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KIC 8462852, si è trattato di comete?

Spitzer Space Telescope
Spitzer Space Telescope

Vi ricordate di KIC 8462852, la stella tra le costellazioni del Cigno e della Lira a 1.500 anni luce di distanza dalla Terra attorno alla quale il telescopio spaziale Kepler ha osservato, nel 2011 e di nuovo nel 2013 due alquanto inusuali cali di luminosità fino al 22% che non sembravano contraddistinti da alcuna ciclicità e quindi non potevano essere imputati al passaggio, tra la stella e il telescopio, di un pianeta?

Ne parlò anche Fanwave, nell'articolo "C’è una sfera di Dyson a 1.500 anni luce dalla Terra?", riferendo come Tabetha Boyajian, astronoma a capo della ricerca su KIC 8462852, e Jason Wright, astronomo con competenze specifiche nella ricerca di civiltà extraterrestri evolute, avessero proposto tra le possibili spiegazioni la presenza di una “sfera di Dyson”, pur ritenendo tale ipotesi “altamente improbabile”.

Tabetha Boyajian e Jason Wright
Tabetha Boyajian e Jason Wright

In effetti sembra che fosse davvero un’ipotesi estrema: un nuovo studio portato avanti dal team di scienziati della Nasa che hanno analizzano i dati rilevati dallo Spitzer Space Telescope ha affrontato il mistero, trovando nuove prove a favore di uno scenario che prevede al posto della sfera di Dyson la presenza di uno sciame di comete. Come sono state scoperte? Cercando di integrare i dati di Kepler, che ha osservato KIC 8462852 nello spettro della luce visibile, con osservazioni della stella nella banda dell’infrarosso.

Se un impatto planetario, o una collisione tra asteroidi, fossero stati alla base del mistero che (letteralmente) circonda KIC 8462852, ci sarebbe dovuto essere un eccesso di luce infrarossa intorno alla stella. All’inizio si è pensato di usare i dati del Wide-Field Infrared Survey Explorer (Wise) della Nasa, ma queste osservazioni si riferivano al 2010 dunque a prima che Kepler iniziasse a registrare qualcosa di strano attorno a KIC 8462852.

Per questo si è optato per lo Spitzer, che come Wise utilizza lo spettro infrarosso, per tornare a osservare KIC 8462852 quest’anno. Come ha fatto notare Michael Werner, scienziato che lavora al Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena, Spitzer ha esaminato tutte le centinaia di migliaia di stelle osservate anche da Kepler nella sua ricerca di pianeti extrasolari nella speranza di trovare emissioni infrarosse dalla polvere interstellare che le circonda.

Come Wise, anche Spitzer non ha tuttavia rivelato alcun eccesso significativo di emissioni infrarosse attorno a KIC 8462852, il che rende estremamente improbabile la teoria di un corpo roccioso e, per converso, più probabile che i responsabili degli anomali cali di luminosità della stella siano stati sciami di comete fredde. E’ possibile in effetti che uno sciame di comete ruoti attorno a KIC 8462852 con un’orbita molto eccentrica ed allungata e che alla testa di tale sciame vi sia una cometa molto grande che abbia causato il primo calo di luminosità osservato nel 2011.

Un paio d’anni dopo, nel 2013, il resto dello sciame e frammenti di comete rimaste indietro sarebbe a sua volta passato davanti alla stella, facendone diminuire nuovamente la luminosità apparente. Intanto che Spitzer, quest’anno, è tornato a osservare la stella questo sciame ha avuto tempo di proseguire nel suo lungo viaggio attorno a KIC 8462852, senza più frapporsi tra la stella e il telescopio spaziale e senza lasciare alcuna traccia infrarossa abbastanza forte da essere rilevata.

Massimo Marengo
Massimo Marengo

E’ la fine dell’ipotesi di una sfera di Dyson attorno a KIC 8462852? Massimo Marengo, della Iowa State University, che ha guidato questo studio pubblicato sulla Astrophysical Journal Letters, ha comunque lasciato aperto una (piccola) porta per chi ancora voglia sperare nella scoperta della prima testimonianza di una qualche civiltà avanzata nell’universo. “Saranno necessarie ancora molte osservazioni” per risolvere il mistero, ha osservato, aggiungendo che “non sappiamo ancora cosa stia capitando attorno a questa stella, ma è proprio questo che la rende tanto interessante”. Chissà...

Tags: Nasa, Astronomia, Comete, Telescopi spaziali