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Le trasmissioni degli alieni sono criptate

Edward Snowden e Neil deGrasse Tyson

L’equazione “non captiamo trasmissioni provenienti dallo spazio, quindi non esistono civiltà aliene”, almeno nei paraggi del sistema solare in questo periodo storico, potrebbe non essere più valida e il “paradosso di Fermi” (“Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre, come trasmissioni di segnali radio?”) aver trovato una risposta che è sempre stata sotto gli occhi di tutti. Per vederla occorrevano tuttavia occhi allenati a trovare risposte celate in ciò che è palese, gli occhi di un ex tecnico informatico della Cia, gli occhi di Edward Snowden.

In un’intervista concessa a Neil deGrasse Tyson e ripresa dal quotidiano britannico The Guardian (potete ascoltare il podcast originale), Snowden, in collegamento da Mosca dove dal 2013 ha trovato rifugio dal mandato internazionale di cattura per spionaggio spiccata su di lui dalla giustizia Usa (a seguito delle sue rivelazioni, fatte proprio al Guardian, sulle intercettazioni effettuate dalla Cia e dalla Nsa su milioni di telefonate in tutto il mondo, comprese molto telefonate di diplomatici e capi di governo anche europei), ha fatto notare che “se si osservano comunicazioni criptate, se sono adeguatamente criptate, non c’è veramente modo per dire che sono criptate”.

Edward Snowden e Neil deGrasse Tyson
Neil deGrasse Tyson mentre intervista Edward Snowden

Avete trovato la frase un po’ criptica? E’ sempre Snowden che spiega cosa voglia dire: “non si può distinguere una comunicazione criptata adeguatamente dal rumore di fondo”. Il che, in teoria, significa che quando una società, umana o aliena che sia, evolve il proprio sistema di comunicazione e passa da un sistema di “comunicazioni aperte” ad uno di “comunicazioni criptate”, il segnale che viene diffuso in poco tempo diverrà indistinguibile dall’ambiente attraverso cui viene diffuso. Avete capito bene: secondo il ragionamento di Snowden potremmo non aver finora intercettato alcuna trasmissione dalle stelle perché pur essendo sotto i nostri occhi (o orecchi) elettronici, non siamo in grado di distinguere il segnale trasmesso dai segnali naturali che ci giungono dallo spazio.

Per Snowden “se una civiltà aliena cerca di ascoltare altre civiltà o se la nostra circa di ascoltare civiltà aliene, vi è solo un breve periodo della storia dello sviluppo di entrambe le società in cui le comunicazioni vengono trasmesse attraverso i mezzi più primitivi e meno protetti”, come il segnale radio spedito dal radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974. Una volta che la nostra civiltà o quelle aliene si siano evolute ulteriormente, è probabile che le trasmissioni vengano tutte criptate, risultando così “indistinguibili per noi dalla radiazione cosmica di fondo”. Sempre che, ovviamente, ogni civiltà extraterrestre abbia la stessa ossessione per i segreti e la stessa paura che possano venire scoperti che ha la nostra civiltà.

Tags: Vita extraterrestre, Alieni