Fanwave.it
Fanwave.it

Apollo: il serial killer che distruggerà la Terra

1932KA - 1862 Apollo

Un neo non sempre è un piccolo punto nero sulla pelle di qualcuno: a volte indica un oggetto che passa periodicamente vicino alla Terra (“Near Earth Object”) come asteroidi e comete. Composti per lo più di ghiaccio con particelle di polvere incorporata, le comete si sono formate circa 4,6 miliardi di anni fa nella parte più esterna e fredda del sistema solare; al contrario gli asteroidi, autentici “mini pianeti” fatti di roccia, si sono formati all’incirca nel medesimo periodo ma in una regione più calda, la maggior parte tra le orbite di Marte e di Giove.

Alcuni di questi antichi abitanti del sistema solare hanno un’orbita che li porta a incrociare periodicamente quella della Terra: si tratta per lo più di nea (“Near Earth Asteroid”), a loro volta classificati in vari gruppi a seconda della distanza del perielio (il punto di minima distanza dal Sole) di ciascun gruppo. Si tenga presente che nel caso della Terra, che mediamente dista 150 milioni di chilometri dal Sole (pari a un’unità astronomica), il perielio è a 147 milioni di chilometri e viene raggiunto solitamente circa 13 giorni dopo il solstizio d’inverno (nel 2015 è stato raggiunto il 4 gennaio).

1932KA - 1862 Apollo
Ricostruzione in computer grafica di 1862 Apollo

Sul web periodicamente vengono rilanciati allarmi per un possibile passaggio “troppo ravvicinato” di qualche Neo, rievocando catastrofi planetarie con conseguenti estinzioni di massa (nella storia della Terra se ne contano almeno cinque, come quella che potrebbe aver causato l’estinzione dei dinosauri nel Cretaceo-Paleocene poco meno di 66 milioni di anni fa). Di fatto però non solo il neo deve avere un perielio pari o inferiore a un’unità astronomica per divenire potenzialmente rischioso per la Terra, ma deve anche avere una distanza minima di intersezione orbitale (“Minimum Orbit Intersection Distance”, o Moid) pari o inferiore a 0,05 unità astronomiche, ossia deve incrociare l’orbita terrestre a meno di 7,5 milioni di chilometri, ed avere un diametro di almeno 110 metri.

Fino all’ottobre 2015 la Nasa ha scoperto [link] 877 di questi oggetti potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta e periodicamente qualcuno lancia l’allarme, puntualmente smentito dalla Nasa. E’ successo a maggio con l’asteroide FN53, di cui anche Fanwave aveva parlato [link], accade nuovamente ora col web che parla di un fantomatico passaggio ravvicinato niente meno che del capostipite degli asteroidi del gruppo Apollo (l’asteroide in questione è il 1932KA anche noto come 1862 Apollo), che ha certamente tutti i “numeri” per incutere timore con un perielio pari a 96,85 milioni di chilometri e un diametro medio di 1,7 chilometri, pur non essendo tra i più grandi né quelli che passano solitamene più vicino alla terra.

1932KA - 1862 Apollo
Cratere di Barringer (Arizona), formatosi con l'impatto con un piccolissimo (relativamente ad un asteroide) meteorite di ghiaccio. Il cratere ha un diametro di oltre un chilometro ed è profondo 170 metri

Dobbiamo preoccuparci per la possibile fine del mondo? Nonostante molti siti abbiano citato Charles Bolden (amministratore delegato della Nasa che già nel marzo 2013 di fronte al Congresso spiegò che in caso di vero rischio di “deep impact” non vi sarebbero al momento altre “soluzioni” che pregare), che durante la presentazione dei progressi fatti per il volo verso Marte avrebbe rivelato che 1862 Apollo sta “avvicinandosi alla Terra alla velocità di 40 mila miglia all’ora”, nel documento ufficiale (lo potete scaricare da qui [file PDF] non c’è traccia di queste dichiarazioni, che seppure vere sarebbero alquanto generiche.

Non solo: la Nasa non ha dato alcun “allarme asteroidi” ed anche i suoi più recenti comunicati si fermano a quello del 19 agosto scorso quando Paul Chodas, responsabile del programma Neo della Nasa presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena chiarì che non vi erano basi scientifiche e “neppure uno straccio di prova, che un asteroide o alcun altro corpo celeste possa avere un impatto con la Terra” tra il 22 e il 28 settembre, come qualcuno aveva scritto. Per essere più chiaro Chodas sottolineò: “tutti gli asteroidi potenzialmente pericolosi hanno meno dello 0,01% di possibilità di un impatto con la Terra nei prossimi 100 anni”. Insomma: prepariamoci a una lunga sequenza di falsi allarmi, magari facendo i debiti scongiuri.

Tags: Catastrofi, Terra, Asteroidi, Comete