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E’ l’oro il segreto dell’invisibilità?

mantello dell’invisibilità
Il team di Barkeley che sta lavorando al mantello dell’invisibilità.

L’invisibilità ossessiona gli uomini da tempo, soprattutto romanzieri e sceneggiatori se si pensa che un “mantello dell’invisiblità” è uno dei doni della morte della saga di Henry Potter e che un “ombrello” dell’invisibilità viene utilizzata nell’episodio 9 della seconda serie di Agents of Shield, solo per citare due dei casi più recenti. Come molte tecnologie (o “magie”) sognate dagli uomini per secoli, l’invisibilità sembra ora a portata di mano, anzi è già stata realizzata in laboratorio.

In effetti sono oltre sei anni che i ricercatori dell’University of California, di Barkeley, hanno avviato ricerche e sperimentazioni per ricreare dei mantelli dell’invisibilità e realizzato i primi prototipi funzionanti. L’ultimo di questi è stato presentato due mesi fa ed è spesso appena 80 nanometri (0,08 millesimi di millimetro): per intenderci, nello spessore di un foglio di carta A4 (mediamente spesso 0,1 millimetri) potrebbero rimanere sovrapposti 1.250 di questi “mantelli”.

mantello dell’invisibilità
Illustrazione 3D di un mantello composto da uno strato ultrasottile di nanoantenne (blocchi d'oro) che coprono un oggetto di forma irregolare. La luce si riflette dal mantello (frecce rosse) come se si stesse riflettendo da uno specchio piano.

Flessibile, in grado di schermare efficacemente oggetti di forma irregolare, con protuberanze o spigoli, a differenza dei precedenti prototipi, di maggiore spessore e pertanto rigidi e non avvolgibili attorno ad oggetti. A rendere possibile il risultato è stato uno dei metalli che da più tempo affascinano l’uomo, l’oro, di cui sono fatte delle “nanoantenne” in pratica delle minuscole scagliette rettangolari in grado di modificare la direzione dei raggi di luce incidenti che le colpiscono, nascondendo così alla vista qualsiasi cosa venga rivestita dal mantello che le contiene in quanto la luce, riflessa e distorta in tutte le dimensioni, impedisce ai nostri occhi di vedere ciò che è nascosto.

Al momento il mantello ha una serie di limiti: deve essere realizzato “su misura” dell’oggetto da nascondere (che per ora non può avere dimensioni superiori ad alcuni micrometri), deve essere sincronizzato sul colore dello sfondo su cui si trova l’oggetto, non è in grado di nascondere le eventuali ombre proiettate da un oggetto di forma complessa e di grandi dimensioni. Un domani potrebbero tuttavia consentire di rivestire le superfici di aerei militari arrivando a “cancellarlo” quasi completamente alla vista e ai radar, o facendogli assumere una eco più ridotta, simile a quella di un piccolo aereo turistico.

Nel video si può vedere la sparizione e la riapparizione di un piccolo oggetto

Il potenziale di una simile tecnologia è enorme, come i rischi connessi all’ipotesi che finisca un domani nelle mani sbagliate. Ma quello che sorprende è che di macchine meravigliose, o di oggetti magici, realizzati in oro sono piena le leggende di quasi tutto il mondo e i testi sacri più antichi dell’umanità. E’ solo un caso o nell’antichità la razza umana è già entrata in contatto con macchine letteralmente “di un altro mondo”? E’ possibile che l’amore dell’uomo per l’oro abbia un significato più profondo di quello finora attribuitogli? Per intanto i ricercatori di Barkeley continuano nei loro studi e si preparano a rendere le nostre leggende e storie realtà.

Tags: Scienze, Teorie scientifiche