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Parigi sotto tiro, la Francia chiude le frontiere

Parigi sotto attacco

Quando la realtà è peggiore di ogni teoria del complotto terrestre o alieno: ieri sera Parigi è ripiombata nel terrore e con essa forse tutta Europa. Nonostante la città sia da anni massicciamente presidiata da forze di polizia e militari, ben visibili in tutti i punti “sensibili” come sa qualsiasi turista che sia stato anche solo una volta in visita alla capitale francese, una serie di attentati ha sconvolto la Ville Lumiere causando decine di morti secondo un conteggio purtroppo del tutto provvisorio.

Aggiornamento
Il bilancio in costante evoluzione parla di 129 morti e 352 feriti. La maggior parte delle vittime nella sala concerti Bataclan. I terroristi morti sarebbero 8, di cui 6 si sarebbero fatti esplodere, quelli in fuga potrebbero essere 4.

Colpi di kalashnikov sono stati esplosi in un ristorante cambogiano del decimo arrondissement così come altri colpi d’arma da fuoco sono stati uditi al Bataclan, locale nell’undicesimo arrondissement dove stava suonando la band californiana degli Eagles Of Death Metal e dove un centinaio di persone sarebbero state prese in ostaggio da persone che avrebbero gridato più volte “Allah è grande”. Nello stesso arrondissement, dove ha sede anche la redazione di Charlie Hebdo (dove 17 persone furono uccise in un attentato estremista lo scorso gennaio) è esplosa un’altra sparatoria che avrebbe lasciato una dozzina di persone a terra. Un’ulteriore sparatoria è stata segnalata anche a Les Halles.

Almeno tre granate sarebbero invece esplose all’esterno dello Stade de France (al cui interno sono stati uditi anche colpi d’arma da fuoco) dove era in corso l’amichevole Francia-Germania a cui assisteva il presidente Francois Hollande, subito fatto evacuare dalle forze dell’ordine mentre la partita veniva sospesa e il pubblico fatto defluire lentamente da tre sole uscite, essendo state bloccate tutte le inferiate attorno allo stadio. In tutto fino alle 24.00 di ieri la Prefettura di Parigi parlava di almeno 26 morti accertati (11 nel ristorante, 15 al Bataclan), ma Bmf Tv citando fonti di polizia quantificava in “almeno 60” le vittime degli attacchi. Tra le prime decisioni prese da Hollande, che ha subito dichiarato lo stato d’emergenza, vi è stato la richiesta di dispiegare rinforzi miliari a Parigi e la chiusura delle frontiere.

Parigi sotto attacco

La domanda che viene subito alla mente è: sono ritorsioni dell’Isis, lo stesso che secondo l’intelligence inglese (ieri sera il premier britannico David Cameron si è detto “sconvolto dagli eventi di Parigi” dichiarando che il suo governo “farà tutto ciò che potrà per aiutare”, imitato poco dopo da Barack Obama che ha garantito “qualsiasi assistenza sia necessaria alla Francia”) ha probabilmente messo la bomba che ha fatto esplodere un aereo di linea russo con 224 persone a bordo in volo sul deserto del Sinai?

Impossibile al momento dare una risposta circa la “firma” degli attentati, ma di certo gli attacchi sono apparsi coordinati e questo fa temere l’esistenza di una rete terroristica che potrebbe non limitarsi alla Francia. Chi sperava che gli attacchi aerei russi “chirurgici” in Siria e le sconfitte sul terreno in Iraq, così come la probabile uccisione di personaggi di punta come “Jihadi John”, nato in Kuwait nel 1988 ma trasferitosi a Londra 6 anni dopo con la famiglia, poi divenuto il macabro boia incaricato di tagliare la gola davanti alle telecamere agli ostaggi (di recente sostituito da un nuovo sadico boia, soprannominato “Bulldozer”), avesse fiaccato il Califfato deve probabilmente ricredersi. La guerra, asimmetrica, continua e l’Europa deve cercare di elaborare una politica comune di difesa e di gestione dei flussi attraversi i propri confini.

Parigi sotto attacco

Tags: Terrorismo, ISIS