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La mappa del creatore che fine ha fatto?

Mappa del creatore

Una mappa che potrebbe essere vecchia di milioni di anni, forse persino 150 milioni. E’ possibile? Così affermo tra il 2002 e il 2004 Aleksandr Chuvyrov, professore di fisica dell’Università di Baschiria, che ha soprannominato per primo il reperto “la mappa del creatore”.

Di che si tratta? Di una grande lastra di pietra ritrovata dallo stesso Chuvyrov nel 1999 con incise figure della regione della Bashkiria che potrebbero risalire ad un passato perso nella notte dei tempi, sempre che l’origine sia terrestre e non aliena.

Mappa del creatore, tutto nacque nel 1995

Le ricerche di Chuvyrov che portarono alla scoperta della Mappa del creatore avevano preso le mosse da una precedente spedizione, del 1995, in cui lo scienziato aveva ritrovato iscrizioni fatte su roccia in un antico dialetto cinese contenenti notizie su transazioni commerciali, matrimoni e morti.

Nel corso di quella campagna di scavi erano anche state rinvenute documentazioni risalenti al 1800 che riferivano dell’esistenza di circa 200 lastre di pietra, dall’aspetto inusuale, nella zona del villaggio di Chandar (nella regione di Nurimanov, negli Urali), scoperte da precedenti spedizioni a cavallo tra il diciassettesimo e il diciottesimo secolo e poi nuovamente segnalate, agli inizi del ventesimo secolo, dall’archeologo A. Schmidt.

Regione di Nurimanov, negli Urali

Incuriosito Chuvyrov si mise alla ricerca di tali lastroni, che però inizialmente non riuscì a trovare. Parlando con l’ex presidente del consiglio degli agricoltori, Vladimir Krainov, Chuvyrov venne a sapere che una di queste lastre, forse, era seminterrata nel suo giardino.

Nel luglio del 1998 Chuvyrov esaminò il reperto decidendo di disseppellirlo per studiarlo meglio. Si rivelò essere una lastra di roccia alta 148 centimetri, larga 106 centimetri e spessa 16 centimetri, del peso di circa una tonnellata.

La mappa risale a 3 mila o 150 milioni di anni fa?

La conformazione della lastra era sorprendente essendo formata da tre strati. La base sarebbe stata spessa 14 centimetri, in dolomite molto dura; il secondo strato risultava di vetro di diopside e presentava dei rilievi realizzati tramite qualche tecnologia sconosciuta; l’ultimo strato, spesso solo, 2 millimetri, appariva costituito di porcellana di calcio e sembrava fungere da involucro protettivo.

Le numerose iscrizioni presenti apparivano simili ad ideogrammi cinesi, ma finora non sono stati identificati altri caratteri simili in alcun documento, per quanto antico sia, pertanto il testo, se è tale, non è traducibile.

Ancora più misteriosa risulta la datazione del reperto: inizialmente ritenuto poter risalire a circa 3 mila anni or sono, la datazione è stata via via fatta scivolare indietro nel tempo fino a quando sono state identificate all’interno della roccia stessa due conchiglie risalenti rispettivamente a 120 e 150 milioni di anni fa.

Il problema è, come lo stesso Chuvyrov fece notare: “Come essere sicuri che (le conchiglie) fossero vive al momento in cui la mappa fu scolpita? Il creatore della mappa potrebbe averle incluse quando erano già pietrificate”, ossia aver inciso una lastra di roccia formatasi 150 milioni di anni fa in epoca molto più recente.

Mappa del creatore

Quanto era grande la Mappa del creatore e a che serviva?

Altra domanda che non ha trovato finora risposta è: quanto era grande originariamente la mappa del creatore e a cosa serviva? Secondo alcune ipotesi il frammento sarebbe in scala 1 a 110.000 (ogni centimetro rappresenterebbe 1,1 chilometri) e in totale potrebbero esservi 348 frammenti simili andati dispersi a partire dall’area della gola del monte Sokolinava.

A distruggere la mappa potrebbero essere stati fenomeni naturali e in particolare le glaciazioni, ma di ere glaciali sulla Terra se ne sono avute almeno cinque, di cui la più recente (in Europa) tra i 110 e i 12 mila anni fa. La mappa ha dunque almeno 12 mila anni o 150 milioni di anni e più? Chi potrebbe mai averla creata e per quale scopo?

Quanto a questo se la mappa del creatore è quella che Chuvyrov afferma che sia potrebbe solo essere stata realizzata solo tramite prospezioni aeree e dato che non pare rappresentare strade, ma solo dei rilievi e dei fiumi della regione, oltre a un gigantesco sistema di irrigazione con canali larghi 500 metri e 12 dighe larghe da 300 a 500 metri potrebbe essere la riproduzione in scala di una gigantesca opera di bonifica del terreno. Per farne cosa? Mistero, come resta un mistero l’identità del “creatore”, terrestre o alieno che fosse.

La cosa più strana è che sulla vicenda è poi caduto il silenzio, anche se periodicamente la storia della mappa del creatore riaffiora sul web dal... primo aprile 2002 cui si riferisce il più vecchio articolo a cui è possibile risalire online, al 2004, quando la Pravda affermò che la società americana History of Cartography Project (del Wisconsin) stava studiando la lastra di pietra. Che si sia trattato di un pesce d’aprile?

Tags: Misteri irrisolti, Antichi alieni