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Nasa cerca astronauti

La Nasa cerca nuovi astronauti

Nasa cerca astronauti

Negli anni Settanta diventare un astronauta era il sogno di quasi ogni ragazzino: nel 2015 la Nasa per ricevere candidature per il suo nuovo programma di formazione deve ricorrere ai social media. Così su Twitter e sul web è tutto un rincorrersi di annunci e inviti a presentare la propria candidatura dal 14 dicembre 2015 sino al 18 febbraio 2016 (questo il link se volete provarci, ma dovete avere la cittadinanza americana: https://www.usajobs.gov). Il posto è interessante e lo stipendio adeguato, a seconda delle posizioni varia da poco più di 66 mila ad oltre 144.500 dollari all’anno.

La prossima classe di astronauti che la Nasa sta selezionando ha ancora qualche posto libero per la sede di Houston, grazie al fatto che sono in fase di sviluppo numerosi nuovi veicoli spaziali per equipaggio umano (le navicelle Orion della Nasa, Dragon V2 di SpaceX e CST-100 Starliner di Boeing, ma anche una serie di spazioplani come il Dream Chaser di Sierra Nevada, New Shepard di Blue Origin e Lynx, di Xcor) sono in fase di sviluppo negli Stati Uniti, più che in qualsiasi altro momento della storia. Così i futuri candidati astronauti avranno l’opportunità di esplorare lo spazio andando più lontano di dove gli esseri umani siano mai arrivati, fino a Marte e forse oltre.

Nasa cerca astronauti logo

La Nasa vuole preparare questa nuova classe di astronauti a volare su almeno quattro diversi mezzi spaziali: la Stazione spaziale internazionale, l’Orion, il Dragon V2 e il CST-100 Starliner. Tra gli obiettivi che la Nasa affiderà ai nuovi astronauti anche il partecipare a un nuovo sbarco sulla Luna e condurranno esperimenti nello spazio prima di avventurarsi nel viaggio verso Marte. Finora la Nasa ha già selezionato oltre 300 astronauti, ma ancora di più serviranno anche solo per proseguire le missioni sulla Stazione spaziale internazionale, la cui durata potrà arrivare a sei mesi, e le missioni in orbita bassa (quelle, per intenderci, portate avanti fin dal 1980 dallo Space Shuttle).

Chissà se tra i compiti di questa o delle future classi di astronauti non possa esservi anche la ricerca della vita extraterrestre e di un primo contatto? In fondo segnali di una possibile presenza di forme basilari di vita sono già state intraviste anche solo nel sistema solare, chissà che da qui a quando un equipaggio umano sbarcherà su Marte non sarà possibile condurre una ricerca più approfondita, in grado di comprendere meglio questi deboli segnali e forse trovarne di nuovi là, in mezzo alle stelle. Auguri aspiranti!

Tags: Nasa, Viaggi spaziali