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Quarant’anni fa, il rapimento di Travis Walton

Il rapimento di Travis Walton
Travis Walton

Tra poco più di un mese e mezzo saranno passati esattamente 40 anni da quella sera del 5 novembre 1975 quando, alle ore 18.00 Mike Rogers, Ken Peterson, John Goulette, Steve Pierce, Allen Dallis, Dwayne Smith e Travis Walton, impegnati per conto dello United States Forest Service in un’attività di ripulitura del sottobosco di un’area vasta oltre 1.200 acri nei pressi di Turkey Springs, in Arizona, finito il turno di lavoro stavano tornando su un camioncino dello stesso Rogers verso Snowflake. Poco dopo aver iniziato il loro viaggio, riferirono tutti i membri del gruppo, iniziarono a vedere una potente luce attraverso gli alberi, emessa da un disco metallico con una cupola, della misura apparente di circa 6 metri di larghezza e 2,50 metri di altezza e che sembrava fluttuare a pochi metri dalla strada.

Ad un certo punto Rogers, al volante del furgoncino, si fermò e mentre gli altri occupanti restavano a osservare l’Ufo, Walton saltò a terra e corse verso il disco volante. A un certo punto, incurante delle grida di tornare indietro, Walton dovette rallentare e avvicinarsi con maggior prudenza perché, a detta di tutti gli altri testimoni, l’Ufo avrebbe iniziato a emettere come un rumore di turbine, molto forte, iniziando ad oscillare da un lato all’altro. A quel punto Walton pensò bene di tornare indietro ma, secondo quanto scrisse Jerome Clark, un fascio di luce blu-verde emanata dal disco sembrò colpirlo, dopo di che Walton “sollevò un piede in aria, le braccia e le gambe distese, si tirò indietro per circa 10 metri, per tutto il tempo catturato nel bagliore della luce. La sua spalla destra toccò terra, e il suo corpo si distese mollemente sul terreno”.

Il rapimento di Travis Walton
Scena del rapimento di Travis Walton tratta dal film «Fire in the Sky»

A quel punto Rogers, che pure era molto legato a Walton, credendo l’amico morto e temendo una ulteriore reazione ostile dell’Ufo partì in quarta e guidò più velocemente possibile sulla strada sterrata, fino a sbandare. A quel punto sarebbe nata una discussione e il gruppo di amici e colleghi di Walton avrebbe deciso di cercare di tornare a recuperarlo, ma giunti nel sito dove si era verificato il singolare evento non trovarono più traccia né di Walton né del disco volante. Poco dopo, alle 19.30, Peterson avrebbe deciso di telefonare alla polizia locale per denunciare la scomparsa del collega, inizialmente tacendo le singolari circostanze in cui era avvenuta, poi raccontando insieme agli altri colleghi tutta la vicenda al vice sceriffo Chuck Ellison, che avvertì lo sceriffo Marlin Gillespie, che poco dopo arrivò per interrogare il gruppo di uomini insieme all’ufficiale di polizia Ken Coplan.

Nonostante lo scetticismo della polizia, le ricerche iniziarono anche con l’aiuto di alcuni volontari, ma di Walton nessuna traccia. Rogers e lo sceriffo Coplan andarono quindi dalla madre di Travis, Mary Walton Kellett, a riferirle della sparizione del figlio e delle incredibili circostanze in cui questa era avvenuta. Stranamente la donna avrebbe solo chiesto che le venisse ripetuta la storia per filo e per segno, senza però dare, almeno inizialmente, segni di agitazione, chiedendo solo se altri oltre alla polizia e agli uomini sul furgone fosse stato al corrente della storia, cosa che fece subito sospettare alla polizia che responsabile della sparizione di Walton potesse essere qualcos’altro che non un Ufo. La mattina seguente, il 6 novembre, ancora non si erano trovate tracce di Walton e la polizia iniziò a sospettare sempre più che tutta la vicenda fosse una storia inventata forse per coprire un incidente sul lavoro o un omicidio.

Il rapimento di Travis Walton
Da sinistra, John Goulette, Travis Walton e Steve Pierce

Dal pomeriggio di quello stesso giorno le ricerche si intensificarono, con l’utilizzo anche di un elicottero, di ufficiali di polizia a cavallo e di jeep, ma niente. Nel frattempo curiosi, giornalisti e appassionati di ufologia, appresa la notizia, iniziavano a giungere in paese e a intervistare gli uomini testimoni del fatto. Rogers e Duane Walton, fratello minore di Travis, in particolare, parlarono del fatto che la scomparsa di Travis potesse rallentare il completamento della commessa nei tempi stabiliti e di come da bambino i fratelli Walton avessero avuto una passione per gli Ufo. Poco dopo aver saputo di queste interviste il Marshall Sanford Flake dichiarò di essere convinto che tutta la vicenda fosse uno scherzo architettato ad arte.

La polizia tornò più volte a interrogare la signora Walton Kellett senza però apprendere alcun ulteriore particolare utile alle indagini, mentre di Travis si continuava a non trovare traccia. Il 10 novembre tutti i testimoni furono sottoposti alla macchina della verità ma ad accezione di uno di loro che interruppe il test (apparentemente per non far emergere alcuni precedenti penali), che fu dunque giudicato non valido, tutti negarono di aver fatto del male a Travis o di conoscere qualcuno che gliene avesse fatto, come pure di sapere dove fosse il corpo e ribadirono di aver visto un Ufo. La conclusione del test fu che nessuno di loro mentiva e che dunque avevano davvero visto qualcosa che credevano potesse essere un Ufo (e che se tutto questo fosse stata una burla, i cinque testimoni ne erano completamente all’oscuro).

Poi, colpo di scena: poco prima della mezzanotte del 10 novembre, Travis avrebbe contattato telefonicamente suo cognato, Grant Neff, spiegando di stare male e di trovarsi in una cabina telefonica presso la stazione di servizio di Heber. Andati a verificare sul posto, Neff e Duane Walton avrebbero trovato Travis svenuto nella seconda delle tre cabine telefoniche della stazione di servizio, con indosso gli stessi vestiti di quando era sparito, smagrito e non rasato. Anziché andare alla polizia, dato che Trevis continuava a borbottare con fare isterico e sembrava non essersi reso conto di essere scomparso per alcuni giorni, pensando invece fossero passate poche ore, Duane portò il fratello a casa della madre, gli fece fare un bagno caldo e provò a farlo mangiare (senza riuscirvi, perché Travis avrebbe continuato a vomitare anche cibi leggeri).

Il rapimento di Travis Walton
La telefonata di Travis Walton tratta dal film «Fire in the Sky»

Nel frattempo la polizia, avvertita che qualcuno aveva chiamato casa di Neff, si recava a sua volta presso la stazione i servizio di Heber e rilevava le impronte su tutte e tre le cabine, nessuna delle quali sarebbe corrisposta a quelle di Travis in un successivo raffronto. E’ stata dunque tutta una bufala? Dal pomeriggio del giorno seguente iniziarono comunque a trapelare notizie sul ritrovamento di Travis, mentre Duane portava il fratello a sottoporsi a una serie di esami medici privati. Gli stessi rivelarono che Travis era sostanzialmente in buona salute ma presentava due dati curiosi: un piccolo punto rosso presso la piega del gomito destro di Travis, coerente con un’iniezione da ago ipodermico salvo per il fatto di non trovarsi vicino ad alcuna vena, e l’assenza di chetone nelle urine, fatto insolito perché, se davvero Travis era rimasto disperso per cinque giorni con pochi o nessun cibo, il suo fisico avrebbe dovuto cominciare a rompere i grassi per sopravvivere, innalzando il livelli di chetone nelle urine. Di nuovo: fu tutta una bufala allora?

Nel frattempo la polizia aveva appreso del ritorno di Travis: lo sceriffo Gillespie si fece così raccontare quanto successo da Travis, che gli raccontò, come fece in seguito anche col libro “The Walton Experience”, di essersi ritrovato, dopo essere svenuto una volta colpito dal raggio di luce, disteso su un lettino, aver poi visto tre figure in tuta arancione, apparentemente non umane, e di aver provato ad allontanarle, spaventato. Lasciato solo, Travis avrebbe iniziato a girovagare da un corridoio all’altro, da una stanza all’altra, fino ad incontrare un nuovo umanoide, questa volta in tuta blu e con un casco. Seguitolo, sarebbe uscito da un veivolo a forma di disco trovandosi in un hangar dove vi erano altri dischi. Proseguendo nel loro percorso l’umanoide in tuta blu e Travis sarebbero giunti in un’altra stanza dove si trovavano altri due uomini e una donna, con le stesse fattezze e la stessa tuta indossata da quello che Travis aveva seguito.

Il rapimento di Travis Walton
Travis Walton a Roma nel 2012

La donna avrebbe poi porto a Travis una sorta di maschera d’ossigeno e improvvisamente al boscaiolo sarebbero mancati i sensi. Riavutosi, Travis si sarebbe trovato alla stazione di servizio di Heber e vide il disco volante allontanarsi in volo poco sopra l’autostrada. Lo sceriffio Gillespie, convinto che fosse tutta una bugia o che Travis fosse stato drogato, propose di sottoporre il boscaiolo all’esame della macchina della verità, ma all’ultimo Travis si rifiutò. Un secondo test, organizzato su pressione della rivista The National Enquirer, non venne superato secondo l’esaminatore perché il boscaiolo rispose in modo reticente tentando di imbrogliare, per Travis a causa di un atteggiamento “aggressivo” da parte dell’esaminatore. Insomma: autentico caso di “rapimento” alieno, scherzo goliardico o truffa tesa a sfruttare il clamore della notizia, amplificando l’interesse già suscitato dal primo presunto caso di rapimento alieno, quello dei coniugi Barney e Betty Hill (che sarebbero stati rapiti da alieni tra il 19 e il 20 dicembre 1061)? La verità è che a distanza di 40 anni una parola definitiva su questa bizzarra storia non è stata ancora detta e chissà se lo sarà mai.

Tags: Alieni, Incontri ravvicinati, Rapimenti alieni