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Chi si spegnerà prima il Sole o Betelgeuse?

Sole
Buchi coronali sono regioni della corona dove il campo magnetico si protende nello spazio e espellono venti solari di gran lunga più veloci rispetto ad altre parti del Sole.

Il Sole è sul punto di spegnersi? La voce è rimbalzata più volte, in varie forme, nel web negli ultimi mesi. A dare il via al tam tam mediatico è stata, involontariamente, la stessa Nasa, la cui sonda Solar Dynamics Observatory (Sdo) il 16 marzo di quest’anno ha fotografato due enormi zone d’ombra ai poli della nostra stella, la cui superficie è apparsa ricoprire quasi il 9% della superficie del Sole, il massimo mai raggiunto dai “buchi coronali” nella storia delle osservazioni solari (peraltro recente, visto che le prime immagini di tali formazioni furono riprese dagli astronauti a bordo dello Skylab tra il 1973 e il 1974).

Macchie solari gigantesche

Delle due aree scure (tali appaiono a causa di una temperatura più fredda delle aree circostanti e della minore densità del plasma al loro interno) la maggiore, al Polo Sud, ha raggiunto una dimensione di circa 230 miliardi di chilometri, pari ad oltre l’8% della superficie solare, l’altra, al Polo Nord, ha mostrato una forma più allungata raggiungendo tuttavia appena lo 0,16% della superficie solare. Nonostante certi titoli allarmistici, tali macchie non indicano che il Sole si stia spegnendo, né che di qui a pochi anni sulla Terra sia destinata a tornare una nuova era glaciale, come già segnalato da Fanwave

La nostra stella, infatti, ha un’età stimata in 5 miliardi di anni ed un ciclo di vita che dovrebbe durare il doppio, qualche decina di milioni di anni in più o un meno. La nostra stella è insomma una signora di mezza età, una generosa “milf” che consentirà alla vita di prosperare sul pianeta Terra per un periodo che per gli uomini resta incommensurabile (la comparsa dell’uomo sulla terra viene stimata tra i 250 e i 500 mila anni fa, pari all’ultimo decimillesimo della vita della nostra stella). Certo, un giorno l’idrogeno che costituisce il 92% dell’attuale massa del Sole si esaurirà e la nostra stella inizierà allora a bruciare l’elio (che rappresenta poco meno dell’8% della sua massa attuale) espandendosi fino a diventare una gigante rossa.

Sole
Spettacolari raggi-x mentre fluiscono dal Sole (emissioni verdi energia tra i 2 e i 3 kiloelettroni volt, e emissioni blu energia tra 3 e i 5 kiloelettroni di volt).
La fine della Terra: bruciata dal sole

Per la Terra sarà la fine, perché di lì a poco (“poco” in scala galattica, in realtà occorreranno almeno altri 1-2 miliardi di anni) terminerà anche l’elio e il sole diventerà una nova, espellendo gli strati esterni che formeranno una nebulosa planetaria. A quel punto diverrà una nana bianca e poi, lentamente, una nana bruna, sempre più fredda e composta quasi interamente da atomi di carboni, residui della trasformazione dell’elio. Alla fine del suo ciclo vitale il “cadavere” di quello che era stato il nostro Sole sarà un gigantesco diamante destinato a vagare nello spazio. Non attendetevi dunque una imminente fine del mondo a causa del Sole e se volete godervi, a distanza di sicurezza, lo spettacolo di una supernova, sappiate che pure Betelgeuse, gigante rossa appartenente alla costellazione di Orione e che si trova a 640 anni luce dalla Terra, potrebbe essere un candidato non ideale.

In effetti pochi anni fa l’astronomo Brad Carter annunciò che la stella, che effettivamente avendo 10 miliardi di anni circa potrebbe essere prossima alla sua “dipartita”, avrebbe potuto esplodere anche nel 2012. Oppure tra un milione di anni, chissà. In realtà nessun telescopio né modello matematico è ad oggi in grado di fornire un’indicazione certa né dell’età di una stella né della tempistica della sua evoluzione. Ed in ogni caso se nel 2012 Beltegeuse fosse davvero esplosa lo scopriremo attorno al 2.652, dato che la sua luce dovrà viaggiare per 640 anni prima di arrivare in prossimità della Terra, a quel punto apparendo per qualche mese come un punto luminoso quanto può esserlo la Luna o i pianeti maggiori del sistema solare, Giove e Saturno.

Sole
La Terra potrebbe essere colpita da una serie di blillamenti solari.

Insomma, salvo ipotizzare interventi divini o extraterrestri per far detonare il nostro Sole o altre stelle come Beltegeuse “a comando” (in effetti mai dire mai, visto che nella Via Lattea sembra esplodere una supernova ogni 50 anni circa, la più recente essendo stata, nel 1987, SN 1987a, appartenente alla Nebulosa Tarantola), potete andare a dormire tranquilli: domani mattina il Sole sorgerà ancora a Est e, la sera, il cielo stellato vi apparirà grosso modo identico a quello che avete osservato la sera prima.

Tags: Catastrofi, Astronomia, Sole