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Crowdfunding per CubeSat, satellite scopri Ufo

Crowdfunding per CubeSat

Quanto la scienza ufficiale ti deride, i governi negano ogni possibile connessione e l’opinione pubblica è quanto meno divisa tra chi vorrebbe indagare meglio il fenomeno e chi lo ritiene solo frutto di leggende o peggio di “bufale” create ad arte, attrarre investitori per un progetto di ricerca è virtualmente impossibile. Così un gruppo di ufologi, ingegneri e ricercatori (Dave Cote, Metthew Lippert, Gianna Young, Mark Richfield, Pat Regan e Nathalie Savoie) ha deciso di cercare di farsi finanziare attraverso la piattaforma di crowdfunding Indigogo il proprio progetto (che potete trovare qui: www.indiegogo.com/projects/cubesat-for...).

Cubesat, questo il nome del progetto, ha bisogno di almeno 50 mila dollari per poter essere realizzato (ed è arrivato al momento in cui scriviamo a poco più di 12.500) entro il prossimo 7 gennaio, ma attenzione: essendo stato definito come obiettivo “flessibile” tutti i fondi raccolti verranno girati ai promotori della campagna di crowdfunding anche se l’obiettivo non fosse stato raggiunto, cosa che non capita quando si fissa un obiettivo “rigido”.

Cosa faranno con i soldi raccolti? Se saranno sufficienti (e a giudicare dalla descrizione del progetto così dovrebbe essere, visto che lo stesso Cote spiega che i fondi già raccolti sono sufficienti e che l’11 gennaio anche il gruppo televisivo Tercer Milenio Mexico erogherà un finanziamento) i ragazzi lanceranno un piccolo satellite da ricerca in orbita basso, il Cubesat appunto, che potrà registrare l’emissione di radiazioni da parte di qualsiasi fonte “inusuale” e scattare fotografie a “ogni oggetto anomalo e spedirle a terra”.

Sarà insomma una piccola sentinella automatica alla ricerca di eventuali Ufo in orbita attorno alla terra. Se ci saranno fondi a sufficienza sarà possibile installare sul satellite anche un piccolo radar che darebbe il modo di procedere ad ulteriori esami dei dati “anomali” e che sarebbe il primo di questo tipo ad essere spedito nello spazio, dato che i mini radar sono una tecnologia relativamente nuova e non sono finora stati impiegati in alcun altro progetto di ricerca scientifica.

Il lancio avverrà grazie a Interorbital, che per 19.625 dollari consente di spedire in orbita un kit CubeSat standard da 1,33 kg (più 40 mila dollari per il lancio). Se poi vi fossero fondi si opterebbe per un satellite (o meglio per due) del tipo NanoCam C1U (ciascuno costa 9.000 dollari); il rivelatore di radiazioni ionizzate costerà altri 4.575 dollari, il ricetrasmettitore VHF/UHF altri 12.000, l’antenna di trasmissione altri 4.800. Tutti prezzi stimati sulla base del listino disponibile su www.cubesatshop.com ma probabilmente ulteriormente riducibili in caso di un acquisto di più componenti, il che spiega perché i ragazzi proponenti il progetto chiedano meno della somma delle singole parti sopra elencate.

Ce la faranno i ragazzi a far decollare il loro satellite di ricerca e riusciranno a produrre dati incontrovertibili che facciano cessare la messa in ridicolo di tutti coloro che in questi anni hanno provato a fare seriamente un’analisi dei casi di avvistamenti Ufo più o meno conclamati? Non fosse altro che per il gusto della ricerca e della sfida ci piace pensare che vi riusciranno e saranno in grado di dare quanto meno un contributo per fare ulteriormente luce sul fenomeno Ufo. Se volete potete contribuire anche voi, offrendo da 10 a 10 mila dollari Usa ed ottenendo da una T-shirt fino alla possibilità di far lanciare un secondo satellite per i vostri stessi esperimenti, interagendo col team proponente il progetto di CubeSat.

Tags: Video, Scienze, Ufo