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Napoli e Venezia, città con palazzi maledetti

Palazzi maledetti
La villa della Gaiola

Napoli e Venezia, due splendide città italiane ricche di storia e di misteri, accumunate da un particolare curioso: in entrambe le città le leggende popolari vogliono esista un palazzo maledetto, la villa della Gaiola nel caso di Napoli, Ca’ Dario a Venezia. La villa della Gaiola venne costruita sull’omonima isola antistante Posillipo, a Napoli, attorno al 1847 da Luigi de Negri, industriale che finì pochi decenni dopo sul lastrico dopo il fallimento della sua Pescicoltura del Regno d’Italia del mar di Posillipo.

Nel 1911 il capitano di vascello, marchese Gaspare Albenga, mentre faceva ammirare la costa alla marchesa Boccardi Doria, finì col far incagliare l’incrociatore corazzato San Giorgio sulla secca della Cavallara, proprio di fronte alla Gaiola. Alcuni anni dopo, nel 1926, quando la villa era collegata alla terraferma da una teleferica costruita dal nuovo proprietario della villa, il professore svizzero Hans Braun, la moglie, una sera, subì un incidente mortale trovandosi sulla teleferica mentre un fulmine la colpiva e cadendo in acqua dove affogò. Una morte che sconvolse il marito, trovato il giorno dopo su un tappeto con la testa trapassata da un proiettile.

Palazzi maledetti
La villa della Gaiola

Il successivo proprietario, l’industriale farmaceutico Maurice Sandoz, negli anni Cinquanta morì suicida in una clinica psichiatrica, convinto di essere finito sul lastrico, mentre Paul Karl Lagheim, barone tedesco industriale dell’acciaio che abitò la villa negli anni Sessanta, finì sul lastrico, pare dopo aver dissipato il proprio patrimonio in festini orgiastici omosessuali. La villa venne così acquistata dal più famoso industriale italiano, “l’Avvocato” Giovanni Agnelli, che però non se la godette molto visto che già alcuni giorni dopo l’acquisto si ruppe una gamba sciando.

Agnelli la cedette qualche anno dopo, nel 1968, al petroliere americano Paul Getty, che però abbandonò la villa nel 1973, dopo il rapimento del figlio da parte dell’andrangheta calabrese. Cinque anni dopo la villa passò a Gianpasquale “Ninì” Grappone, fondatore del Loyd Centauro poi finito in galera travolto dai debiti. Il giorno in cui la villa fu messa all’asta (venendo acquistata dalla Regione Campania, attuale proprietario), sua moglie, Pasqualina Ortomeno, morì in un incidente stradale.


Non è meno impressionante la lista di sciagure accadute ai proprietari di Ca’ Dario, splendido palazzo che si affaccia sul Canal Grande, a Venezia, commissionato da Giovanni Dario all’architetto Pietro Lombardo nel 1479 come dote nuziale per la figlia Marietta. Costei tuttavia, si suicidò a seguito al tracollo finanziario del marito, Vincenzo Barbaro, che morì a sua volta accoltellato. Tragica anche la fine del figlio della coppia, Giacomo, che morì in un agguato presso Candia, sull’isola di Creta.

Palazzi maledetti
Ca’ Dario

Il palazzo rimase dei Barbato sino alla fine del diciannovesimo secolo, quando Alessandro Barbaro, membro dell’ultimo Consiglio dei Dieci della Repubblica di Venezia, lo vendette ad un commerciante armeno di pietre preziose, Arbit Abdoll, che secondo la leggenda (ma il fatto non è storicamente accertato) fece fallimento poco dopo aver preso possesso della dimora, dovendola così rivendere nel 1838 all’inglese Randow Brown per 480 sterline.

Questi dovette a sua volta cedere il palazzo dopo 4 anni mancando dei capitali necessari a ristrutturarlo e da quel momento il palazzo passò più volte di mano in mano fino a quando, nel 1968, venne acquistato dal conte Filippo Giordano delle Lanze, trovato poi morto con la testa fracassata il 20 luglio 1970. Il sospettato di omicidio, il marinaio jugoslavo Raoul Biasich, viene prima assolto, poi condannato in appello, condanna confermata anche dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato il giudizio ordinando un nuovo processo, concluso con lo stesso esito.

Palazzi maledetti
Ca’ Dario, palazzo al centro

Il palazzo era intanto passato a Christopher Sebastian Lamber, famoso per essere stato il manager del complesso rock inglese The Who, morto a seguito di un incidente domestico tre anni dopo aver rivenduto Ca’ Dario, nel 1978, al finanziere Fabrizio Ferrari, proprietario della Nuova Bavaria Assicurazioni. Ferrari, dopo qualche disavventura (si parlò del suo coinvolgimento in alcuni coca-party e delle difficoltà della compagnia assicuratrice, ma la prima notizia risultò falsa, mentre la compagnia si riprese), nel 1985 cedette il palazzo a Raul Gardini, finanziere genero di Serafino Ferruzzi, morto suicida nel 1993 dopo il coinvolgimento nello scandalo Enimont.

Tags: Misteri irrisolti, Fantasmi, Venezia, Napoli