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C’è una sfera di Dyson a 1.500 anni luce dalla Terra?

C’è una sfera di Dyson a 1.500 anni luce dalla Terra?

Se siete fan di Star Trek: the Next Generation forse vi ricordate del 130 esimo episodio (il quarto della sesta serie), intitolato “Il naufrago del tempo” (titolo originale: “Relics”) in cui l’astronave Enterprise NCC-1701D e il suo equipaggio comandato dal capitano Jean-Luc Picard si trovano di fronte a una sfera di Dyson, una costruzione aliena tecnologicamente progredita che causa una forte interferenza gravimetrica. Si tratta della trasposizione televisiva di una costruzione ipotizzata dall’astronomo britannico Freeman Dyson fin dal 1959, che potrebbe circondare interamente un corpo stellare per sfruttarne l’energia e creare un enorme spazio vitale. La sfera ipotizzata da Dyson dovrebbe avere un raggio equivalente a un’orbita planetaria e sarebbe costituita da un guscio di collettori solari, o habitat, posti attorno alla stella.

Freeman Dyson
Freeman John Dyson

Finora l’unica “applicazione” della sfera di Dyson si è vista, come detto, nella serie Star Trek: the Next Generation, ma forse ora gli astronomi potrebbero essersi imbattuti in qualcosa di simile, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe. Osservando una lontana stella, KIC 8462852, che si trova tra le costellazioni del Cigno e della Lira a circa 1.500 anni luce dalla terra, gli astronomi hanno notato degli abbassamenti della sua luminosità, il che non è affatto insolito di per sé ed anzi il telescopio spaziale Kepler ha trovato migliaia di esopianeti proprio osservando i loro transiti davanti a stelle vicine, transito che provoca un calo della loro luminosità per breve tempo. Nel caso di KIC 8462852, i cali appaiono troppo estremi e troppo irregolari per essere il risultato di esopianeti in transito.

Per essere chiari, il transito di un esopianeta di solito provoca un calo della luminosità di una stella inferiore all’uno per cento e su base periodica, dato che l’esopianeta orbita regolarmente attorno alla stella. Ma KIC 8462852 ha registrato cali di luminosità fino al 22%, cali che non sembrano contraddistinti da alcuna ciclicità. Così si è iniziato a pensare che una sfera di Dyson potrebbe realmente essere stata costruita attorno alla stella da una civiltà extraterrestre dalla tecnologia avanzata. Ovviamente esistono altre e più “banali” possibilità che spiegano il comportamento anomalo di KIC 8462852, ma nessuna ipotesi finora ha convinto fino in fondo, dato che ciascuna sembra difettare di alcuni degli elementi necessari per poter essere comprovata.

Tabetha Boyajian e Jason Wright
Tabetha Boyajian e Jason Wright

Alla fine Tabetha Boyajian, astronoma a capo della ricerca su KIC 8462852 e Jason Wright, astronomo che ha seguito in modo specifico ricerche di civiltà extraterrestri evolute, hanno proposto l’ipotesi di una sfera di Dyson costruita da una qualche civiltà aliena tecnologicamente più avanzata di quella terrestre. Boyaijian e Wright hanno anche proposto di ricercare eventuali segnali radio che venissero emessi nei pressi della stella, che confermerebbero l’esistenza di una civiltà extraterrestre tecnologicamente avanzata. Al riguardo entrambi gli scienziati hanno messo e mani avanti, dichiarando che è in realtà improbabile che si riesca a trovare una simile prova e ribadendo di voler adottare un approccio “altamente scettico” nell’ulteriore analisi di questo caso. Ma come direbbe il Dottor Who, il nostro “è un grande universo, tutto accade da qualche parte”, quindi perché non una sfera di Dyson a 1.500 anni luce dalla Terra?

Tags: Vita extraterrestre, Astronomia