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Traffico di organi tra leggenda e realtà

Traffico di organi

Quando la realtà supera la fantasia: molti di voi conosceranno la leggenda urbana legata al traffico d’organi internazionale che parla di un turista occidentale, in viaggio di svago in Asia, che accetta un drink di troppo da un’avvenente ragazza, solo per risvegliarsi il giorno dopo in una vasca piena di ghiaccio, macchiato del suo sangue, con un biglietto con su scritto in un inglese stentato “ti è stato asportato un rene, vai subito a un ospedale”.

I più poveri sono esposti al rischio del traffico d'organi

La realtà, confermata da anni dall’antropologa statunitense Nancy Scheper-Hughes, che nel 1999 fondò il progetto Organs Watch proprio per attirare l’attenzione mondiale sul “piccolo, vibrante ed estremamente redditizio business” del traffico d’organi, che coinvolge attualmente non meno di 50 paesi al mondo, è che i soggetti più a rischio sono le popolazioni povere del terzo mondo e dei paesi in via di sviluppo

La leggenda è nata, come ha riferito l’antropologa, nel clima di estrema violenza esistente in Brasile sul finire degli anni Ottanta. Uno dei primi luoghi dove se ne parlò fu la bidonville Alto do Cruzeiro, nei pressi della città di Timbauba, nella regione agricola della canna da zucchero del Pernambuco.

Traffico di organi
Filippine, un gruppo di venditori di reni riunito in occasione delle riprese di un documentario.

Nonostante un tasso di mortalità infantile assurdamente elevato, nonostante le “pulizie etniche” operate ai danni dei neri poveri e dei bambini di strada dagli “squadroni della morte” spesso coperte dalla polizia, i poveri si iniziarono a sentir minacciati da una presunta “mafia degli organi”,

Si sarebbe trattato di stranieri che avrebbero percorso le strade sterrate su furgoni gialli, alla ricerca di bambini incustoditi da rapire e uccidere per i loro organi trapiantabili. Nonostante tutto, non furono mai ritrovati cadaveri di ragazzi o bambini eviscerati dei propri organi, ma ormai la leggenda era nata.

Traffico di organi, una leggenda che ha tante origini

Si noti che una analoga “leggenda urbana” voleva fin dagli anni Sessanta del secolo scorso che esistesse un'autovettura Volga nera che nei paesi dell’Est periodicamente rapiva bambini o ragazze di bell’aspetto nel primo caso per espiantarne gli organi, nel secondo per destinarle come oggetto di piacere temporaneo a qualche “pezzo grosso” dei Soviet.

Più di recente in Italia ha circolato insistentemente la voce, sempre senza alcuna prova concreta, di un misterioso furgone bianco, con a bordo un gruppo di uomini con tratti somatici dell’Est Europa, travestiti da preti o da clown, che si sarebbe appostato davanti a scuole ed asili per attirare bambini e rapirli, per scopi ignoti.

Traffico di organi
Rene pronto per il trapianto.

Commercio organi è diventato una triste realtà

Negli anni purtroppo l’idea del commercio di organi ha attecchito in modo sorprendente: nelle Filippine, nel 1999, iniziarono a circolare le prime testimonianze, anche fotografiche, di “donatori vivi” che in cambio di un compenso in denaro avevano accettato di farsi espiantare un rene, destinato a ricchi pazienti occidentali che non volevano rimanere più a lungo in lista d’attesa per un trapianto.

Liste che nonostante anni di campagne di sensibilizzazione per la donazione degli organi restano ancora oggi molto lunghe (nei soli Stati Uniti il 10% circa dei pazienti in lista d’attesa muore ogni anno prima di ricevere l’organo sperato).

Nella “realtà reale” il turismo a fini medici vede pazienti ricchi recarsi in paesi poveri, contattare organizzazioni private al limite del lecito e selezionare un donatore vivo consenziente, almeno per quanto riguarda il traffico dei reni. Nessun rapimento dunque, alieno o meno che sia. La realtà ha sfatato la leggenda, ma questa volta in senso se possibile ancora più oscuro e spaventoso.

Tags: Salute, Medicina, Popolazione mondiale, Bufale