avrebbero per forza assunto una forma di intelligenza artificiale, o di superintelligenza? Sì secondo la Schneider, secondo cui se anche fossero ancora biologiche, semplicemente avendo raggiunto stati evoluti del cervello biologico, la loro superintelligenza verrebbe comunque raggiunta con mezzi artificiali e li potremmo considerare una forma di “intelligenza artificiale”.

La ricercatrice avanza anche una terza osservazione: potrebbero non essere forme di intelligenza a base di carbonio. L’attività di caricamento (di informazioni in una macchina, ndr) permette ad una creatura di raggiungere una forma di immortalità, consente riavvii, permette di sopravvivere ad una varietà di condizioni che le forme di vita a base di carbonio non possono sopportare. Inoltre il silicio risulta essere un mezzo migliore per l’elaborazione delle informazioni che uno stesso cervello biologico, visto che i neuroni che lo compongono raggiungono una velocità massima di circa 200 Hz, sette ordini di grandezza più lenta dei microprocessori attuali.

Insomma, sarebbe solo questione di tempo e se una civiltà aliena si fosse continuamente evoluta e non fosse ormai scomparsa potrebbe aver raggiunto la propria immortalità trasformandosi da forme di vita biologiche a forme di intelligenza pura, artificiale e avanzatissima. Non so a voi, ma a noi la fredda razionalità della ricercatrice americana non mette particolare allegria: se un giorno scoprissimo veramente che nell’universo la vita esiste solo come stadio iniziale di una evoluzione verso forme di intelligenza artificiale, dovremmo forse recriminare che era meglio rimanere soli che in cattiva compagnia?

Tags: Alieni