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Gli extraterrestri ci hanno già contattato?

extraterrestri

Una volta Enrico Fermi nel corso di una conversazione con alcuni colleghi sul tema degli avvistamenti Ufo così frequenti negli anni Cinquanta, esclamò: “Where is everybody?”, ossia dove sono tutti quanti e se ci sono perché non si sono ancora messi in contatto con noi? Era nato il paradosso di Fermi. Una decina di anni dopo l’equazione di Drake, sviluppata dall’astronomo e astrofisico americano Francis Drake, provava a dare una risposta quanto più possibile oggettiva, anche se in verità a fronte di una stima “storica” di 10 possibili civiltà sviluppate nella sola Via Lattea si sono poi avute stime dalle più ottimistiche, che oscillano sulle 600 mila civiltà, a quelle più pessimistiche, che sono attorno a un milionesimo (vale a dire che occorrerebbero un milione di galassie perché si sviluppi una civiltà avanzata).

Seti
Alcuni radioteloscopi del Seti

Drake non è però riuscito nell’impresa apparentemente, visto che tuttora un segnale da parte di qualche civiltà avanzata extraterrestre non è mai pervenuto. O forse sì? In realtà di potenziali “segnali extraterrestri” nel corso di questi decenni ne sono stati rilevati a centinaia, ma quasi tutti sono poi stati spiegati con origini terrestri o come segnali rimbalzati sulla superficie riflettente di aerei, palloni sonda o satelliti. Quasi tutti, perché il “segnale Wow” registrato il 15 agosto 1977 dal radiotelescopio Big Ear del programma Seti, alcuni “radio burst” registrati nel 2011 e nuovamente nel 2014 e, stando ad alcuni documenti desecretati del ministero della Difesa britannico, un segnale ricevuto nel 1988 dalla Nasa, non sembrano poter avere alcuna spiegazione “terrestre”.

Il problema è che in tutti i casi la fonte che ha inviato il segnale, ammesso che sia una civiltà extraterrestre avanzata, disterebbe troppo dalla Terra. Il “segnale Wow” sembrava provenire da un punto nella costellazione del Sagittario, presumibilmente nei pressi dalla stella Tau Sagittarii, distante circa 122 anni luce dalla Terra. I “radio burst” intercettati tra l’altro dall’osservatorio australiano del Parkes Telescope durano appena qualche millisecondo e operano su una banda di larghezza eccessiva, che richiederebbe una energia spropositata per essere emessa artificialmente. Il misterioso segnale “occultato” dalla Nasa nel 1988, infine, proverrebbe da un punto esterno alla nostra galassia distante dalla Terra 80 mila anni e, ammesso che sia vero, sembra essere più una sorta di “sos automatico” lanciato da una civiltà che probabilmente era sull’orlo della distruzione che un invito a cena.

Parkes Telescope
L'osservatorio australiano del Parkes Telescope (uno dei tanti radiotelescopi presenti)

Insomma: probabilmente non siamo soli, ma le distanze in gioco nell’universo sono spaventosamente grandi e hanno contribuito finora a rendere vana sia la ricezione sia l’invio di un segnale destinato a civiltà sviluppate extraterrestri. Il primo segnale mai lanciato volontariamente nella storia umana, quello del radiotelescopio di Arecibo il 16 novembre 1974, è stato indirizzato all’ammasso globulare di Ercole M13, che dista da noi 25 mila anni luce. Un’eventuale risposta positiva non potrebbe arrivarci prima di 44 mila anni (tenendo conto che quell’ammasso si sta avvicinando alla Via Lattea) e viene da chiedersi che senso abbia avuto lanciare quest’unico messaggio dalla Terra all’universo verso tale destinazione.

Nel 2001 l’astronomo russo Alksandr Zaitsev e un gruppo di ragazzi russi trasmisero una serie di messaggi radio conosciuti collettivamente come il “messaggio dei teenager”, indirizzandoli verso sei stelle situate tra i 45 e i 68 anni luce. Nel 2008 la Nasa ha provato a fare meglio, trasmettendo via radio la canzone “Across the Universe” verso la stella polare (che però dista dalla Terra 431 anni luce). Nello stesso anno l’agenzia spaziale ucraina ha indirizzato un segnale radio digitale verso il pianeta extrasolare Gliese 581C, che raggiungerà agli inizi del 2029. Per ora, come detto, nessuna risposta è mai giunta o, se sono giunte, non sono giunte a nostri segnali ma sono giunte spontaneamente da possibili civiltà extraterrestri sorte a migliaia di anni luce di distanza dalla Terra. L’uomo non sarà solo nell’Universo, ma di sicuro non avremo problemi di sovraffollamento nei prossimi decenni.

Tags: Vita extraterrestre, Alieni