Fanwave.it
Fanwave.it
Papa Francesco

Papa Francesco: il mio sarà un pontificato breve

Che succede in Vaticano? Che il pontificato di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, potesse essere un pontificato di transizione era stata un'ipotesi circolata sin dalla sua elezione, per i più attenti vaticanisti frutto di un compromesso tra il "partito" dell'italiano Angelo Scola, gradito ai cardinali stranieri, e quello del brasiliano Odilo Pedro Scherer, gradito alla curia romana che invece Bergoglio non ha mai amato troppo, considerandolo non sufficientemente ortodosso e propenso a gesti pastorali troppo audaci come impartire il battesimo a bambini nati fuori dal matrimonio secondo rito cattolico.

Ma ora che a due anni esatti dalla sua elezione Papa Francesco, nell'annunciare un nuovo Anno Santo straordinario, dedicato alla misericordia e destinato ad aprirsi con la riapertura della Porta Santa in San Pietro l'8 dicembre 2015, giorno dell'Immacolata ma anche cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II, di cui Bergoglio è considerato "erede" spirituale, il fatto che il papa abbia dichiarato apertamente alla stampa di avere "una sensazione", un "piccolo vago sentimento" che il suo pontificato sarà breve, di "quattro o cinque anni" o forse anche solo di "due, tre" e dunque già prossimo al termine, qualche dubbio lo fa venire.

Perché di pontificati brevi la chiesa romana in questi ultimi anni ne ha già vissuti almeno tre: quello di Giovanni XXIII, Giuseppe Angelo Roncalli , il "papa buono", che regnò meno di cinque anni (dal novembre 1958 al giugno 1963), quello di Giovanni Paolo I, Albino Luciani, il "papa del sorriso", trovato morto nel suo letto appena 33 giorni dopo la sua elezione, il 29 settembre 1978, e Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, che di Bergoglio è il predecessore e che, fatto più unico che raro, almeno in tempi moderni, è tuttora "papa emerito" dopo meno di 8 anni di pontificato, dall'aprile 2005 al febbraio 2013.

Tutti papi che, in un modo o nell'altro, sono apparsi non tanto e non solo "riformatori", come appare essere Bergoglio, quanto decisi a opporsi allo strapotere della curia romana e delle grandi e potenti congregazioni che da secoli cercano, talvolta riuscendoci, di condizionare l'operato dei pontefici. C'è da dire che in questi due anni Papa Francesco non è rimasto a subire "docilmente" i colpi dei suoi oppositori, lo sanno bene quei cardinali, come l'americano Leo Burke, fino allo scorso anno prefetto della Segnatura apostolica e poi "promosso" (e rimosso) a patrono del Sovrano militare Ordine di Malta, titolo onorifico che viene riservato ai cardinali a fine carriera pure avendo solo 66 anni.

Altri sono tuttavia ancora al loro posto e restano molto critici verso l'operato di Bergoglio, dal cardinale Gherard Mueller prefetto della congregazione per la Dottrina della Fede, al cardinale prefetto della Segreteria per l'economia, in sostanza il ministro del Tesoro della Chiesa Cattolica. Guarda caso proprio i temi dell'economia (in particolare la scarsa trasparenza dello Ior), la lotta alla pedofilia, temo già caro a Rarzinger e che secondo alcuni sarebbe stato al centro degli scontri più duri affrontati dal papa emerito, la scomunica ai mafiosi e l'apertura a divorziati e gay sono i punti su cui Francesco ha incontrato la maggiore resistenza, dentro e fuori la curia romana. Che qualcuno stia facendogli capire che non deve tirare troppo la corda?

Tags: Top secret, Vaticano, Papa, Chiesa Cattolica