Fanwave.it
Fanwave.it

Google Mars scopre curiosi artefatti alieni

Che Marte incuriosisca l’uomo anche da prima che dagli anni Sessanta del secolo scorso le sonde americane, russe, europee e giapponesi lo raggiungessero è ben noto, che da quando in rete sono disponibili software come Google Earth e Google Mars la curiosità sia ulteriormente evidente è evidente dal numero di “avvistamenti” di strutture ritenute aliene o perfino di ufo che in questi anni sono cresciute esponenzialmente.

Google tuttavia realizza le sua mappe planetarie utilizzando una pletora di fonti e non sempre è possibile risalire alla sonda che ha scattato l’immagine che state osservando. Questo particolare va tenuto a mente perché più la sonda che ha scattato l’immagine è datata più è facile che una bassa risoluzione originale e le successive compressioni e ricompressioni abbiano peggiorato la qualità dell’immagine stessa, sulla quale per di più incidono, al momento della registrazione dell’immagine da parte della telecamera digitale, raggi cosmici.

I raggi cosmici sono filtrati dall’atmosfera terrestre, ma molto diffusi nello spazio e possono interferire con i pixel della telecamera attraverso la loro carica elettrica. Se l’attraversamento dell’obiettivo da parte dei raggi cosmici avviene con angoli molto stretti, il numero di pixel “disturbati” dai raggi cosmici aumenta, creando delle scie prive di pixel che possono essere prese per strutture metalliche osservate a grande distanza. Potrebbe essere ad esempio questa la spiegazione di una “osservazione” segnalata già nel 2011 da David Martines.

L’astronomo dilettante notò, alle coordinate marziane 49'19.73"N 29 33'06.53"O, una struttura apparentemente rettangolare delle dimensioni apparenti di 210 x 50 metri che chiamò Bio Station Alpha, assumendo che fosse un artefatto alieno e che potesse aver ospitato vita extraterrestre. Tre anni dopo l’Alien Disclosure Group diffuse un video su Youtube in cui si segnalava un altro possibile artefatto alieno, molto simile a quello scoperto da Martines, che però secondo gli scopritori poteva essere un ingresso per qualche base extraterrestre al di sotto della superficie di Marte. Guardate voi stessi.

La notizia di quest’ultima scoperta è stata rilanciata di recente da alcuni siti di appassionati di ufologia, senza tuttavia sostanziali novità rispetto alla data della prima segnalazione. Così la domanda resta: sono solo gli effetti dei raggi cosmici o comunque difetti dell’immagine, piuttosto che il gioco di luci ed ombre o davvero su Marte ci sono segni di antiche (o recenti) presenze extraterrestri? Non ci resta che attendere il primo sbarco di un uomo su Marte per avere la risposta.

Tags: Marte, Google Mars