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Operazione Tailwind: fu scoop vero o fasullo?

Operazione Tailwind
Il napalm, utilizzato per bombe incendiarie, fu ampiamente impiegato in Vietnam

Ci siamo spesso chiesti quanto di reale possa esserci nelle sceneggiature di serie televisive e film, in particolare quelli di Hollywood, ma c’è almeno un caso nella storia recente in cui la realtà ha ampiamente superato la fantasia, il caso dell’operazione Tailwind, legato alla guerra in Vietnam. Era il settembre 1970 e gli Stati Uniti, in piena amministrazione Nixon, si trovavano a combattere da quasi 15 anni in Vietnam in quella che è stata considerata una sorte di terza guerra mondiale, almeno quanto la guerra in Corea, di pochi anni precedente, era apparsa un’appendice della seconda guerra mondiale.

All’epoca dei fatti era in corso un’operazione militare, la “Operation Gautlet”, che vedeva impegnati 5 mila soldati americani nel tentativo di riconquistare l’altipiano di Bolaven, in Laos, e così interrompere le linee di comunicazione nemiche nella parte meridionale del paese. Non riuscendo ad ottenere i successi sperati, il comando americano sviluppò una operazione “coperta”, detta “Operazione Tailwind”, effettuata da un nucleo scelto di 16 commando statunitensi (coadiuvati da un centinaio di guerriglieri montagnard) tra l’11 e il 13 settembre per creare un diversivo e aumentare la pressione contro le forze vietnamite.

Operazione Tailwind
Scene di guerra in Vietnam

Il terzo giorno d’operazioni le forze speciali riuscirono a conquistare una base logistica vietcong, attirando su di sé, come del resto auspicato fin dall’inizio, un’ampia reazione nemica. Per riuscire a far evacuare i propri militari, che non avrebbero potuto resistere a lungo, l’esercito americano impiegò i propri aerei che usarono potenti gas lacrimogeni stordendo tutti coloro che si trovavano a terra, amici o nemici che fossero. I 16 uomini delle forze speciali Usa furono quindi prelevati uno a uno e l’operazione si concluse con un pieno successo senza alcuna perdita tra i soldati statunitensi, che anzi trovarono importanti documenti nella base temporaneamente occupata, mentre il diversivo aveva sufficientemente indebolito le difese vietnamite da consentire all’operazione Gautlet di chiudersi con successo.

Questa la versione ufficiale storicamente accettata. Nel 1997 tuttavia la Cnn (gruppo Time-Warner) nel programma di approfondimento NewsStand sostenne che l’operazione fosse servita in realtà a trovare e uccidere un gruppo di disertori americani passato col nemico; in sostanza l’attacco aereo non avrebbe visto l’utilizzo di gas lacrimogeni ma del Sarin, un potente gas nervino, prima dell’attacco vero e proprio da parte delle forze speciali che avrebbero ucciso un centinaio di civili di un villaggio in Laos sia con armi convenzionali sia con granate al fosforo bianco. Quando la reazione dei vietcong costrinse le forze speciali a ritirarsi il soccorso aereo avvertì via radio i suoi uomini di indossare l’equipaggiamento anti gas e tornò effettuando un secondo attacco al Sarin, uccidendo tutti i superstiti tranne i propri 16 commando.
La tesi di NewsStand sembrava ben documentata e si fondava sulla testimonainza dell’ammiraglio in pensione Thomas Moorer (nel 1970 capo di stato maggiore degli Stati Uniti) oltre che di 3 dei 16 membri statunitensi delle forze speciali coinvolte. Ma il giorno dopo la messa in onda si iniziò a capire che qualcosa nello “scoop” non andava: centinaia di ex militari chiamarono per segnalare che era virtualmente impossibile che gli Usa avessero portato il Sarin in Vietnam, tali e tante avrebbero dovuto essere le misure di sicurezza che non sarebbe stato possibile farlo di nascosto. I nordvietnamiti non provarono inoltre mai ad accusare gli Stati Uniti di un simile atto, equiparabile ad un crimine di guerra, mentre il Pentagono e la Casa Bianca smentirono la notizia e di lì a poco Newsweek e altri giornali iniziarono a smontare l’inchiesta di Cnn-Time.

Dopo pochi giorni lo stesso ministro della Difesa Usa, William Cohen, apparve in ua conferenza stampa accanto agli ex soldati che avevano partecipato all’operazione Tailwind, dichiarando che secondo l’inchiesta condotta dal Pentagono le accuse di Cnn e Time erano false e infondate e che ad essere stato usato era un gas lacrimogeno molto potente, ma assolutamente non un gas nervino. Alla fine venne fuori che l’inchiesta aveva preso per buone delle testimonianze orali, poi in parte cambiate dagli stessi testimoni, senza cercare né trovare alcun riscontro fattuale come foto, registrazioni o documenti. Le stesse affermazioni di Moorer si rivelarono essere risposte a domande ipotetiche e l’ex generale ritrattò tutto dichiarando di non saper niente del gas nervino e di aver risposto a “domande trabocchetto” dei giornalisti.

Peter Arnett
Peter Arnett

L’intera vicenda, cambiata di nome (in “Operazione Genoa”), di ambientazione (il Pakistan anziché il Laos) e di tempo (il 2009 e non il 1970), divenne il tema principale della trama della seconda stagione della serie televisiva “NewsRoom”. Se nella serie le conseguenze per i giornalisti sono di fatto lasciate sospese in attesa di conoscerne l’esito ultimo durante la terza stagione, nella realtà tutti i giornalisti coinvolti, tra cui Peter Arnett, divenuto celebre per le sue dirette da Baghdad durante la Guerra del Golfo, furono licenziati nel giro di alcuni mesi (salvo Pamela Hill, produttrice di NewsStand che si dimise spontaneamente).

Will McAvoy
Will McAvoy (Jeff Daniels) è l'anchorman della serie televisiva The Newsroom

April Oliver e Jack Smith, in particolare, fecero causa alla Cnn sostenendo tra l’altro che i testimoni avessero cambiato la propria versione dei fatti solo a causa delle pressioni del Pentagono e della Casa Bianca. La Cnn preferì non arrivare a processo e concluse accordi di riservatezza con entrambi i giornalisti in cambio di compensazioni economiche milionarie. Diversi milioni di dollari dovettero essere versati anche a soldati e militari diffamati dall’inchiesta per evitare di avviare processi. A distanza di quasi 20 anni molti teorici della cospirazione ritengono che lo “scoop” di NewsStand sia stato autentico e che solo il peso della lobby militare e politica abbia finito col far apparire il tutto un colossale errore giornalistico.

Tags: Guerra, USA, Teorie del complotto, Vietnam