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Vita extraterrestre: ossigeno comete complica ricerca

67P/Churyumov-Gerasimenko
67P/Churyumov-Gerasimenko

Decisamente le sorprese non finiscono mai per quanto riguarda le più recenti missioni aerospaziali compiute da sonde automatiche americane ed europee. Se Cassini ha confermato l’esistenza di nubi di metano e fiumi di idrocarburi liquidi su Titano, scoprendo un’atmosfera su Encedalus e la presenza di acqua e composti organici nei getti dei suoi geyser, la sonda europea Rosetta ha fornito nuove informazioni sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, all’interna della quale è stata ritrovata una notevole quantità di ossigeno.

Questo ossigeno è stato rilevato all’interno del materiale cometario e non ha avuto la possibilità di combinarsi con idrogeno per formare molecole d’acqua, rimanendo intrappolato all’interno della cometa quando questa si formò miliardi di anni fa nella nube di gas rimasta dopo la formazione del sole. La cosa ha lasciato perplessi gli scienziati perché sinora non si erano trovate significative quantità di ossigeno nelle nubi di formazione stellari e quindi da dove proviene l’ossigeno della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko?

67P/Churyumov-Gerasimenko
67P/Churyumov-Gerasimenko

Qualcosa evidentemente non va nelle attuali teorie sulla creazione delle stelle. Se Anche se spesso guardiamo alle comete come possibili incubatrici di vita (dato che esse sono composte di ghiaccio d’acqua e sostanze chimiche che formano le basi per la vita sulla Terra), il fatto che le comete in generale potrebbero essere serbatoi di ossigeno molecolare primordiale senza peraltro aver alcun segno di vita potrebbe costituire un handicap per la futura ricerca di forme di vita exrtaterrestri.

Quando sarà pronta la prossima generazione di telescopi spaziali, a partire dal James Webb Space Telescope della Nasa il cui lancio è previsto nel 2018, si inizieranno a cercare tracce di gas che finora sono stati collegati alla possibilità di sviluppo della vita su un pianeta. Ma immaginate che venga trovato un esopianeta delle dimensioni della Terra orbita attorno a una stella simile al sole alla giusta distanza dalla stella che e con un’atmosfera composta da azoto, ossigeno, metano, anidride carbonica e tracce di altri gas associati alla presenza di vita: sinora sarebbe stata una scoperta che avrebbe fatto balzare gli scienziati dalla sedia.

67P/Churyumov-Gerasimenko
67P/Churyumov-Gerasimenko

Ma se le comete possono essere ricche di ossigeno e metano e contenere tracce di altri gas senza aver alcun segno di vita, questo significa che non basta individuare la presenza di questi gas per saltare alla conclusione che la vita può essere diffusa nell’universo. Quindi potremmo vivere in un universo ricco di composti organici, acqua, gas e idrocarburi, ma senza reali tracce di vita extraterrestre. E il paradosso di Fermi troverebbe la risposta meno auspicata: non si è fatto finora vivo nessuno perché non c’è nessuno là fuori che possa contattarci.

In realtà da quanto stiamo scoprendo in questi anni, la struttura del nostro sistema solare non è poi così unica: molti altri sistemi che abbiamo scoperto possiedono pianeti, asteroidi e comete esattamente come il nostro. Ma a questo punto come potremo distinguere se le tracce di gas finora associati alla possibile formazione di vita appartengono agli esopianeti che andremo a studiare o se la loro atmosfera non sia stata inquinata da detriti espulsi da comete di passaggio (specie se fossero comete simili a 67P/Churyumov-Gerasimenko), in grado di generare un segnale da ingannare i nostri strumenti facendoci pensare che stiamo vedendo biosfere aliene?

Insomma: trovare così tanti elementi comuni tra pianeti e comete, tra ambienti in cui la vita si è sviluppata come sulla Terra e altri dove non se ne trova minimamente traccia come sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko, rischia di complicare ancora di più la ricerca e visto che non possiamo andare di persona a verificare, il dubbio se siamo realmente in grado di individuare i pianeti anche solo potenzialmente più favorevoli allo sviluppo della vita, per non dire di una civiltà evoluta extraterrestre, rischia di crescere anziché ridursi col tempo.

Tags: Vita extraterrestre