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Perché non siamo più tornati sulla Luna?

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Missioni Lunari

Perché dopo sei allunaggi tra il 1969 e il 1972 (l’Apollo 13 come noto mancò lo sbarco sulla Luna a causa di un’avaria scoperta durante il volo) la Nasa non è mai più tornata sulla Luna, sempre che non si voglia prendere per buona la teoria secondo cui anche le ultime tre missioni programmate ma cancellate (Apollo 18, 19 e 20) non tornò mai più sul nostro satellite? Il motivo ufficiale nonché il più probabile razionalmente è dovuto ai costi eccessivi e al venir meno della motivazione politica una volta che i sovietici rinunciarono al proprio tentativo di sbarcare sulla Luna (oltre allo scarso interesse del presidente repubblicano Richard Nixon di portare avanti un programma fortemente voluto dal presidente democratico John Kennedy).

Per la verità nel 1989 l’allora presidente americano George Bush lanciò l’ambizioso programma denominato Space exploration iniziative, che prevedeva la creazione di una base lunare permanente. Ma la tiepida reazione dell’opinione pubblica e l’opposizione del Congresso bloccarono ogni cosa. Nel 2004 il figlio, divenuto a sua volta presidente, George W. Bush, propose nuovamente l’idea col progetto Vision for space exploration e stavolta sembrò che la cosa dovesse avere un seguito, con una base lunare da realizzare entro il 2020 come tappa intermedia in vista di un volo sino a Marte (tuttora obiettivo in cui la Nasa è impegnata). Ottenuto il via libera del Congresso il programma, che intanto aveva cambiato nome in Constellation, venne poi cancellato da Barack Obama nel 2010 per carenza di fondi adeguati (all’epoca si stimava in 100 miliardi di dollari il costo per riuscire a realizzare una base permanente sulla Luna) e per il parere contrario di una commissione tecnica appositamente costituita.

Missioni Lunari
14 gennaio del 2004, il Presidente George W. Bush e l'Amministratore della NASA Sean O’Keefe annunciano il progetto “Vision for Space Exploration”

Di recente però si è tornati a speculare la possibilità di realizzare una base lunare dato che un nuovo studio dedicato all’architettura lunare evolubile (potete trovarlo in rete qui [doc PDF]) ha tagliato i costi previsti in “soli” 10 miliardi di dollari, compatibili col budget attualmente a disposizione della Nasa per l’esplorazione dello spazio profondo con equipaggi umani (3,6 miliardi di dollari l’anno). Ma accanto al motivo ufficiale, un altro motivo “nascosto” potrebbe essere legato alla presenza sulla Luna di installazioni di origine aliena che avrebbero addirittura aperto il fuoco contro alcune missioni tra cui la stessa Apollo 11 che portò Neil Amstrong ad essere il primo uomo a toccare il suolo lunare.

Questo almeno è quanto sostiene Otto Binder, autodefinitosi un ex dipendente della Nasa (ma salvo una presunta onorificenza che la Nasa gli avrebbe attribuito nel 1963, non risultano altri collegamenti tra Binder, editore di Space World dal 1957 al 1963, e l’ente spaziale americano) dei radioamatori intercettarono una comunicazione tra il Discovery (l’Apollo 11) e il centro di controllo della Nasa a Houston in cui alla domanda “Che succede?” inviata dal controllo missione al Discovery, Amstrong avrebbe risoposto: “Houston, qui il Discovery, abbiamo un problema, ci stanno sparando” e poco dopo “Houston, qui è il Discovery, abbiamo ancora l’astronave aliena sotto osservazione”. E poi ancora: “Houston, qui Discovery, questi oggetti sono enormi, oh Signore! Enormi! Oh mio Dio, non ci credereste! Vi dico che ci sono altri veicoli spaziali là fuori, in fila sul lato del bordo del cratere! Sono sulla Luna e ci stanno guardando!”

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Neil Alden Armstrong è stato un astronauta e aviatore statunitense, primo uomo a posare piede sulla Luna il 20 luglio 1969

Questo episodio trovò una conferma nel 1979, quando Maurice Chatelain, ex responsabile della Nasa Communications Systems, confermò che Armstrong aveva effettivamente segnalato l'avvistamento di due Ufo sul bordo di un cratere. Altri citano alcune foto da cui sembrerebbe confermata la presenza di alcune torri evidentemente non di origine terrestre all’interno di uno dei più grandi e relativamente recenti crateri lunari, Thyco. Insomma, sulla Luna l’uomo non sarebbe troppo ben visto e per questo gli Stati Uniti e gli altri governi mondiali avrebbero desistito dall’idea di una prima colonizzazione del corpo celeste più prossimo al nostro pianeta, limitandosi per anni a inviare mezzi nelle immediate vicinanze della Terra e a promettere futuri “balzi” verso Marte. Rigorosamente saltando la Luna. Sembra quasi di assistere al film 2010 Odissea nello Spazio, con la scoperta del monolite nero sepolto poco sotto la superficie lunare. Sarà solo una coincidenza?

Tags: Nasa, Luna, Viaggi spaziali