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Ufo: l'incontro misterioso del “dottor x”

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Illustrazione dell'avvistamento descritto dal “dottor x”

Il caso del “dottor x” è uno dei più famosi e singolari casi di avvistamenti Ufo di cui si sia avuta notizia. A riferire il caso fu nel 1969, sulla rivista “Flying Saucer Review”, pubblicata con cadenza trimestrale fin dal 1955, l’ufologo francese Aimé Michel, filosofo, psicologo e scrittore provenzale morto nel 1992 all’età di 73 anni. Uno studioso interessato a tutto ciò che oltrepassava l’umano, divenuto celebre per avere elaborato la teoria sulla cosiddetta “ortotenia” secondo cui, su un periodo di circa 24 ore, gli avvistamenti Ufo sarebbero allineati alla faccia della terra. Teoria che è stata poi smentita definitivamente nel 1976 grazie all’utilizzo di simulazioni al computer che ne dimostrarono l’infondatezza.

Michel, membro del Collège Invisible ufologico di Jacques Vallée e amico dei controversi Jacques Bergier (al secolo Jakov Michajlovič Berger, giornalista, scrittore e ingegnere francese nato da una famiglia di ebrei sovietici) e Louis Pauwels (giornalista e scrittore belga di lingua francese, coautore con lo stesso Berger di “Il Mattino dei Maghi”, pubblicato nel 1960 e tuttora considerata una sorta di Bibbia esoterica), è probabilmente un narratore persino più interessante della vicenda narrata, di per sé molto particolare.

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I due Ufo mentre si fondono in un unico velivolo

Riferì infatti di come nelle prime ore di una giornata di inizio novembre del 1968 un “rispettato medico” che a causa degli incarichi ufficiali che ricopriva nel Sud Est della Francia Michel definì sempre “dottor x”, avrebbe notato delle luci e sentito dei rumori provenire da fuori casa sua e di come, uscito per verificare cosa fosse, avesse scoperto che si trattava di due Ufo molto luminosi che dopo essersi mossi lentamente si fusero in un unico veivolo, per poi dirigersi verso di lui investendolo con un fascio di luce molto potente.

Ripresosi dallo shock il “dottor x” constatò che l’oggetto era scomparso, ma di tutto l’episodio si ricordò solo alcuni giorni dopo, accorgendosi che anche la paralisi parziale di cui soffriva da 10 anni ad una gamba a causa di una ferita di guerra in Algeria era scomparsa lasciandolo perfettamente sano. Caso più unico che raro di un testimone di un avvistamento (e forse di un “rapimento”) Ufo che sembra aver tratto benefici fisici dall’incontro. Impossibile dire se l’episodio sia realmente accaduto, e chi fosse il testimone coinvolto (sappiamo solo che era un caro amico di Michel, tanto che l’ufologo ha sempre affermato di non aver mai avuto dubbi sulla veridicità del racconto), se si sia trattato di un racconto intenzionalmente inventato dallo stesso Michel.

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L'Ufo dopo la fusione

Di certo qualche motivo di confusione sembra essersi accumulato nel corso degli anni: di questo racconto, che è anche stato reintepretato nel tredicesimo episodio della seconda stagione di “Alieni - Incontri Ravvicinati” (“Close Encounter”) prodotta dal gruppo Discovery Communications, esistono “riletture” contemporanee in cui si dice che a storia sarebbe stata raccontata la prima volta nel 1977, o che il dottore (che secondo questa versione si sarebbe ferito ad una gamba tagliando la legna solo tre giorni prima) si sarebbe destato non per le luci e il rumore degli Ufo ma per un temporale scoppiato di notte e avrebbe notato il figlio di 14 mesi sveglio e gesticolare in direzione delle finestre, per poi accorgersi solo in un secondo tempo dei due Ufo.

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Insoliti segni comparsi sulla pelle del “dottor x” dopo l'incontro

Mistero nel mistero: qual è la storia giusta? Michel non può più dircelo, anche volendo. Forse potrebbe svelare il mistero il “dottor x”, che ormai dovrebbe essere abbondantemente andato in pensione. Ma dal 1968 a oggi nessuno ha mai ammesso di essere il testimone di questa vicenda. Così il mistero pare destinato a perdurare.

Tags: Incontri ravvicinati